repubblica.it, 27 maggio 2026
Emergenza cherosene, robot sposta l’aereo a motori spenti
Anche un solo litro di cherosene deve essere risparmiato mentre imperversa la guerra in Medio Oriente e lo Stretto di Hormuz resta di fatto bloccato.
La pensa così easyJet che sperimenta un nuovo servizio all’aeroporto di Schiphol, ad Amsterdam. Lo scalo olandese mette a disposizione degli aerei di easyJet (modello Airbus) un TaxiBot.
Questo mezzo semi-automatizzato aggancia l’aereo al gate – dove ha imbarcato i passeggeri – e lo accompagna vicino la pista. In questo percorso, mentre viene portato in prossimità della pista come una nave da un rimorchiatore in porto, il velivolo mantiene i motori principali spenti evitando così di sprecare cherosene. A bordo resta accesa solo l’unità ausiliaria di potenza.
Le polveri sottili
Secondo easyJet, il trasporto in pista attraverso il TaxiBot permette di risparmiare 299 chili di anidride carbonica come mancate emissioni (per non parlare del contenimento dell’ossido di azoto e delle polveri sottili). Salvi anche 95 chili di carburante per ogni volo assistito (quasi 120 litri).
Alle quotazioni di ieri, il risparmio economico è di 103 euro per viaggio. Servono 10.000 decolli per economizzare un milione di euro. Una cifra che easyJet, evidentemente, non disdegna anche perché immagina che altri aeroporti seguiranno l’esempio di quello olandese.
A sua volta, l’aeroporto di Schiphol vuole estendere il servizio a nuove compagnie, così da ottenere benefici ambientali ancora più rilevanti già entro il 2030.
Dopo un test a marzo, il primo volo passeggeri easyJet – trasportato dal TaxiBot – è partito questo 30 aprile. Altri tre Airbus A320neo della compagnia vengono ora equipaggiati per usufruire del “passaggio” del TaxiBot di Schiphol.
L’acquisto del primo TaxiBot – completamente elettrico – è stato possibile grazie al sostegno della Cinea, l’Agenzia europea per il clima, e del programma Connecting Europe Facility.
Il TaxiBot non è un mezzo economico. Il costo può arrivare a 1,5 milioni di dollari per i modelli destinati agli aerei piccoli, a corridoio singolo, come Airbus A320 e Boeing 737. L’agenzia Eurocontrol, in un suo documento sul rullaggio sostenibile, indica un prezzo di 2 milioni di euro per unità. Per gli aerei più grandi, i cosiddetti wide-body, può sfiorare i 3 milioni.
Parliamo di un mezzo possente, forte di 680 cavalli in modelli avanzati. A bordo ha una persona che aggancia il velivolo. Durante la fase di rullaggio, però, il controllo passa al pilota dell’aereo, che governa sterzo e frenata dalla sua cabina.