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 2026  maggio 28 Giovedì calendario

Trump: «Non cederò pensando alle elezioni. Lo faccio per il mondo»

Donald Trump ha detto che se i leader dell’Iran sperano che lui ceda di fronte a uno stallo prolungato, si sbagliano. «Pensavano di poter aspettare più di me. “Ha le elezioni di midterm”, pensavano. Ma non mi importano le elezioni di midterm», ha dichiarato ieri il presidente durante un incontro di governo alla Casa Bianca, riferendosi alla vittoria del candidato Ken Paxton, da lui appoggiato nelle primarie repubblicane in Texas. Trump ha riconosciuto le preoccupazioni per le conseguenze di un conflitto prolungato. Allo stesso tempo ha cercato di rassicurare gli elettori che un accordo è vicino, anche se gli Stati Uniti e l’Iran non hanno ancora trovato l’intesa sugli aspetti centrali, incluso cosa fare delle riserve di uranio arricchito al 60%. Ha descritto la vittoria di Paxton come «un preludio al midterm» e una prova che, nonostante la guerra sia impopolare, «le persone capiscono»: «La gente può sopportare il conflitto, perché capisce, sa che l’Iran semplicemente non può avere armi nucleari. Lo sto facendo per il mondo».
Due settimane fa il presidente pronunciò un’altra frase che fu usata per criticarlo: disse che quando pensa ai negoziati con l’Iran non gli «importa della situazione finanziaria degli americani». Il segretario di Stato Marco Rubio e altri nell’amministrazione hanno poi detto che quella frase è stata presa fuori contesto dai critici di Trump. Il presidente ha aperto l’incontro di ieri leggendo da una lista di successi su cui l’amministrazione vuole puntare nelle elezioni di midterm. «Le cose stanno andando davvero bene». Ha citato dati sull’occupazione, la sicurezza delle frontiere, il calo del tasso di criminalità, i tagli alle tasse, la Borsa, i bassi costi dei medicinali e dei piani pensionistici.
In ogni caso, le dichiarazioni di Trump mostrano la sua grande attenzione in questo secondo mandato per i conflitti all’estero – la minaccia di annettere la Groenlandia, la cattura del leader del Venezuela, l’Iran, le tensioni crescenti con Cuba – mentre il suo tasso di approvazione scende, i prezzi aumentano e il suo partito è sempre più preoccupato per le elezioni di novembre al Congresso. Durante l’incontro di ieri Trump ha chiarito il suo desiderio di influire sull’ordine globale, arrivando a suggerire che l’Arabia Saudita e altri Paesi del Golfo che non l’hanno ancora fatto dovrebbero aderire agli Accordi di Abramo (la normalizzazione con Israele) perché «ce lo devono» e «sarebbe qualcosa di storico». Ha dato l’impressione di considerare la firma degli Accordi di Abramo come una condizione per il raggiungimento di un accordo con l’Iran. E Steve Witkoff, il suo inviato speciale, ha detto: «Stiamo assolutamente spingendo». «Non sono certo che dovremmo fare l’accordo se non firmano», ha osservato Trump.
Alla domanda se accetterebbe un accordo in cui l’Iran e l’Oman si dividono il controllo di Hormuz, il presidente ha replicato che lo Stretto deve essere aperto a tutti, anche se gli Stati Uniti «lo monitoreranno». Ha spiegato che «l’Oman si comporterà bene come tutti, altrimenti dovremo bombardarli», per poi aggiungere che gli omaniti «lo capiscono e staranno bene».
Allo stesso tempo Trump è tornato più volte sui suoi progetti per abbellire Washington, in particolare ridipingere di blu il fondale della piscina riflettente del Lincoln Memorial. «Adoro costruire, è davvero eccitante». Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha accostato la guerra in Iran a quei progetti: «Quando lei ha autorizzato l’Operazione Furia Epica, proprio come quando ha parlato della piscina riflettente, non abbiamo fatto le cose come in passato, dopo l’Iraq e l’Afghanistan», ma «in modo intelligente». Trump ha ripetuto che il suo obiettivo principale è assicurarsi che l’Iran non arrivi mai a un’arma nucleare. Rubio, seduto alla sua destra, ha affermato: «Vedremo nelle prossime ore e nei prossimi giorni se possiamo fare progressi» sui negoziati, ma ha ricordato che ci sono «altre opzioni... se questa non funziona». Sulle richieste di Teheran di ricevere miliardi di dollari «congelati» all’estero a causa delle sanzioni, il presidente ha replicato: «Non parliamo di allentare sanzioni né di dare soldi. Quando si comportano come si deve... permetteremo che abbiano i loro soldi».