Corriere della Sera, 25 maggio 2026
Mossa di Forza Italia per la responsabilità civile dei magistrati. Solo la Lega apre
Domenica elettorale, ore 13: Forza Italia «apparecchia» a sorpresa la responsabilità civile dei magistrati. Il neo capogruppo alla Camera Enrico Costa annuncia che sta «predisponendo una proposta di legge». Sarà discussa con la maggioranza e il ministro della Giustizia Carlo Nordio il 3 giugno durante un vertice. E così la giornata prende tutta un’altra piega, altro che Amministrative.
La Lega, con la responsabile Giustizia Giulia Bongiorno, apre. La senatrice parla di «piena condivisione» e di «priorità». A patto che la legge «sia equilibrata, non scritta frettolosamente e non dovrà apparire come una norma punitiva nei confronti di qualcuno». Da Fratelli d’Italia, il partito della premier Giorgia Meloni, sembra non esserci entusiasmo. Dietro le quinte si registra un velo di perplessità per le modalità dell’annuncio di Costa, via social. Poi ci sarebbe sempre il solito discorso delle priorità. Comunque, per spirito di coalizione, Palazzo Chigi e Via della Scrofa decidono che sull’argomento uscirà pubblicamente solo il neo sottosegretario di Via Arenula Alberto Balboni. Questa la sua dichiarazione con il contagiri: «Ogni proposta di un gruppo della maggioranza merita di essere valutata. Per ora mi sembra si tratti di un annuncio. Vedremo nel merito i contenuti. La materia è delicata, occorre bilanciare con prudenza i diversi interessi in gioco».
La mossa di Costa arriva a due mesi dal ko del centrodestra sul referendum della giustizia. La responsabilità civile dei magistrati è una battaglia storica del partito fondato da Silvio Berlusconi. E l’accelerazione rientra nel nuovo corso di FI, impresso dai figli del Cavaliere, a caccia di battaglie identitarie. Dal partito di Antonio Tajani (avvisato dalle agenzie, ma d’accordissmo) ripetono: non dimentichiamoci dei 13 milioni di italiani che hanno votato sì al referendum. Un mese fa il neo capogruppo a Montecitorio e l’omologa in Senato, la new entry Stefania Craxi, avevano chiesto un vertice agli alleati proprio sulla giustizia per fare il punto su tutte le iniziative parlamentari da chiudere in questa legislatura (prescrizione, smartphone, abuso della custodia cautelare, inappellabilità delle sentenze di assoluzione).
In questo caso la spinta di FI parte dai seguenti dati: dal 2010 al 2025 ci sono state solo 15 sentenze sfavorevoli allo Stato per responsabilità civile dei magistrati su 872 cause. Costa punta a interventi «chirurgici». Da quanto trapela, la proposta di legge vuole intervenire sulla clausola della norma secondo cui oggi «non può dar luogo a responsabilità l’attività di valutazione del fatto e delle prove». Si punta anche ad ampliare il perimetro della «colpa grave». Il ragionamento è sempre lo stesso: «Se un medico sbaglia una diagnosi, un ingegnere sbaglia un calcolo, un sindaco sbaglia una delibera, si attivano meccanismi di responsabilità, che per i magistrati sono inimmaginabili. Autonomia e indipendenza non devono esonerarli dal rispondere degli errori». E Nordio? Nel 2022, prima di diventare ministro, fu tra i promotori del quesito referendario (proposto da Lega e Radicali, ma dichiarato inammissibile dalla Corte costituzionale) sulla responsabilità civile diretta (non dello Stato) dei magistrati. Sono passati quattro anni, intanto.