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 2026  maggio 25 Lunedì calendario

Comuni al voto, affluenza in calo: 46,3%

Affluenza in calo per la tornata elettorale di primavera, che vede chiamati alle urne più di sei milioni di italiani in 749 comuni per scegliere sindaci e consiglieri. Nella prima giornata delle amministrative, alle 23 la partecipazione si è attestata in media al 46,3% rispetto al 50,2% della tornata precedente, anche se in alcune città, come Avellino, è stato registrato un leggero aumento (54% rispetto al 52,3 della precedente tornata), mentre Salerno ha tenuto (46,5%). A Venezia, unico capoluogo di regione al voto, l’affluenza è stata del 41,8% (rispetto al 46,1 del precedente alla stessa ora). Oggi si vota dalle 7 alle 15, poi comincerà lo scrutinio. È l’ultimo test alle urne prima delle politiche del prossimo anno e i riflettori sono puntati in particolare su alcune sfide che possono essere lette come test sui rapporti di forza fra i partiti.
Fra i capoluoghi al voto (Venezia, appunto, quello di regione e altri 17 di provincia), dal punto di vista degli schieramenti 5 sindaci uscenti sono di centrodestra (Venezia, Arezzo, Pistoia, Macerata, Agrigento), 8 di centrosinistra (Lecco, Mantova, Prato, Chieti, Salerno, Andria, Trani, Reggio Calabria) e 5 guidati da liste civiche (Crotone, Avellino, Enna, Fermo e Messina).
Nel quadro generale di calo dell’affluenza, la partecipazione è diminuita lievemente anche nella prima giornata di voto a Reggio Calabria (48,3% l’affluenza alle 23): Giuseppe Falcomatà, centrosinistra, decaduto dalla carica di sindaco dopo l’elezione in consiglio regionale. Il candidato, nel segno della continuità, è Domenico Battaglia, sostenuto da Pd, M5S, Avs, Casa Riformista e liste civiche, reggente pro tempore della città. Il centrodestra, che spera nel ribaltone, si è invece affidato a Francesco Cannizzaro, ex consigliere regionale, sostenuto FdI, FI, Lega, Noi Moderati, Azione, Alternativa popolare, Democrazia cristiana e liste civiche. A complicare le cose per il centrosinistra, la candidatura di Eduardo Lamberti, medico che è stato anche assessore di Falcomatà, con due liste civiche, che potrebbe erodere consensi a Battaglia.
In Lombardia le partite più importanti sono due. A Mantova (dove ieri alle 23 aveva votato il 40,6 rispetto al 47,1 delle ultime elezioni) il campo largo si è ristretto e Andrea Murari, sostenuto da uno schieramento di centrosinistra, sfida non solo Raffaele Zancuoghi, candidato del centrodestra, ma anche Mirko Gragnato, del Movimento 5Sstelle. A Lecco (ieri affluenza al 47,8%) il sindaco uscente Mauro Gattinoni (Pd, Avs e altre liste) cerca la conferma e trova come avversari Filippo Boscagli (Forza Italia, FdI e Lega), ma anche due ex leghisti, Francesca Losi e Giovanni Colombo, oltre al «civico» Mauro Fumagalli.
Nei Comuni che hanno più di 15 mila abitanti, qualora nessun candidato sindaco raggiungesse il 50%+1 dei voti al primo turno, sarà necessario un ballottaggio tra i due più votati: questo si terrà domenica 7 (dalle 7 alle 23) e lunedì 8 giugno (dalle 7 alle 15). Al di sotto dei 15 mila abitanti, vince che prende un voto in più, indipendentemente dalla soglia raggiunta.