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 2026  maggio 26 Martedì calendario

Flotilla, blitz sul convoglio in Libia

Nuova escalation attorno alla Global Sumud Flotilla. «Siamo stati sgomberati con la forza dal campo dove stavamo aspettando notizie dei compagni fermati in Libia Est», racconta al Corriere Marco Contadini, capo della delegazione italiana del Land Convoy, parlando da un pullman diretto verso Misurata. «È stata un’importante azione militare, con uomini a volto coperto. Ci hanno caricati sui bus anche in maniera estremamente violenta».
Il convoglio terrestre della Flotilla era partito il 15 maggio con ambulanze, camion di aiuti umanitari e oltre duecento partecipanti provenienti da ventotto Paesi con l’obiettivo di raggiungere Gaza attraversando la Libia orientale. Da giorni il gruppo era fermo nei pressi di Sirte, vicino alla linea cuscinetto tra le aree controllate dalle due amministrazioni libiche rivali.
Secondo il racconto degli attivisti, le forze di sicurezza avrebbero fatto irruzione nel presidio sgomberando il campo. «Noi sette italiani stiamo tutti bene» spiega Contadini, aggiungendo che alcuni membri della missione sarebbero rimasti feriti durante lo sgombero.
Intanto si aspettano notizie dei dieci attivisti che sabato si erano presentati al checkpoint di Sirte per negoziare il passaggio del convoglio. Tra loro ci sono due italiani, Domenico Centrone e Leonarda Alberizia. «Stiamo seguendo minuto per minuto la vicenda. Speriamo di riuscire a farli tornare» ha detto ieri il ministro degli Esteri Antonio Tajani. I dieci potrebbero comparire davanti a un giudice a Bengasi con l’accusa di ingresso illegale nella Libia orientale per poi essere espulsi.
Sul fronte italiano intanto la Procura di Roma allarga l’inchiesta sulla seconda Flotilla via mare e mette sotto osservazione anche i vertici politici e militari israeliani. Tra i nomi al vaglio dei pm Stefano Opilio e Lucia Lotti ci sono il ministro della Sicurezza nazionale Itmar Ben-Gvir e quello della Difesa Israel Katz. Oltre al sequestro di persona, come nel fascicolo aperto per l’interruzione in acque internazionali della precedente missione umanitaria verso Gaza, gli investigatori valutano anche tortura, violenza sessuale e rapina in relazione al trattamento riservato ai partecipanti alla spedizione. Le singole posizioni (ed eventuali iscrizioni di indagati) verranno approfondite nelle prossime ore.
Assieme ai due esponenti del governo di Benjamin Netanyahu compaiono nella lista anche figure di primo piano delle gerarchie militari israeliane: il comandante della Marina Eyal Harel, il capo di Stato maggiore Eyal Zamir e il commissario del Servizio penitenziario Kobi Yaakobi, chiamato in causa per la gestione della prigionia ad Ashdod e a Ketziot, dove sarebbero avvenute parte delle violenza denunciate dagli attivisti. I possibili reati sono al vaglio sulla base delle testimonianze raccolte dai carabinieri del Ros e dei video in cui Ben-Gvir rivendica l’operazione e deride i militanti ammanettati.
Il filmato diffuso dallo stesso ministro mostra alcuni partecipanti alla Flotilla inginocchiati nel porto di Ashdod, con le braccia legate dietro la schiena, circondati dalle forze di sicurezza israeliane. Immagini che, secondo gli investigatori, potrebbero rafforzare i racconti sulle violenze fisiche e psicologiche subite durante la detenzione. In Israele dopo la condanna del presidente Isaac Herzog, anche il leader dell’opposizione Yair Lapid ha attaccato Ben-Gvir: «Quello che ha fatto è imperdonabile». Lapid ha inoltre definito «terrorismo» le violenze dei coloni israeliani in Cisgiordania, sostenendo che rappresentino «una vergogna».