Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  maggio 26 Martedì calendario

Mantova al centro sinistra e Lecco al centrodestra

Due conferme dalle urne di due capoluoghi lombardi: Mantova resta una città di centrosinistra, mentre l’amministrazione di Lecco è sempre in bilico per una manciata di voti.
Già nel tardo pomeriggio, per i cittadini mantovani è chiaro chi sarà il loro nuovo sindaco: Andrea Murari, candidato del centrosinistra che ha vinto al primo turno con un consenso analogo a quello ottenuto nel 2020 dal sindaco uscente Mattia Palazzi, un rotondo 70 per cento, che ha staccato di oltre 40 punti il candidato del centrodestra unito Raffaele Zancuoghi. Un risultato nel segno della continuità, dunque, perché Murari è stato assessore all’Urbanistica della giunta uscente e perché – dal punto di vista politico – il successo del centrosinistra matura senza il sostegno del Movimento 5 Stelle, rimasto fuori dalla coalizione e presentatosi da solo con un risultato sostanzialmente ininfluente. E il neoeletto primo cittadino non manca di sottolineare che «la città ha valutato positivamente la nostra azione amministrativa e il modo in cui abbiamo costruito questa nuova fase, nell’unità e in continuità, con uno stile improntato all’ascolto, all’attenzione e alla presenza tra la gente». Dal punto di vista del programma, Murari ricorda la scelta di mettere «la scuola al centro», rivendica l’obiettivo di avere «scuole belle e sicure, ma anche aperte alla comunità», ribadisce l’impegno ad allargare l’offerta gratuita dei nidi comunali» e rilancia sul circuito accademico: «Mantova ha tutte le caratteristiche della perfetta città universitaria», dice. L’obiettivo indicato in campagna elettorale è arrivare a «5 mila studenti», attraverso l’aumento dei corsi di laurea e il rafforzamento dei servizi dedicati agli universitari. Sul mancato accordo con il Movimento 5 Stelle, invece, Andrea Murari spiega che la coalizione ha scelto di riproporsi «con la stessa alleanza che ha garantito unità e responsabilità di governo», evitando di seguire «logiche nazionali», con buona pace per il Campo largo. Non cerca attenuanti Raffaele Zancuoghi, il candidato del centrodestra uscito pesantemente sconfitto: I mantovano, osserva, hanno compiuto una scelta netta «in favore della continuità con il centrosinistra rispetto alla novità». Insomma, il sindaco uscente ha «trascinato di forza il Pd e tutta la sua coalizione».
Lecco
Tutt’altro scenario a Lecco, dove candidati e segreterie hanno dovuto attendere il risultato fino allo spoglio dell’ultima sezione elettorale per rinviare al ballottaggio la scela del sindaco. I due schieramenti – centrodestra classico e centrosinistra senza Azione e con sigle civiche – sono rimasti costantemente separati da circa un punto percentuale. Cioè qualche decina di voti, per lunghi tratti meno di cinquanta. Poi, coll’avanzare dello spoglio, la forbice si è allargata in favore del candidato del centrodestra Filippo Boscagli (nipote di Giulio, cognato ed ex assessore di Roberto Formigoni), che in serata si è avvicinato al 49 per cento, con Mauro Gattinoni (il sindaco uscente di centrosinistra che nel 2020 trionfò al ballottaggio per soli 31 voti) staccato di circa 7 punti.
A quel punto, le ultime centinaia di schede avrebbero potuto determinare la vittoria immediata del centrodestra. Ma quando, a tarda sera, sono arrivati i responsi delle ultime 4 sezioni dallo scrutinio tormentato, il centrosinistra lecchese ha ritrovato la possibilità di giocarsi la conferma al ballottaggio. I consensi per Boscagli si sono fermati al 48,7 per cento e quindi, con il 42,5 per cento dei voti, Gattinoni può giocarsi la rielezione al ballottaggio.