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 2026  maggio 27 Mercoledì calendario

Insulti agli ebrei e commenti antisemiti nella chat di Fratelli d’Italia in Trentino

Bufera nel gruppo trentino di Fratelli d’Italia, dopo le rivelazioni del quotidiano «Il Domani». Scalpore per la pubblicazione di due screenshot, estrapolati da un gruppo Whatsapp. Nella chat erano presenti anche l’ex consigliere comunale Cristian Zanetti (in corsa per la presidenza del partito in Provincia di Trento lo scorso novembre), il consigliere comunale Daniele Demattè, l’esponente del partito Silvia Farci ed Emilio Giuliana, figura esterna a FdI ma attiva nella politica trentina. In queste due immagini compaiono commenti antisemiti e pesanti insulti contro la comunità ebraica, seguiti alla condivisione nel gruppo di una foto del giornalista David Parenzo con Francesco Barone, figura sostenuta con forza da FdI per la presidenza della Trentino School of Management (Tsm).
L’assessora meloniana Gerosa: «Io all’oscuro, chat non ufficiale»
Il gruppo non è quello ufficiale, utilizzato dal partito della premier Giorgia Meloni per organizzare le attività nella Provincia autonoma. «Congresso FdI», questo il nome della chat, accoglie 14 membri, interni ed esterni al partito. A giudicare dal nome, era stato probabilmente usato durante la fase congressuale, prima che lo scorso novembre Francesca Gerosa superasse lo stesso Zanetti nella sfida per la presidenza del partito in Trentino.
L’assessora provinciale che ha ottenuto allora il 68% delle preferenze è tra le prime a commentare la vicenda: «Ho appreso dall’articolo i contenuti dei messaggi, ma ero all’oscuro di tutto – afferma. – Non trattandosi di una chat ufficiale, dove intervengo solo io e comunico le questioni organizzative, non ho idea di cosa si trattasse. È un gruppo usato da pochi soggetti. Il partito in quanto tale è totalmente estraneo alla vicenda». Gerosa spiega che già oggi ci saranno «i dovuti confronti, per far chiarezza quanto prima nelle sedi opportune».
L’ex consigliere comunale coinvolto: messaggi senza contesto
Zanetti sul caso risponde senza mezzi termini. «Mi pare evidente l’intento diffamatorio – spiega —. La società trentina, ma anche quella milanese, sanno bene quanto mi sia impegnato, anche in politica, a favore della comunità ebraica. La mozione per intitolare una via a Gino Bartali, che ne aiutò tanti durante la Seconda guerra mondiale, è solo un esempio. Questo articolo, e la diffusione degli screenshot, sono un’operazione ad hoc per screditare la mia reputazione e quella dei colleghi. Non solo i messaggi sono decontestualizzati rispetto a un discorso molto più ampio, ma sono anche stati ritagliati appositamente per danneggiarci. Per questo ho già sentito il mio avvocato per tutelare la mia immagine». E aggiunge: «Estrapolazioni pretestuose in un’epoca molto complessa, per il contesto internazionale e anche per il Medio Oriente. Non si può certo semplificare in questo modo un’intera chat in un paio di screenshot, senza neanche approfondire».
Caccia alla talpa
Dura anche Farci, pronta ugualmente alle vie legali: «Sono ferita e amareggiata per chi, in un gruppo di appena 14 persone, ne ha presi di mira quattro». Caccia quindi alla talpa che ha fornito gli screenshot al giornalista del Domani. «È stato qualcuno all’interno del gruppo – tuona l’esponente di FdI —. Trovo incredibile che una mia frase sia stata attribuita alla comunità ebraica, quando con questa non c’entrava proprio nulla. Chi ha riso e scherzato con tutti, prima di attaccarci con questi mezzi, avrebbe potuto almeno condividere la conversazione per intero, invece di decontestualizzare solo per una mira personale».
Schlein (Pd): «Meloni condanni e prenda provvedimenti»
La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha sollecitato l’intervento della presidente del Consiglio Meloni: «I messaggi di odio antisemita  – ha affermato – emersi dall’inchiesta del `Domani´ nelle chat territoriali di Fratelli d’Italia di Trento sono gravissimi e inquietanti. Parliamo di dirigenti ed ex rappresentanti istituzionali del partito di Giorgia Meloni: per questo è necessario e urgente che lei, in prima persona, condanni con fermezza questi fatti e prenda provvedimenti. L’odio antisemita rivolto contro gli ebrei non può trovare alcuno spazio. E non può esserci neppure il minimo dubbio che posizioni come quelle emerse nelle chat possano essere tollerate o derubricate».
Donzelli: «Non accettiamo lezioni dalla sinistra»
A stretto giro è arrivata la replica di Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione dei meloniani: «La chat non è di Fratelli d’Italia, tant’è che nelle conversazioni ci sono insulti anche al nostro partito. Faremo comunque le dovute verifiche: chi ha scritto quelle frasi non è compatibile con noi. Ma sia chiaro che non accettiamo in alcun modo lezioni dalla sinistra italiana. Chi arriva ad invitare in Parlamento i fiancheggiatori dei terroristi antisemiti di Hamas e non ha proferito parola sugli attacchi e gli episodi di violenza che abbiamo visto acuirsi in questi ultimi mesi contro le comunità ebraiche dovrebbe avere la decenza di rimanere in silenzio. Il nostro impegno contro l’antisemitismo è cristallino – prosegue Donzelli – riconosciuto, sotto gli occhi di tutti. Come dimostra anche il lavoro portato avanti in Parlamento per rafforzare gli strumenti per contrastare questo fenomeno, che è tornato purtroppo a diffondersi con forme nuove e virulente. Proposta di legge che la sinistra non ha votato, con l’ignobile astensione del Pd e il vergognoso voto contrario di M5S e AVS. Strumentalizzare la lotta all’antisemitismo per fini di partito, come fa oggi la sinistra, è indecente e lo respingiamo al mittente».