Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  maggio 26 Martedì calendario

Russia, per arruolare nuovi soldati si cancellano i mutui

Se vai in guerra cancelliamo il mutuo a tutta la tua famiglia. La Russia è a caccia di nuove reclute e per attirare nuovi giovani ha ampliato il pacchetto di incentivi economici offerti a chi si arruola nella guerra in Ucraina. Non più soltanto premi alla firma, salari più alti e benefit sociali, adesso il Cremlino ha introdotto una misura che consente ai nuovi arruolati – e ai loro coniugi – di cancellare debiti fino a 10 milioni di rubli, circa 140 mila dollari. Un segnale che racconta non solo il bisogno di uomini al fronte, ma anche l’uso crescente della leva finanziaria come strumento di mobilitazione sociale. Il decreto per la cancellazione dei debiti delle nuove reclute è stato firmato dal presidente russo Vladimir Putin e comunicato nella tarda serata di ieri.
La norma riguarda chi firma un contratto con il ministero della Difesa russo per almeno un anno. Il meccanismo prevede il condono di esposizioni già finite in procedura di recupero crediti, quindi debiti deteriorati o già oggetto di azione giudiziaria. Non si tratta di un bonus generalizzato, ma di un intervento mirato verso una fascia socialmente fragile: famiglie indebitate, lavoratori periferici, piccoli debitori sotto pressione.
Dietro la misura c’è una logica economico-politica precisa. Il Cremlino deve mantenere alta la capacità di reclutamento senza ripetere una mobilitazione di massa come quella del 2022, che provocò proteste, fuga di cittadini e tensioni interne. Incentivare il volontariato militare costa, ma è politicamente meno destabilizzante di una nuova chiamata obbligatoria. Negli ultimi mesi Mosca ha già aumentato premi di arruolamento, sussidi alle famiglie e facilitazioni per istruzione e welfare. Il condono del debito si inserisce in questa strategia.
Dal punto di vista sociale, il messaggio è potente: trasformare il servizio militare in una via di uscita dalla pressione finanziaria. In un Paese dove l’indebitamento al consumo è cresciuto e i tassi elevati hanno compresso i bilanci familiari, la cancellazione di passività può diventare un incentivo concreto per chi ha poche alternative economiche. Non è solo reclutamento: è un trasferimento di rischio dal cittadino allo Stato, con la guerra che diventa, per alcuni, una forma di ristrutturazione personale del debito.
E le banche? Per il sistema bancario russo l’impatto diretto appare contenuto, perché il provvedimento riguarda debiti già in fase esecutiva e dunque in parte deteriorati. Tuttavia il segnale è chiaro: lo Stato è disposto a usare strumenti fiscali e creditizi per sostenere il fabbisogno militare. Una torsione che conferma quanto l’economia russa sia sempre più piegata a esigenze di guerra.
Sul piano geopolitico, la misura suggerisce che Mosca continua a prepararsi a un conflitto lungo, dove la disponibilità di uomini resta un fattore strategico tanto quanto munizioni e produzione industriale. Il debito, in questo quadro, non è più soltanto una questione finanziaria: diventa una moneta di reclutamento.