La Stampa, 27 maggio 2026
Israele, rimossa la procuratrice militare che aveva svelato gli abusi sui prigionieri
Il video che mostrava un prigioniero palestinese picchiato da cinque riservisti israeliani nel carcere di Sde Teiman aveva creato indignazione in tutto il mondo e fatto infuriare il premier Benjamin Netanyahu. A fare circolare le immagini riprese dalle telecamere della prigione era stata, nell’ottobre del 2025, la procuratrice militare generale Yifat Tomer-Yerushalmi, a cui era stata affidata l’indagine per gli abusi (anche sessuali, secondo le accuse). Ieri il capo di stato maggiore dell’Idf, il tenente generale Eyal Zamir, ha deciso di rimuoverla dal suo incarico. L’esercito afferma che Zamir ha deciso di procedere con il licenziamento formale a causa della «gravità dei fatti contestati e dei sospetti». La soldatessa, la seconda donna nell’esercito israeliano ad aver ottenuto il massimo grado di generale, perderà i benefici economici normalmente concessi agli ufficiali superiori al completamento del servizio militare. Ma rischia anche di essere degradata una volta che «i fatti nel procedimento penale diventeranno più chiari e il processo sarà completato», come riferisce un comunicato dell’esercito.
In seguito alla diffusione dei video sui media, Tomer-Yerushalmi è stata anche sospettata di aver inscenato un tentativo di suicidio per disfarsi del suo telefono in mare e cancellare così le prove digitali relative alla fuga di notizie e al successivo insabbiamento.
Nonostante il video, le accuse contro i cinque riservisti accusati di abusi sul prigioniero palestinese sono state ritirate.