corriere.it, 27 maggio 2026
Riciclaggio, chiesti oltre 4 anni per l’ex Iena Gip
La pm Luisa Rossi ha chiesto lunedì in tribunale la condanna con l’accusa di riciclaggio a quattro anni e sei mesi per Giampietro Cutrino, 52 anni, in arte «Gip» inviato de «Le Iene», e a 4 anni per la madre Maria Teresa Donati, 84. Secondo l’accusa, avrebbero comprato una casa in via Giusto de’ Menabuoi con i soldi sottratti dal padre Giovanni, deceduto, a un’anziana di cui era amministratore di sostegno. La sentenza è attesa per il 30 novembre, quando sarà decisa anche l’entità del risarcimento da corrispondere agli eredi della vittima, nel frattempo deceduta. È stato l’avvocato di parte civile Pietro Sartori a chiedere ai giudici 300mila euro a titolo di danno patrimoniale e morale, chiedendo la provvisoria esecutività, per gli eredi dell’anziana, non sono ancora individuati. Oppure tale somma confluirà in un’eredità giacente aperta dal giudice tutelare.
Gli ammanchi
La vicenda inizia nel gennaio 2018, quando il padre di Giampietro Cutrino viene nominato dal tribunale di Padova amministratore di sostegno della signora A.M.L., classe 1934, residente all’Arcella. È stato lui a proporsi alla pensionata, dopo averla conosciuta a una cena con altri familiari. Secondo l’accusa, però, la gestione del patrimonio dell’anziana non è stata proprio cristallina fin dall’inizio, tanto che Cutrino non avrebbe presentato la rendicontazione delle spese, obbligo di legge, per i tre anni compresi tra il 2018 e il 2021. Il giudice ha così scelto di togliere l’incarico al padovano, classe 1938, sostituendolo con il dottor Gianluca Rigon nel settembre di cinque anni fa. Una volta prese in mano le redini della situazione, è proprio il nuovo amministratore di sostegno a rilevare tutta una serie di ammanchi sul conto corrente intestato all’anziana. Dai controlli è emerso anche che l’immobile all’Arcella di proprietà della signora, vedova e senza figli, era stato venduto. L’anziana era stata poi trasferita in una casa di riposo, dove è deceduta recentemente.
La sostituzione del denaro
È stato proprio Rigon a presentare la denuncia alla Procura di Padova il 22 settembre 2022, segnalando tutta una serie di irregolarità rilevate dopo la consultazione della documentazione bancaria e degli atti al catasto. Con la scomparsa di Giovanni Cutrino sono caduti i reati di peculato e falso ideologico, di cui avrebbe dovuto rispondere solo lui. Il processo prosegue per l’accusa di riciclaggio rivolta a Giampietro Cutrino, ora residente a Massagno, nel Canton Ticino in Svizzera, e presente ieri in aula, e alla madre. Che, nel frattempo, si è trasferita in Liguria da una sorella, dov’è è rimasta anche lunedì. Secondo l’accusa madre e figlio «sostituivano il denaro» sottratto presumibilmente da Giampietro Cutrino «con l’acquisto avvenuto il 15 novembre 2021 dell’immobile in via Giusto de’ Menabuoi a Padova».
Le ipotesi
L’accusa ritiene che l’immobile sia stato acquistato, si legge nel capo d’imputazione, «in modo da ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa dei soldi». Ora bisognerà attendere la sentenza per conoscere la fondatezza di questa «piattaforma» di accuse, formulate dalla Procura di Padova.