Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  maggio 26 Martedì calendario

Svolta Ferrari: debutta «Luce», la prima auto elettrica

Abbiamo visto la Luce. La prima Ferrari elettrica, quella che John Elkann ha affidato ai designer dell’iPhone Jony Ive e Marc Newson, è stata presentata a Roma nell’anniversario della prima vittoria del Cavallino rampante proprio nel Gran Premio della Capitale (era il 25 maggio 1947). Se gli interni già si conoscevano c’era grande attesa per scoprire la carrozzeria che avrebbe contenuto la nuova tecnologia. E la sorpresa è stata doppia, perché anche in questo senso si è trattato di un inedito. Luce, infatti, è una berlinona di oltre cinque metri, con quattro porte che si aprono ad armadio e cinque sedili: una novità assoluta per Ferrari. «L’abitacolo è incapsulato in una serra di vetro a forma di goccia e la superficie vetrata è coperta da una scocca in alluminio», spiega Flavio Manzoni, il capo del Centro Stile Ferrari che, per cinque anni, ha collaborato con la LoveFrom di Ive e Newson. Quest’ultimo aggiunge: «Una delle sfide più grandi è stata l’aerodinamica». Infatti, i progettisti hanno passato oltre 300 ore in galleria del vento con l’obiettivo di ottenere il coefficiente di resistenza più basso tra tutte le stradali nate a Maranello (0,254). Inoltre, con una potenza di 1.040 cavalli, la Ferrari a batteria accelera da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi e può superare i 310 all’ora. A spingerla ci sono ben quattro motori elettrici alle ruote, alimentati dall’esperienza maturata dalla F1. L’autonomia dichiarata dalla Casa è di oltre 530 chilometri ma, se la si guiderà come va guidata una «Rossa», quella reale sarà di molto inferiore. Un progetto che nell’insieme conta oltre 60 brevetti e, per il quale, è stato inaugurato a Maranello un e-building dedicato a fronte di un investimento di 200 milioni di euro.
Ma che rumore fa la Luce? Gli ingegneri hanno creato un suono «nativo elettrico», un sound naturale e funzionale, cioè proprio della meccanica e di servizio alla guida. «Il principio è lo stesso della chitarra elettrica, che va amplificata – spiega Gianmaria Fulgenzi, responsabile dello sviluppo tecnico —. Il sonoro è attivato quando aiuta il piacere di guida ed è muto quando serve tranquillità». «Questa vettura non sostituisce un prodotto, ma è in aggiunta – tranquillizza i «puristi» il direttore marketing Enrico Galliera —. Questo ci consente di allargare la comunità di ferraristi». Nel mirino ci sono, per esempio, i tecno-manager della Silicon Valley, un bacino attrattivo per mentalità e possibilità di spesa. Perché, nonostante l’aspetto pop e le tinte pastello mostrate alla Vela di Calatrava per il lancio, Luce è pur sempre una Ferrari e il ticket è di 550 mila euro, con prime consegne a fine anno. Per ora l’azienda non dice quanti pezzi siano previsti. Ma quel che l’ad Benedetto Vigna ha confermato è «la neutralità tecnologica»: entro il 2030 la gamma sarà composta dal 40% di modelli a combustione interna, 40 ibridi e 20 elettrici. Ferrari ogni anno vende circa 14 mila pezzi: i calcoli sono presto fatti.