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 2026  maggio 27 Mercoledì calendario

Ddl sul fine vita, rinvio per emendamenti

Si riaprono i termini per proporre nuovi emendamenti al disegno di legge sul fine vita, atteso in Aula al Senato il 3 giugno, per l’avvio dell’esame. Ci sarà tempo fino al 9 giugno per presentarli e nel frattempo – probabilmente la prossima settimana – ci saranno altre due audizioni: con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e con l’Istituto superiore di sanità (Iss). Lo hanno deciso le commissioni Giustizia e Affari sociali, su richiesta di Forza Italia. Ma con il voto contrario delle opposizioni, che accusano la maggioranza di «perdere tempo». E ribadiscono che, per loro, resta valido l’impegno preso nella conferenza dei capigruppo con la mediazione del presidente del Senato, La Russa, che il 3 giugno si esaminerà in Aula il disegno di legge del dem Alfredo Bazoli, sottoscritto da tutte le opposizioni.
Ma il centrodestra ha altre idee: «Chiederemo che la pratica torni in commissione perché vogliamo proseguire con il nostro testo», hanno reso noto Zanettin e Zullo, i firmatari del disegno di legge della maggioranza, che, a differenza di quello proposto dal senatore del Pd, esclude il coinvolgimento del Servizio sanitario nazionale. Ed è proprio sul ddl dei due parlamentari di Forza Italia e Fratelli d’Italia che si terranno le audizioni e ci saranno nuovi emendamenti. Il nodo principale riguarda il Ssn. È la sua partecipazione a spaccare i due schieramenti. E se il centrosinistra è compatto nel sostenere un suo coinvolgimento, il centrodestra sembra essere più diviso. Con il partito della premier e la Lega contrari e Forza Italia che sta cercando una mediazione. Stefania Craxi, la capogruppo azzurra al Senato, ha spiegato: «Stiamo lavorando per superare il tema del Snn, però non lasciando che nessuno non abbia un’assistenza gratuita». Poi ha chiesto alle minoranze di «non «mettere bandierine politiche» e ha assicurato che «non c’è l’intenzione di perdere tempo», ma la volontà di «trovare la maggior convergenza possibile».
Una posizione confermata anche da Mariastella Gelmini (Noi Moderati), secondo la quale «serve una legge con un ampio accordo parlamentare». In questo senso sono state decise le due audizioni con il Cnr e l’Iss. L’obiettivo, ha sottolineato Craxi, «è capire se esiste una macchina che possa consentire l’autosomministrazione a chi è totalmente immobilizzato, cosa che è stata fatta in Toscana». Ma le opposizioni sono insorte. Per il Pd, Movimento 5 Stelle e Italia Viva, il rinvio è un «atto grave». E la senatrice di Avs, Aurora Floridia ha parlato di «gioco dell’oca» e di «gioco parti, tra Forza Italia da un lato, Lega e Fratelli d’Italia dall’altro».