repubblica.it, 27 maggio 2026
Laos, salvate dopo una settimana 5 persone intrappolate in una grotta
Gli hanno urlato di non piangere, di resistere, che presto sarebbero arrivati. E alla fine ce l’hanno fatta davvero: un gruppo di soccorritori internazionali mercoledì è riuscito a raggiungere cinque persone su sette, apparse in buone condizioni, che da una settimana erano disperse in una remota grotta del Laos.
Ora la difficoltà sarà riuscire ad estrarle e anche individuare e poi recuperare le ultime due persone intrappolate.
Chi sono i sette intrappolati
Il 19 maggio un gruppo di cacciatori e di cercatori d’oro era rimasto intrappolato all’interno di un sistema di grotte nella zona della provincia centrale di Xaisomboun, nel Laos, mentre stava tentando una spedizione probabilmente per scovare oro.
A causa delle fortissime piogge e dell’allagamento di alcuni passaggi però i sette uomini, tutti abitanti di vicini villaggi, non potevano più uscire: la via per emergere dall’oscurità era infatti bloccata.
L’operazione di salvataggio
Soltanto una persona ha trovato in tempo un passaggio per la fuga ed è riuscita poi a chiamare i soccorsi. Poche ore dopo è iniziata una grande operazione che ha visto coinvolte quasi 100 persone fra autorità laotiane e anche gruppi di soccorso internazionali composti da esperti che nel 2018 aiutarono a salvare i giovani calciatori thailandesi rimasti incastrati in una grotta. Inoltre alla missione di soccorso si sono uniti anche sub-speleologi come il finlandese Mikko Paasi, che fa parte della rete Dan Europe, la stessa che ha inviato i suoi connazionali per il recupero dei corpi dei subacquei italiani nelle profondità delle Maldive.
Dopo vari tentativi mercoledì, con condizioni meteo migliori, i soccorritori hanno iniziato l’operazione di salvataggio che si è dimostrata particolarmente complessa: per raggiungere i dispersi hanno percorso un tunnel di circa 340 metri. Una parte di questo corridoio era larga appena 58 centimetri, tanto che è stato necessario abbandonare momentaneamente l’attrezzatura per poter proseguire.
Inoltre, in pieno buio, diverse parti della grotta sono risultate allagate rendendo l’impresa ancor più difficile. Dopo diversi tentativi la squadra di recupero ha però raggiunto i primi cinque dispersi e, grazie a un sistema di comunicazione installato durante la discesa nelle grotte, sono stati avvertiti i familiari delle vittime, scoppiati in lacrime per la gioia.
Disidratati e affamati
Ai cinque sono stati dati acqua e cibo sotto forma di gel e liquidi: non mangiavano da una settimana e sono apparsi disidratati e affamati. Una volta recuperate le forze i cinque tenteranno ora la via del ritorno, insieme ai soccorritori, per provare a uscire dalla grotta. Nel frattempo le autorità del Laos fanno sapere che per completare la missione andranno individuate ed estratte le ultime due persone ancora bloccate là dentro.
Nei video diffusi sui social i soccorritori hanno mostrato parte della missione inquadrando, con le GoPro, i laotiani incastrati fra stanze buie della grotta e circondati solo da acqua e fango, ma felici per essere stati trovati. Quando gli speleologi hanno urlato loro di non piangere, perché presto li avrebbero riportati fuori, i cinque hanno gridato per la gioia.
“Che emozione!” ha scritto Paasi sui social. Proprio lui, insieme ai subacquei thailandesi Norrased Palasing e Kengkad Bongkawong, è stato fondamentale nella missione di recupero a cui hanno preso parte anche gli operatori del Rescue Volunteer for People e altre associazioni locali.
Nel punto in cui sono stati individuati, i dispersi si trovavano su “una sporgenza sopraelevata all’interno della grotta, che beneficia di un flusso d’aria continuo”, scrivono i media locali, il che ha permesso loro di sopravvivere. Quella zona, finora, è risultata però troppo “ostruita dall’acqua e dai sedimenti” per provare ad uscire, un ambiente descritto come”estremamente remoto e ostile” dove “bisogna attraversare centinaia di metri di continui ostacoli, allagamenti, pericoli di crollo e un elevato rischio di inquinamento atmosferico”, affermano i soccorritori.
Ancora non è chiaro se il gruppo intrappolato stesse cercando oro o minerali in quelle grotte note anche per l’estrazione. Così come non è noto se fosse una spedizione privata su piccola scala o ancora se i sette lavorassero per una compagnia mineraria. La zona è da tempo frequentata da cercatori d’oro locali nonostante le autorità avessero ripetutamente avvertito gli abitanti dei villaggi di non entrare in quelle grotte per motivi di sicurezza.