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 2026  maggio 27 Mercoledì calendario

Rai, tagliati i compensi a Mondani e Iovene di Report

Un altro colpo contro Report. Due dei suoi giornalisti storici, Paolo Mondani e Bernardo Iovene, dalla prossima stagione non saranno più sotto contratto di consulenza a partita Iva, ma diventeranno dei collaboratori puri, pagati a puntata dall’azienda di Viale Mazzini, non esattamente il massimo per chi fa lavoro giornalistico, soprattutto d’inchiesta. La decisione è arrivata dalla direzione approfondimento guidata da Paolo Corsini qualche giorno fa.
Ufficialmente il motivo è duplice: la Rai ha meno budget e quindi per “sopraggiunti limiti di età” si tagliano i contratti ai colleghi più anziani, com’è accaduto anche per altri in passato. Un taglio che incide del 28% sullo stipendio dei due giornalisti, due colonne di Report fin dai tempi di Milena Gabanelli. E che ora, senza un contratto, saranno dei puri freelance pagati a puntata. Il sospetto che aleggia, però, è che forse ci sia dell’altro e che i due siano stati colpiti per il contenuto del loro lavoro. Mondani, per esempio, è stato il primo a parlare nei suoi servizi di “pista nera” per le stragi del 1992/93, cosa che ha dato parecchio fastidio alla destra.
I giornalisti del programma di Sigfrido Ranucci hanno scritto una lettera di protesta a Corsini, chiedendo all’azienda di ripensarci. Nella missiva si sottolinea come Mondani e Iovene “siano stati tra i fondatori di Report e tra i principali artefici del successo del programma”. La motivazione anagrafica, per i loro colleghi, sembra pretestuosa, visto che nessuno dei due è un lavoratore subordinato della Rai. L’unica spiegazione, continua la missiva, sembra essere “l’intento di punire due giornalisti, autori di inchieste che hanno infastidito alcuni settori della politica e danneggiare Report”. La Rai, però, risponde che non vi è alcun intento punitivo che sarebbe del tutto estraneo al modo di pensare dell’azienda, ma si tratta solo di una “rimodulazione della formula contrattuale”, come già avvenuta in passato con altri giornalisti, e che insomma la collaborazione continuerà senza problemi.
Nessuno scopo punitivo, dunque. Ma, come dato di cronaca, è un provvedimento che arriva qualche giorno dopo le polemiche sulle parole dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi che, durante un incontro pubblico, ha affermato che “se il giornalismo d’inchiesta si trasforma in giornalismo di teorema, quest’ultimo diventa un rischio cancerogeno per la democrazia”. Parole dietro le quali molti hanno letto un riferimento a Report, tanto che l’opposizione, con Pd e 5 Stelle, è partita all’attacco e Rossi è stato costretto a spiegare: “Il mio intervento – nel contesto pubblico di un convegno dedicato alla disinformazione – non ha mai fatto riferimento a programmi della Rai o a suoi conduttori”.
Domenica, intanto, andrà in onda l’ultima puntata della stagione: in questa stagione il programma di Ranucci si è visto tagliare quattro puntate (da 28 a 24 domeniche), con una riduzione di budget di 600mila euro (il costo di ogni puntata è di 150mila euro). Oltre al grande successo di pubblico, una soddisfazione in più: dei dieci giornalisti di Report vincitori del concorso Rai e destinati alla Tgr, otto hanno rinunciato al contratto di assunzione per restare nel programma.