repubblica.it, 26 maggio 2026
Nuova visita medica per Trump: la terza in un anno
Da giorni Donald Trump pubblica in modo ossessivo post in cui dice di essere “più giovane che mai” e in grande forma. Ma intanto oggi il presidente degli Stati Uniti, che tra venti giorni compirà 80 anni, si sottoporrà alla terza visita medica in tredici mesi. Troppe per non destare dubbi. Trump è atteso all’ospedale militare Walter Reed, il centro dove i presidenti americani vanno per i controlli. La frequenza delle visite ha sollevato dubbi sulle sue reali condizioni fisiche, anche perché arriva due settimane dopo quella non annunciata per “routine dentale”.
Il secondo presidente americano più anziano della storia, dopo il suo predecessore, Joe Biden, da tempo mostra caviglie molto gonfie e lividi sul dorso delle mani. L’ultimo check-up annuale risale ad aprile dell’anno scorso quando Trump disse ai giornalisti di aver “superato brillantemente” il testo cognitivo e la Casa Bianca diffuse una nota secondo cui il tycoon godeva di “eccellente salute”. Qualche mese più tardi, a ottobre, Trump era tornato al Walter Reed per un “controllo programmato”, un episodio che aveva di nuovo alimentato dubbi sulle sue condizioni.
A dicembre, però, la Casa Bianca aveva ammesso che Trump si era sottoposto a una Tac per valutare ulteriormente la sua “salute cardiovascolare e addominale”. Il medico della Casa Bianca, il capitano Sean Barbabella, disse che il presidente “resta in eccellente salute generale”.
Ma le domande sulla salute di Trump sono continuate, mentre i filmati diventati virali sui sociali hanno mostrato l’uso di trucco per coprire i lividi sulle mani e occasionali momenti di letargia durante eventi pubblici anche in uno Studio Ovale affollato di ospiti. Parlando con il Wall Street Journal, Trump aveva ammesso di usare ogni giorno, da anni, l’aspirina per ridurre il rischio di ictus, nonostante alcuni medici ne avessero sconsigliato l’abuso. Il declino fisico e mentale del suo predecessore era risultato decisivo per l’uscita di scena di Biden, caduto in una serie di gaffe, apparso non saldo nei movimenti e diventato per tutti “Sleepy Joe”, Joe l’addormentato. La Casa Bianca adesso ha cercato di respingere l’idea di uno “Sleepy Don” ma con il passare del tempo l’impresa appare sempre più complicata.
Intanto il direttore della comunicazione Steven Cheung ha pubblicato una serie di messaggi sulle lunghe giornate lavorative di Trump, impegnato nei negoziati con l’Iran. “Quest’uomo è concentrato e determinato”, ha scritto Cheung su X. “Non si ferma, non rallenta”. Il segretario alla Sanità Robert Kennedy ha aggiunto che dalle cartelle cliniche del presidente, Trump risulta con “il più alto livello di testosterone mai visto in una persona sopra i 70 anni”. L’anno scorso, però, gli era stata diagnostica un’insufficienza venosa cronica, una condizione che si verifica quando le vene si danneggiano e faticano a riportare il sangue al cuore. In un memo, la Casa Bianca disse che nonostante la diagnosi la salute cardiovascolare di Trump restava “eccellente”. La poca trasparenza sulle sue condizioni non allontana i dubbi, li moltiplica.