Corriere della Sera, 25 maggio 2026
Se l’Europa non si fida del «rientro» di Londra
Il governo britannico ha affacciato l’idea di un rientro di Londra nel mercato unico europeo dei beni: ma la proposta è stata subito respinta da Bruxelles, che non ha nessuna intenzione di concedere vantaggi particolari a uno Stato che non è membro dell’Unione. Il governo di Keir Starmer ha intrapreso da mesi una marcia di riavvicinamento alla Ue, nel tentativo di stimolare la crescita economica: ma i britannici sembrano ancora baloccarsi con l’idea di un accesso à la carte al mercato unico, che invece richiede un impegno molto più profondo, a partire dal ritorno alla libertà di circolazione (che a Londra è un anatema). Nei giorni scorsi il dibattito in seno al partito laburista ha subito una accelerazione e c’è chi ha ventilato l’ipotesi di un rientro nella Ue: ma quanto il cammino sia accidentato lo si vede dalle ambizioni minime che sono state prospettate per il vertice Ue-Regno Unito di luglio. In agenda c’è un accordo sugli scambi agro-alimentari, ma anche l’auspicata intesa sulla mobilità giovanile è tuttora bloccata dai veti reciproci. Londra spera di poter partecipare al prestito per il sostegno all’Ucraina, ma mesi fa l’ingresso nel Safe, il fondo europeo per il riarmo, era stato bloccato dai francesi. Tutti sono convinti che, nell’attuale quadro geopolitico, una cooperazione più stretta è indispensabile: ma di buone intenzioni è lastricato l’inferno.