corriere.it, 27 maggio 2026
Diesel a 20 centesimi al litro per un errore del distributore in Alto Adige
Diesel a meno di 20 centesimi al litro, automobilisti in coda e taniche riempite in pochi minuti: circa dieci giorni fa ad Avelengo, paese di circa 800 abitanti ad appena 10 chilometri da Merano, in Alto Adige, un errore elettronico ha trasformato per alcune ore un normale distributore self-service in un vero caso, ancor più clamoroso in una provincia finita più volte sul podio dei carburanti più cari d’Italia. Un’anomalia ha mandato in tilt la stazione di servizio, provocando un danno economico stimato attorno ai 10 mila euro. Tutto è successo in una «ghost station», un impianto completamente automatizzato senza personale presente sul posto. Durante un aggiornamento telematico dei prezzi, dalla sede centrale di Milano è stato inserito per errore il prezzo di 0,199 euro al litro invece di 1,999 euro. Il risultato? In pochi minuti la voce si è sparsa tra automobilisti e residenti, facendo scattare una corsa al pieno.
Code infinite dopo il passaparola degli automobilisti
Secondo quanto riferito dalla sindaca Anna Plank, davanti alle pompe si sono formate lunghe code di auto, con alcuni clienti arrivati addirittura muniti di taniche per approfittare dell’occasione irripetibile. Il carburante è stato erogato a prezzo stracciato fino all’esaurimento delle scorte. A spiegare l’accaduto è Walter Soppera, presidente dei gestori delle stazioni di servizio dell’Alto Adige: «In 35 anni non era mai successa una cosa simile. Il problema è durato circa quattro ore e ha creato scene di vero caos. Non appena chi ha fatto rifornimento si è accorto dell’anomalia è scattato un tam tam via web e cellulari, che ha provocato code infinite nella zona del distributore». Soppera racconta anche il momento in cui il gestore si è accorto dell’errore: «Quel distributore lo conosco bene, perché in passato è stato gestito anche da mio figlio. L’attuale gestore si è precipitato disperato al distributore appena ha capito cosa stava succedendo, ma ormai la situazione era fuori controllo».
«Nessun illecito da parte dei clienti»
Il presidente dei gestori chiarisce però un punto fondamentale: «Non ci si può rivalere sui clienti, perché il prezzo esposto era realmente quello comunicato alla pompa. Nessuno ha commesso un illecito facendo rifornimento». Per questo motivo, secondo Soppera, il danno economico non dovrebbe ricadere sul titolare dell’impianto: «L’errore è nato nella comunicazione del prezzo da parte della sede centrale. A rifondere il danno dovrebbe quindi essere chi ha generato l’anomalia nel sistema. Ma il gestore si troverà a pagare le tasse a prezzo intero, perché il calcolo verrà formulato sul prezzo pagato al momento dell’acquisto. Ribadisco, in 35 anni non mi sono mai trovato di fronte a una situazione simile in Alto Adige, è la prima volta che accade».