repubblica.it, 25 maggio 2026
Inghilterra sconvolta dall’assoluzione di tre ragazzini stupratori
Un caso di due ragazzine stuprate scuote il Regno Unito. I tre responsabili, due quattordicenni e un tredicenne all’epoca dei crimini, sono stati arrestati ma, come ha commentato una vittima in una drammatica intervista alla Bbc domenica mattina, non sono stati condannati a una pena detentiva dai giudici della Southampton Crown Court giovedì scorso, evitando così la reclusione: “È stato come essere colpita da un macigno in faccia”, ha dichiarato la giovanissima, la cui identità non è stata svelata. Il primo ministro britannico Sir Keir Starmer ha definito “scioccante” il caso e ha aggiunto che è “giusto che le sentenze emesse siano ora oggetto di revisione da parte della Procura Generale”.
Il tragico caso ha coinvolto due ragazzine, allora di 15 e 14 anni, violentate in due episodi distinti a Fordingbridge, nell’Hampshire, nel novembre 2024 e nel gennaio 2025, da due quattordicenni. Un altro ragazzo, che all’epoca aveva 13 anni, è stato anch’egli condannato per il suo coinvolgimento nella seconda violenza sessuale, come ricorda l’emittente di stato.
Durante la lettura della sentenza per i giovani colpevoli, tenutasi giovedì scorso, il giudice Nicholas Rowland ha dichiarato di voler “evitare di criminalizzare inutilmente questi minori”. Una decisione che ora infiamma il Paese. Invece di una pena detentiva, ai ragazzi sono stati imposti degli Youth Rehabilitation Orders (Yro), ovvero misure di riabilitazione per minori, della durata di pochi anni che prevedono sanzioni da scontare nella comunità e che possono includere lavori non retribuiti, rispetto di un coprifuoco o l’obbligo di seguire programmi terapeutici.
Nell’intervista alla Bbc, una delle vittime, oggi 16enne, ha affermato che la sentenza “ha dato l’impressione che ciò che i ragazzi avevano fatto non fosse giusto, ma che fosse comunque accettabile agli occhi della legge perché erano ancora dei ‘bambini’. Per me è stato dunque inutile affrontare il dolore di andare in tribunale, sostenere un processo, e rivivere tutto attraverso le prove”. Ora, la ragazza e la sua famiglia chiedono che le sentenze vengano modificate e che i ragazzi colpevoli siano detenuti, sostenendo che le pene inflitte equivalgano a una semplice “tirata d’orecchie”.
La ragazzina aveva 15 anni quando è stata stuprata in un sottopassaggio lungo il fiume Avon, da un ragazzo che aveva conosciuto sulla piattaforma social Snapchat. La seconda giovanissima vittima, invece, è stata violentata in un campo. Non solo. I teenager violentatori hanno filmato gli stupri con i loro smartphone e successivamente condiviso online i video. Ora, entro 28 giorni, la procura generale deciderà se deferire le sentenze di Southampton alla Corte d’Appello. Due degli stupratori condannati hanno oggi 15 anni, mentre il terzo ne ha 14. Tuttavia, anche se fossero state inflitte pene detentive, i ragazzi non sarebbero stati inviati in un carcere ordinario. Nel Regno Unito, infatti, i minori di 18 anni scontano le pene detentive in strutture destinate ai giovani. In ogni caso, la leader conservatrice Kemi Badenoch ha affermato di essere “inorridita” dal caso: “Difficilmente il reato avrebbe potuto essere più grave. Eppure la punizione non è stata affatto una punizione.”