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 2026  maggio 27 Mercoledì calendario

El Koudri, la procura chiede una perizia psichiatrica

Due giorni dopo il fermo il suo avvocato aveva annunciato che avrebbe chiesto la perizia psichiatrica. Ma prima che arrivasse l’istanza della difesa, a sorpresa, è stata la Procura a formalizzare la richiesta di perizia per Salim El Koudri. Una mossa che potrebbe segnare definitivamente l’esito del processo al 31enne di origini marocchine che lo scorso 16 maggio si è lanciato con l’auto a folle velocità sulla folla nella centralissima via Emilia.
Se infatti ne venisse accertata la totale infermità di mente anche il suo gesto, seppure di eccezionale gravità, finirebbe per essere archiviato come conseguenza di un disturbo psichiatrico.
La pm Monica Bombana ha infatti chiesto che l’accertamento avvenga nella forma dell’incidente probatorio. Tecnicamente è un anticipo di processo il cui esito cristallizza il risultato e non può più essere messo in discussione in dibattimento. Per l’accusa la perizia è «necessaria alla luce delle precedenti valutazioni» dei sanitari del Centro di salute mentale di Castelfranco Emilia per i quali Salim ha un disturbo schizoide della personalità. Ma allo stesso tempo «urgente».
La Procura ritiene necessario avere una valutazione delle capacità di intendere e volere di El Koudri in un momento non molto distante rispetto ai fatti, in modo da poter ritenere che fosse nelle stesse condizioni anche il 16 maggio scorso e che le sue condizioni non siano cambiate dopo un lungo tempo trascorso in carcere.
Chiaramente la decisione è stata accolta con «grande soddisfazione» dalla difesa di El Koudri. «Si va nella direzione giusta – afferma l’avvocato Fausto Gianelli—, apprezziamo anche la celerità nella scelta della Procura. Abbiamo sempre detto che la condotta, le modalità, l’atteggiamento delirante e il pregresso clinico di El Koudri fanno ipotizzare che abbia un disturbo psichiatrico che va indagato». Il legale comunque ritiene che questo nulla toglie alla gravità di ciò che ha fatto. «Non vogliamo sottrarci al doveroso giudizio nei suoi confronti, ma questo va fatto conoscendo il suo stato psichico quel giorno. Va accertato se il disturbo psichiatrico sia la ragione unica o una concausa del suo gesto».
A questo punto cosa potrebbe succedere? In primo luogo si dovrà capire se il Gip accetterà di disporre la perizia nella forma dell’incidente probatorio. Se lo farà il perito si prenderà un periodo di tempo per stilare una diagnosi sulla capacità di intendere e volere di El Koudri. Se dovesse accertare la totale infermità il processo e tutte le discussioni sul movente sono praticamente chiusi. Ma la perizia potrebbe anche accertare la seminfermità o la piena capacità di intendere e volere.
Per parere di molti esperti il disturbo schizoide della personalità non comporta la totale infermità di mente. Appare dunque molto difficile che la perizia si possa spingere fino a tanto.
Del resto la stessa Gip, Donatella Pianezzi, che ha convalidato il fermo di Salim El Koudri ha scritto che non era incapace di intendere e volere neanche il 16 maggio scorso, quando si è lanciato con l’auto sulla folla, facendo sette feriti. Il Gip che dovrà valutare la richiesta di perizia psichiatrica potrebbe essere lo stesso o anche un altro.
Intanto El Koudri continua a restare in isolamento nel carcere di Modena. Non vuole ancora vedere i familiari, ma ha ricevuto lo scatolone con indumenti, la Bibbia e altri libri. «Mi ha chiesto testi di geografia e storia – dice il suo legale – “Così mi perdo”, ha aggiunto». Quanto ai fatti del 16 maggio «non ha una rimozione dell’accaduto, ma non sa dire il perché lo ha fatto. Se gli chiedo se è stato per odio, rabbia o per la mancanza di lavoro scuote la testa. Quando gli parlo dei feriti ascolta, ma non capisco se riesco a scuoterlo. È come una maschera di sale che guarda nel vuoto».