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 2026  maggio 24 Domenica calendario

Amazon, addio a Gioia Tauro dopo le pressioni di ’ndrangheta

“Là sotto vogliono fare Amazon… ed è lavoro per tutti questi poveri cristiani”. Parlando con la figlia, nell’agosto 2022 il boss Pino Piromalli detto “Facciazza” a modo suo sembrava quasi animato da buone intenzioni rispetto al progetto di un hub Amazon nella zona industriale di Gioia Tauro, una delle aree calabresi con la più alta disoccupazione e dove, per colpa della ’ndrangheta, si sono persi centinaia di potenziali posti di lavoro. Era stato già firmato un contratto di locazione dell’area per oltre 1 milione di euro. A distanza di anni, dell’hub non c’è traccia, dopo che la Dda di Reggio Calabria e i carabinieri hanno eseguito un accesso antimafia nei cantieri dove, in subappalto, erano in corso i lavori del capannone. Inevitabile visto che dalle intercettazioni, inserite nell’inchiesta “Res Tauro” dal procuratore Giuseppe Borrelli e dall’aggiunto Stefano Musolino, è emerso che la ’ndrangheta si stava infiltrando nell’affare Amazon. “Quando vai… – dice Facciazza a uno dei suoi – 50mila euro… tu diglielo a nome mio”. Non solo estorsioni: i pm parlano di “progettualità della cosca”, ma anche di “pianificazione delle assunzioni”. Queste passavano per “il Longorio”, un avvocato che aveva un rapporto di collaborazione con “taluni rappresentanti di Amazon”. A lui, don Pino detta le regole: “Uno che viene e si impianta… io non posso fare la veduta del pupo… che sono a Gioia”. Il boss voleva parlare personalmente con i vertici di Amazon: “Facciamo venire questi colonnelli. Noi lo facciamo per utilità… nostra e anche vostra… la cosa buona… avere una cooperativa di ’sti giovanotti. Il giovanotto deve lavorare… che l’imprenditore deve essere tutelato. Molte persone si sono arricchite sulle spalle di quello che ha fatto 20 anni di collegio (galera, ndr) no? Però un ricordo, una cosa per dire… ‘qua c’è una famiglia che soffre, aspetta’”. La “famiglia” che “aspetta” sono i Piromalli e il “ricordo” è quello di Amazon che ha annullato gli investimenti in Calabria.