repubblica.it, 25 maggio 2026
Telefono Azzurro: su 10 minori scomparsi solo 4 vengono ritrovati
Un esercito di fantasmi dalle dimensioni difficili da calcolare: quasi 18mila in Italia, 124mila in Europa, nel mondo non si sa, non esistono dati affidabili. Sono le segnalazioni di minori scomparsi e solo in alcuni casi sono seguite da un ritrovamento. È l’allarme lanciato da Telefono Azzurro, che in un dossier pubblicato oggi mette in fila i dati della relazione del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse e della hotline europea, e avverte: sono cifre approssimate per difetto.
“I numeri ufficiali – spiega Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro – raccontano soprattutto la parte emersa del fenomeno: denunce, segnalazioni, contatti alle hotline, casi nei sistemi di accoglienza, ritrovamenti. Accanto a questa parte visibile resta un sommerso fatto di minori non denunciati, bambini senza documenti, adolescenti ricattati online che non chiedono aiuto, minori migranti usciti dai sistemi e bambini separati in aree di conflitto”.
I motivi delle scomparse
Non c’è un’unica ragione o una sola forma di scomparsa, emerge dal dossier di Tefeono Azzurro. Alcuni casi sono immediatamente riconoscibili, come il rapimento o la sottrazione familiare; altri restano meno visibili, come le fughe ripetute, gli allontanamenti da comunità, le uscite dai centri di accoglienza, le separazioni durante un conflitto o una migrazione forzata, il controllo esercitato da reti criminali o la coercizione nata online.
Molti sono allontanamenti volontari, ma anche questa è categoria – si avverte – che non va minimizzata. “Un adolescente – si sottolinea nel rapporto – può uscire di casa apparentemente di propria iniziativa, ma trovarsi dentro una relazione di ricatto, manipolazione, violenza o sfruttamento”. Soprattutto se si tratta di un ragazzino straniero privo di reti familiari o senza adulti di riferimento.
I minori stranieri non accompagnati
In Italia sono quelli di cui più spesso – il 72,2 per cento dei casi – si perdono le tracce. E sono quelli che meno frequentemente vengono ritrovati. Se il il 70 per cento dei bambini e adolescenti italiani vengono rintracciati, più del 60 per cento stranieri spariscono nel nulla. È la cartina tornasole del fallimento del sistema di accoglienza, negli anni progressivamente smantellato fino a renderlo del tutto inadeguato.
“Questo – avverte Caffo – non significa che i minori stranieri siano “più inclini” alla scomparsa, ma che si trovano più spesso in condizioni di vulnerabilità strutturale: assenza di reti familiari stabili, percorsi migratori non conclusi, incertezza documentale, barriere linguistiche, attesa di ricongiungimento e fragilità dell’accoglienza”. Molti lasciano le strutture in cui sono collocati, ma spesso non si tratta – spiegano da Unicef – di una libera scelta: un minore straniero non accompagnato può ‘sparire’ perché non comprende il percorso di tutela, vuole raggiungere un familiare, teme l’identificazione o è sotto pressione di reti esterne”.
Prevenzione e protezione
Per Telefono Azzurro, la protezione non coincide solo con la ricerca. “Serve prevenire quando il rischio è ancora leggibile, intervenire quando la scomparsa avviene e accompagnare dopo il ritrovamento, perché le condizioni che hanno prodotto l’allontanamento non si ripetano”. E alle istituzioni dà indicazioni precise.
Per l’organizzazione, è necessario rendere più riconoscibili i canali di ascolto, segnalazione ed emergenza, in particolare 116000 (segnalazioni relative a scomparsa, avvistamento e ritrovamento), 114 (situazioni di pericolo – violenza familiare, abuso, adescamento online, sextortion, sfruttamento, tratta o grave disagio che possono precedere un allontanamento), 19696 (segnali precoci di disagio, paure, conflitti familiari, esperienze digitali problematiche e richieste di aiuto prima che diventino emergenza). Mente il Patto migrazione e asilo che entrerà in vigore a giugno e i decreti sicurezza in Italia erodono progressivamente le speciali tutele per i minori stranieri non accompagnati, Telefono Azzurro raccomanda di proteggerli nei sistemi di accoglienza e lungo le rotte migratorie, con specifici protocolli rapidi nelle prime 48-72 ore dall’arrivo.
Per una migliore gestione del fenomeno è poi necessario integrare dati, follow-up e valutazione degli esiti, distinguendo segnalazioni, persone uniche, contatti di servizio e ritrovamenti, ma anche formare adulti, operatori, scuola, comunità educanti e piattaforme digitali a riconoscere segnali precoci di rischio, anche online. Speciale attenzione merita inoltre il grande mondo del web e soprattutto dei social: per questo – raccomanda Unicef – bisogna rendere piattaforme e tecnologie parte della risposta: safety-by-design, segnalazioni qualificate, rimozione rapida dei contenuti illegali e tutela effettiva dei minori.