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 2026  maggio 28 Giovedì calendario

Agente Cia arrestato per aver rubato centinaia di lingotti d’oro

Un colpo alle casse (enormi) della Cia: un agente è stato accusato di aver prelevato centinaia di lingotti d’oro in possesso all’agenzia e di averli nascosti nella sua abitazione in Virginia. Un furto che ne ha determinato l’arresto. 
È una storia che ha ancora molti buchi e non solo quello creato dal funzionario infedele. Perché ci sono aspetti da spiegare. Le indagini hanno accertato che David Rush ha spostato tra novembre e marzo una grande quantità d’oro: i lingotti del peso di circa un chilogrammo l’uno sono stati sistemati in casa insieme a somme di denaro e a 35 orologi, in maggioranza Rolex. Secondo una prima valutazione il valore del bottino è di 40 milioni di dollari. Ma è probabile che sia solo una parte in quanto i federali ritengono che l’agente abbia piazzato dell’oro in altri nascondigli non ancora scoperti. 
Rush, secondo il Washington Post, aveva lavorato alla Divisione tecnica dell’intelligence, la sezione che realizza apparati sofisticati per le attività di spionaggio, materiale coperto da strette regole di sicurezza. E, sempre in base alle informazioni diffuse, è possibile che sia entrato in possesso del tesoro proprio grazie al suo ruolo. 
Non è però chiaro a cosa servissero i lingotti ed è inspiegabile che nessuno si sia accorto in tempo di quanto stava accadendo. Situazione quanto mai seria vista la posizione ricoperta dal funzionario e il campo operativo. Durante le indagini è emerso che Rush ha mentito sulle proprie credenziali quando ha presentato la domanda di reclutamento alla Cia: ha sostenuto di essere stato un pilota della Navy e di avere alle spalle corsi universitari. Le verifiche, eseguite solo in seguito, hanno smascherato le bugie. 
Ci si chiede perché i controlli non siano stati condotti al momento dell’assunzione nell’intelligence. In realtà questo è un problema già emerso in altre vicende che hanno coinvolto militari in fatti criminali.