repubblica.it, 27 maggio 2026
Maggio mai così caldo. Afa da Londra a Parigi. “Sarà sempre peggio”
Partiti due giorni fa, i bollettini sulle ondate di calore del ministero della Salute hanno già raggiunto il livello massimo. Domani quattro città conviveranno con il bollino rosso: Torino con 33 gradi, Roma e Bologna con 31 e Firenze con 30. E all’Italia, con circa 5 gradi in più rispetto a un fine maggio normale, non sta andando nemmeno troppo male. Spagna, Francia e Gran Bretagna sono arrivate ancora più su: Siviglia a 37 gradi e la Bretagna a 36, circa dieci gradi in più della media.
Londra aveva già iniziato a gemere per i 34,8 gradi di lunedì – un record per il mese di maggio, con ben due gradi in più rispetto al primato precedente – quando il Met Office ha annunciato i 35,1 di ieri. Spinti dal caldo a gettarsi in acqua, quattro bagnanti sono morti in Gran Bretagna e cinque in Francia, oltre a due sportivi il cui cuore si è fermato in una gara di corsa. Anche i tennisti e gli spettatori del Roland Garros soffrono per i 35 gradi di Parigi. Quest’anno rimpiangono gli acquazzoni che di solito importunano il torneo.
«Inedita, storica, eccezionale per il mese di maggio». Meteo France non risparmia gli aggettivi per descrivere «l’ondata di calore che durerà fino al week end». Il Met Office britannico la imputa senza giri di parole al riscaldamento globale: «Le probabilità di superare i record di temperatura di maggio sono aumentate per via del cambiamento climatico, conseguenza delle emissioni umane di gas serra». Come in Gran Bretagna, anche in Francia tra lunedì e ieri una manciata di città ha superato i record di temperatura registrati durante il mese di maggio. Resistevano da almeno un secolo, da quando esistono misurazioni ufficiali.
Dalla penisola iberica a quella greca, dall’Italia ai Paesi Bassi, la bolla di calore che ricopre l’Europa è inedita anche per la sua ampiezza. E mancano ancora tre settimane all’inizio dell’estate astronomica, il 21 giugno. «Fenomeni simili sono più tipici del mese di luglio. Si tratta di alte pressioni persistenti che possono durare anche diverse settimane» spiega il meteorologo Carlo Cacciamani.
Dalla Protezione Civile il tenente colonnello Francesco Scarponi, fra gli autori delle previsioni da cui partono i bollettini del Ministero della Salute, spiega le ragioni di questa cappa di afa continentale: «Un’ondata di aria calda sale dal Nordafrica, attraversa il Mediterraneo e occupa buona parte dell’Europa. Arrivando dal Marocco, lambisce soprattutto la parte occidentale del continente».
Per questo la penisola iberica, la Francia atlantica e la Gran Bretagna sono le regioni più toccate. «Rispetto a 4-5 giorni fa, quando faceva decisamente più fresco, il salto di temperatura è stato importante» prosegue Scarponi.
La cappa di alta pressione finirà presto, ma le temperature non scenderanno. «Da oggi prevediamo pioggia nell’Italia del nord-est, in Emilia Romagna, Basilicata e Calabria tirrenica. Ma si tratta di sistemi perturbati piccoli, che non cambieranno molto le cose. Farà ancora caldo».
I temporali nel nordest, secondo lo European Severe Storm Laboratory, potrebbero essere di dimensioni ridotte ma intensi, anche con fulmini e grandine. Fino al solstizio del 21 giugno poi le ore di sole aumenteranno e tenderà a ridursi l’effetto rinfrescante della notte. «Avremo un’altra estate piuttosto afosa. Le ondate di calore come questa tenderanno a ripetersi» spiega Cacciamani. «Il cambiamento climatico ormai è un segnale permanente».
Al di là delle 11 vittime di Francia e Gran Bretagna, le ondate di calore si prospettano come una causa di mortalità sempre più pesante. Il Barcelona Institute for Global Health ha pubblicato l’8 maggio su Nature Health i dati sui decessi per caldo in 32 paesi europei. Sono 180mila tra il 2022 e il 2024: meno rispetto alle vittime per il freddo, ma con una differenza che si sta assottigliando.
«L’Italia non è un paese preparato ad affrontare le temperature che ci attendono. Solo il 47% della popolazione vive con un condizionatore, concentrata in Veneto, Emilia Romagna e Lombardia. Due anni fa avevamo calcolato una spesa annua di 120 euro a famiglia». Con la crisi energetica questa cifra è destinata a salire spiega Enrica De Cian, professoressa di Economia ambientale all’università Ca’ Foscari di Venezia e ricercatrice del Cmcc (Centro Euro-mediterraneo sui Cambiamenti Climatici).
«Negli ultimi vent’anni le abitazioni con l’aria condizionata sono più che raddoppiate. Ma si tratta di una soluzione energivora e costosa» prosegue De Cian. «Analizzando un gruppo di famiglie di Brescia abbiamo visto che i pannelli solari, che generano elettricità proprio nelle ore più calde, sono una soluzione per ridurre sia le emissioni che le spese legate». In Italia, hanno calcolato De Cian e i suoi colleghi, circa 400mila famiglie vivono in una situazione di “cooling poverty”. Non possono cioè permettersi di rinfrescare la loro abitazione.
L’Enea, l’agenzia per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile offre un decalogo per risparmiare: ombreggiare la casa chiudendo persiane o tende, tenere chiuse le finestre se non nelle ore più fresche e usare finché possibile il solo deumidificatore.