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 2026  maggio 26 Martedì calendario

Stella Falchi e Gabriele Abis parlano della loro relazione

Sono una coppia amabile e litigiosa che non fa mistero di ispirarsi ai Sandra (Mondaini) e Raimondo (Vianello) della celebre sitcom Casa Vianello, degli anni Novanta. E sul web i Casa Abis volano, ormai da anni: due milioni di follower tra Instagram e TikTok e contenuti che superano i cinque milioni di views, con brevi video sulle scaramucce della coppia – lui condiscendente, lei insofferente – raccontata nella normalità quotidiana. Gabriele Abis e Stella Falchi, romani di 35 anni, coppia in scena e nella vita, sposati dal 2020, il 30 maggio saranno al Teatro Brancaccio di Roma con Ancora in due, già sold out. «Siamo i Me contro te col mutuo», scherzano loro. Ma nemmeno tanto.
"Ancora in due": in che senso?
Falchi: «Raccontiamo una coppia che nonostante tutto sceglie di restare insieme. Ma non diamo risposte. Non spieghiamo al pubblico come fare, insomma».
Voi siete in due da sei anni. Come fate?
Abis: «Crediamo che condividere passioni e avere obiettivi comuni sia la base della coppia. Vogliamo amarci e continuare a farlo alimentando così la nostra passione».
Va bene, ma almeno un segreto potreste condividerlo, no?
F: «Siamo molto liberi. Ci diciamo tutto».
E se l’amore finisce?
F: «Quando uno non sarà più innamorato, lo dirà all’altro. Ho trovato un termine che definisce il nostro rapporto: dualitudine».
Cioè?
F: «La capacità di stare bene da soli anche in due».
Pensate mai a un figlio, a diventare in tre?
A: «Sappiamo che un figlio ci potrebbe dare straordinarie emozioni, ma sappiamo anche a cosa dovremmo rinunciare, come individui e come artisti. Per ora, no».
F: «A volte mi fanno questa domanda ed è come se mi dicessero: “non ti realizzerai mai come donna se non diventi mamma”. Sinceramente non la voglio vivere così. Se un giorno dovessi sviluppare un istinto materno, che ad oggi non ho, diventerò madre. Ma per ora sono in pace con questo argomento».
Le persone sui social vi chiedono consigli di coppia?
A: «Sì, ma cerchiamo di non darne. Non vogliamo essere d’esempio per nessuno. In rete è un attimo: da artista diventi un consulente».
Cosa vi chiedono piu spesso?
A: «"Ma Stella è davvero così?"»
Ma Stella è davvero così?
A: «No, è una caricatura ipergrottesca. Ed è surreale che ce lo chiedano, anche se ci fa gioco».

F: «Separiamo nettamente la finzione dei video dalla realtà della nostra vita. Magari qualche spunto di verità c’è. Per esempio la mia ansia per la nostra gatta, o la mia paura di volare. Ma ecco, non siamo così come ci vedono nei video sul web».
Da “Casa Vianello” a oggi le dinamiche di coppia non sono cambiate?
F: «Oggi uno degli elementi di discordia più grandi in una coppia è il cellulare. I social accendono il conflitto».
A: «E poi quarant’anni fa un personaggio come Stella non avrebbe avuto la stessa libertà di dire davvero ciò che voleva. Di lamentarsi del patriarcato, per esempio».
Ma i Me contro te (gli youtuber siciliani dei record, la coppia Sofì e Luì) li avete mai incontrati?
A: «Mai. Un crossover con loro sarebbe pazzesco».
Loro al cinema hanno sfondato (il film d’esordio, “La vendetta del signor S”, incassò nel 2020 9,6 milioni di euro). Voi cosa aspettate?
A: «Un produttore che investa e rischi nel nostro primo film. Le idee le abbiamo. Checco Zalone e Aldo, Giovanni e Giacomo sono stati degli apripista incredibili».
E la tv?
F: «Mi sento meno adatta. In tv devi per forza mettere in piazza chi sei, la tua vita. Se non racconti i tuoi traumi non fai hype, non sei interessante».
A: «Ci hanno offerto un provino per Il Grande Fratello, abbiamo rifiutato. Faremmo volentieri LOL. In tv manca la voglia di rischiare che c’è invece in rete».
A chi dite grazie?
A: «A mia madre. Che in un periodo difficile, quando mio padre se n’era appena andato di casa, mi ha permesso di fare l’accademia (Silvio D’Amico, ndr). Ha tirato la cinghia. Mi dava un euro al giorno e mi preparava il pranzo. E io ero felice così (si commuove, ndr)».
F: «Io divido la mia vita in pre-Gabriele e post-Gabriele. Ho avuto un buco nero prima di lui e con lui ho ripreso in mano la mia vita. È banale? No, è l’amore».