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 2026  maggio 27 Mercoledì calendario

Matteotti, da oggi uno scranno della Camera

"Voi volete ricacciarci indietro. Noi difendiamo la libera sovranità del popolo italiano, al quale mandiamo il più alto saluto e crediamo di rivendicarne la dignità, domandando il rinvio delle elezioni inficiate dalla violenza alla Giunta delle elezioni”. Era il 30 maggio del 1924 quando Giacomo Matteotti chiudeva così il suo discorso alla Camera per denunciare i brogli e le violenze che avevano accompagnato le elezioni del 6 aprile. Parole che il segretario del Partito socialista unitario commentò subito dopo con quella frase, “io il mio discorso l’ho fatto, ora voi preparate il discorso funebre per me”, che preconizzava l’agguato della squadraccia fascista che lo uccise, il 10 giugno successivo.
Da oggi alla Camera proprio su quello scranno, il 14, all’estrema sinistra della quarta fila dell’emiciclo, c’è una targa in memoria della lotta per la democrazia del parlamentare sociaistae del suo sacrificio.
A presiedere la commemorazione è stato il presidente Lorenzo Fontana che ha sottolineato il sacrificio di “un uomo valoroso” che “accusò il governo mussoliniano di basarsi sull’uso sistematico della violenza”. Fontana ha proposto quindi all’Aula un minuto di silenzio dopo il quale i deputati hanno omaggiato la memoria di Matteotti con un applauso.
Ma l’Aula durante il disvelamento della targa non era affatto piena, con banchi vuoti in particolare nell’emiciclo della maggioranza. Una ventina i deputati presenti tra le fila di Lega, FI e Fratelli d’Italia. Nessuno dei vannacciani. Attacca il dem Arturo Scotto: “Una vergogna i banchi della destra di FdI oggi vuoti”.