Corriere della Sera, 27 maggio 2026
Polemica su Pirlo e Materazzi, a Mosca mentre Putin attaccava
Il piede e la testa del trionfo al Mondiale 2006, Andrea Pirlo e Marco Materazzi. Calcio d’angolo del primo, incornata vincente del secondo al minuto 19 nella finale contro la Francia, pareggio Italia. Il resto è storia. Vent’anni più tardi, l’ex genio del centrocampo e l’ex difensore – in quella notte del 9 luglio protagonisti anche nella fortunatissima lotteria dei calci di rigore – si trovano al centro della bufera. Sono stati visti in Russia domenica, sorrisi e autografi, nelle ore in cui il Cremlino sferrava un attacco brutale a Kiev con centinaia di droni e missili, provocando almeno quattro morti e una cinquantina di feriti.
Pirlo e Materazzi hanno preso parte a un evento promozionale a Mosca, in occasione della finale della Coppa di Russia allo stadio Luzhniki. Vittoria dello Spartak ai rigori contro il Krasnodar, dopo l’1-1 ai tempi regolamentari. Come Italia-Francia. Un autogol, stavolta. Attività fotografiche, incontro con bambini, una partita di gala, nell’ambito della cosiddetta «Giornata del calcio». Ma oltre a tutto ciò, Pirlo ha firmato autografi insieme ad Artem Dzyuba, ex attaccante russo con oltre 50 presenze in Nazionale, soprattutto noto sostenitore di Vladimir Putin. Scena che ha mandato su tutte le furie anche Vladyslav Heraskevych, atleta di skeleton squalificato alle Olimpiadi di Milano Cortina per aver indossato un casco che raffigurava i volti di atleti e cittadini ucraini uccisi durante il conflitto: «È triste vedere le leggende dell’infanzia trasformarsi in falliti senza morale, per i quali nulla è più prezioso dei rubli russi».
Su X è intervenuta anche Pina Picierno del Pd, vicepresidente del Parlamento europeo: «I soldi possono comprare molte cose, possono persino, incredibilmente, portare un campione dello sport a firmare palloni a Mosca nelle stesse ore in cui quel regime criminale ammazza civili in modo indiscriminato e minaccia Paesi europei. Quello che i soldi non possono comprare invece è la credibilità, la postura, il saper stare nelle cose del mondo con onore e schiena dritta. Un grande peccato che Pirlo queste cose evidentemente non le abbia capite».