corriere.it, 28 maggio 2026
Firenze: due affitti su tre in centro sono «brevi»
Un centro sepolto dagli airbnb, ma anche una larga fascia fuori dalla zona Unesco in cui la pressione turistica è comunque forte, mentre i più impetuosi tassi di crescita delle nuove locazioni turistiche si registrano nelle periferie. È quanto emerge dalla relazione tecnica curata dal professor Filippo Celata de La Sapienza, che ha fatto da base conoscitiva alla delibera di Palazzo Vecchio sui nuovi limiti agli airbnb.
Nel centro appartamenti in affitto breve rappresentano il 190% di quelli affittati ai residenti. Con punte del 473% nella zona delle Coste e del 281% nel quadrilatero d’oro. Significa che tra il Duomo e piazza Signoria ci sono quasi 3 airbnb ogni appartamento affittato a una famiglia. Solo in San Frediano il rapporto è (di poco) inferiore al 100%.
Fuori dall’area Unesco le cose cambiano sensibilmente.
Nonostante la crescita dei numeri e lo «spill-over» (l’effetto contagio) degli airbnb aperti negli ultimi due anni, la differenza rimane. Ma si sfiorano comunque tassi del 50%, un dato preoccupante se su tre case in affitto una è appannaggio dei turisti.
I casi emblematici sono quelli dell’area Gioberti dove il rapporto airbnb-affitti lunghi è del 44,5%, San Jacopino col 35,9% e Libertà-Savonarola col 35,2%.
Sul fronte dei maggiori aumenti tra 2021 e 2025 (ma i numeri assoluti sono bassi e restano fuori dalle zone di esclusione) spiccano Careggi (+218%), Piombino-Etruria (+171%) e Peretola (150%).
I nuovi blocchi decisi dal Comune di Firenze riguardano il 44% delle abitazioni, quasi la metà. E se la Regione stabilisce che le limitazioni debbano essere selettive (punto ribadito dal Tar) per il Comune era forse difficile andare molto oltre. Ma modifiche sono possibili, come spiega la sindaca Funaro. «Questa delibera, un anno dopo quella sul centro, è la prova dei nostri tempi di reazione», dice l’assessore al Turismo Jacopo Vicini, che assicura un «monitoraggio capillare» delle zone fuori dai blocchi.
Palazzo Vecchio non ha istituito i divieti in base all’esatta geografia del fenomeno rilevata da Celata, ma approssimandola in base agli ambiti del Piano operativo. Così ci sono zone ad alta incidenza rimaste fuori, come in via Senese e all’Isolotto, o che costituiscono «cunei» che si insinuano tra i blocchi, come Bellariva. O entrambe le cose, come la Leopolda e parte di San Jacopino.
Al di là di questi casi, e del fattore tramvia, Celata precisa che nelle altre zone esterne il rischio di «contagio», non è altissimo: «Più ampia è la zona di esclusione, meno si registra lo spill-over».
Tra due anni scade la moratoria agli attuali gestori di airbnb.
Nel 2028 il Comune potrà stabilire zona per zona soglie massime autorizzate, anche al di sotto dei numeri attuali. E dove sono troppo alti, come in centro, Funaro assicura che «intaccheremo i numeri».
Non sarà però facile. Le autorizzazioni durano 5 anni e una fetta è già in corso di concessione e scadrà successivamente al 2028. Ma ci sono molte strutture che non rispondono ai requisiti urbanistici e di abitabilità del Comune che tra due anni perderanno titolo a fare locazioni brevi. «Già questo porterà a una riduzione immediata», dice la sindaca.
Tutti gli altri dovranno richiedere l’autorizzazione e Funaro tenterà di privilegiare i piccoli proprietari a scapito dei grandi gestori.
Può il Comune fare questo distinguo o spetta allo Stato?
«Il terreno è tutto da esplorare», spiega Celata, ma il Testo unico regionale, dando ai Comuni la possibilità di introdurre soglie, dà anche la possibilità di stabilire dei criteri selettivi. Fino a che punto ci si potrà spingere è da scoprire, il lavoro è ancora tutto da fare: «Ma la Regione potrà aiutarci. E nel 2028 vedremo quante locazioni ora attive avranno chiesto e ottenuto l’autorizzazione e solo allora potremo fare ulteriori valutazioni», spiega Vicini.
«La gatta frettolosa fece i gattini ciechi: si blocca Bellosguardo ma non le zone universitarie vicine alle tramvia come Novoli o Careggi», attacca Cecilia Del Re di Firenze democratica. Mentre Forza Italia teme «conseguenze disastrose per Firenze, in termini di ricchezza, di occupazione e di introiti dalla tassa di soggiorno».
Avs-Ecolò invece difende Funaro e attacca Italia viva, perché «difende un modello di città che negli ultimi anni ha espulso residenti, studenti, lavoratori e famiglie».