Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  maggio 28 Giovedì calendario

Ferrovie, la Germania in trincea si oppone a Italo

L’Autorità di vigilanza europea dei trasporti è chiara: la concorrenza deve essere garantita ovunque e a tutti. Dunque, anche la Germania dovrebbe concedere un pacchetto minimo di fasce orarie nelle tratte più importanti, e con contratti di lunga durata, a chiunque volesse entrare nel mercato del trasporto ferroviario.
Sulla carta, la Deutsche Bahn, che ha il monopolio sul 95% dei collegamenti, dovrebbe lasciare spazio a un concorrente come Italo. Ma la prassi si sta rivelando molto più complicata. L’azienda italiana, che ha annunciato l’intenzione di far partire i suoi primi treni in Germania ad aprile 2028 – anzitutto su collegamenti cruciali come Monaco-Francoforte-Colonia-Dortmund e Monaco-Berlino-Amburgo – sta incontrando enormi ostacoli nel tentativo di ritagliarsi uno spazio oltre le Alpi.
Complice, anche, il fatto che la società InfraGo, che gestisce l’infrastruttura ferroviaria, è di proprietà di Deutsche Bahn. Finora InfraGo è ricorsa a metodi creativi per impedire a Italo di mettere piede in Germania. A un certo punto ha sostenuto che la concorrenza fosse contraria. Un tantino lapalissiano che Flixtrain o altri competitor non gradiscano l’ingresso di un altro concorrente. Ancora più incredibile la vicenda che riguarda gli spazi nelle stazioni chieste da Italo per le biglietterie o le lounge. Dopo un anno, a fronte di una richiesta per 18 stazioni, InfraGo ha fatto sapere che glieli concederebbe solo a Norimberga.
Non meraviglia, insomma, che Italo abbia deciso nel frattempo di protestare con l’Agenzia federale delle reti. E di denunciare una “strategia multilivello, volta a ostacolare la potenziale concorrenza nel trasporto ferroviario”. Per Deutsche Bahn, concorrente e al contempo proprietaria di InfraGo, si tratta di accuse “infondate”. Ma a pensar male, come diceva Andreotti, si fa peccato però spesso ci si indovina.