Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  maggio 27 Mercoledì calendario

Leone XIV difende la Flotilla: “Al popolo di Gaza serve aiuto”

Leone XIV interviene sul caso degli attivisti della Flotilla diretti alla Striscia di Gaza che hanno subito violenze da parte di Israele dopo essere stati fermati in acque internazionali, chiede «il rispetto dei diritti umani» e torna a fare appello per il popolo palestinese gazawi ancora privo di aiuti umanitari.
Attivisti ammanettati
«Lì bisogna fare un nuovo appello per il rispetto dei diritti umani di tutti», ha detto Robert Francis Prevost interpellato sul caso Flotilla dai giornalisti all’uscita da Villa Barberini, a Castel Gandolfo, dove ha trascorso come di consueto la giornata di martedì. Il fatto che attivisti disarmati vengano picchiati dalle autorità significa che «stiamo provocando sempre più odio», ha detto ancora il Papa, «la violenza non aiuta da tutte le parti e quindi penso che il messaggio deve essere di tornare ai negoziati, a cercare con il dialogo a risolvere i problemi sempre risolvere i problemi sempre rispettando i diritti umani».
Appello per Gaza
«Purtroppo – ha aggiunto Leone – il popolo di Gaza non riceve ancora gli aiuti umanitari, questo sta provocando proteste, difficoltà e anche l’azione di quelli che hanno partecipato alla Flotilla. Io», ha detto il Papa, «vorrei rinnovare non solo un invito ma veramente l’appello a tutte le autorità ad assistere e accompagnare il popolo di Gaza, aiutare già a cominciare a ricostruire: quel popolo sta soffrendo».
L’udienza a Sanchez
Leone XIV oggi riceve in Vaticano il presidente del governo spagnolo, il socialista Pedro Sanchez, uno dei leader europei più critico nei confronti del governo israeliano.
Zuppi e Pizzaballa
Nei giorni scorsi il cardinale Matteo Zuppi, che in questi giorni sta presiedendo l’assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, ha voluto esprimere un ringraziamento a «quanti, pagando anche di persona con ricatti, soprusi e violenze, manifestano concreta solidarietà nell’enorme sofferenza dei popoli colpiti da violenze e guerre». Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, da parte sua, ha commentato il ministro israeliano per la Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir che insulta gli attivisti della Flotilla ammanettati e proni dicendo che quelle immagini «non sorprendono del tutto chi conosce da vicino questa terra, ma ogni volta feriscono».
L’Intelligenza artificiale
Con i giornalisti presenti a Castel Gandolfo il Papa è tornato anche sulla sua prima enciclica, Magnifica Humanitas, che ha presentato ieri in Vaticano assieme al cofondatore di Anthropic Chris Olah. «Oggi già abbiamo continuato il lavoro», ha raccontato Leone, «c’è stato una specie di lavoro insieme con il Dicastero per lo sviluppo umano integrale e con alcuni che lavorano in Anthropic. L’invito che è stato espresso ieri dalle due parti penso che sia molto importante», ha detto ancora il Papa, «continuare il dialogo, cercare veramente una Intelligenza artificiale disarmata», perché «la guerra si fa oggi con l’IA», «abbiamo visto altri casi oggi, in Libano per esempio, e in altri posti del mondo», e si fa, ha aggiunto, «senza pensare alle vite umane, che sono le vittime di tutto questo».
L’apprezzamento di Vance
Ieri il vicepresidente Usa J.D. Vance ha elogiato la lettera del Papa “sulla custodia della persona al tempo dell’intelligenza artificiale”: «Quello che ho letto», ha detto a NbcNews, «suona molto profondo, il tipo di cosa che ci si aspetta e si spera da un leader della Chiesa».