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 2026  maggio 26 Martedì calendario

La quinta volta di De Luca a Salerno

Lo «Sceriffo» fa cinquina. Trentatré anni dopo la prima volta, Vincenzo De Luca torna sindaco della sua Salerno «nonostante il Pd», come il titolo del suo ultimo libro. Perché è stato eletto senza il simbolo del Partito democratico, ma sostenuto dalla storica lista Progressisti per Salerno, oltre ad una sfilza di civiche forgiate a sua immagine e somiglianza. La prima vittoria risale al 1993, sulle macerie della Prima Repubblica. L’ultima volta che aveva ufficialmente governato la città era il 2015, prima di diventare governatore della Campania.
Oggi «Don Vicienz», uno dei suoi tanti appellativi, è stato eletto al primo turno con il 58%, a fronte di una discreta affluenza: 63,4%. Un risultato un po’ meno bulgaro del solito, anche perché De Luca aveva contro ben sette candidati, sostenuti da tutti i partiti di centrodestra e da almeno una ventina di liste civiche, fattore che ha eroso i pacchetti di voti storicamente controllati dallo «Sceriffo».
Gherardo Maria Marenghi, avvocato e professore universitario di area Fratelli d’Italia, e poi sostenuto da tutta la maggioranza di governo, era stato scelto come «volto competente e moderato» da contrapporre al «deluchismo». Ma anche questa scelta «ragionata» non ha sortito gli effetti sperati: Marenghi, autodefinitosi «missino del terzo millennio», ha raccolto solo briciole. E contro De Luca poco ha potuto anche Franco Massimo Lanocita, sostenuto dal tandem degli odiati 5 Stelle e Avs, visto che nel feudo deluchiano il Campo largo è pura fantascienza.
Sul telefono di De Luca senior, nonostante il figlio onorevole Piero sia il segretario del Pd campano, non arriva certo un profluvio di complimenti per la vittoria. La leader Elly Schlein la mette così: «Bene anche in Campania, a partire da Avellino» senza però citare Salerno, il successo più ampio. Arriva però il plauso di Stefano Bonaccini, ex governatore dell’Emilia-Romagna: «Io Enzo l’ho avuto come collega per tanti anni. De Luca è bravo e stimato – dichiara a Tagadà, su La7 —. Ha modi che conosciamo, ma quando ti votano i cittadini della tua comunità o sbagliano tutti a votare o percepiscono che sei un grande amministratore».
Dal centrodestra arriva invece una serafica presa d’atto della débâcle da parte di Marenghi: «Ci prepariamo a un’opposizione solida, concreta e feroce che guardi all’interesse della nostra comunità».