il Fatto Quotidiano, 24 maggio 2026
Legge elettorale, la maggioranza vuole il “canguro”
Potrebbe servire un nuovo vertice tra i leader di maggioranza (forse già la prossima settimana) per trovare un accordo definitivo sulla nuova legge elettorale. Sicuramente tra martedì e mercoledì, invece, si incontreranno i delegati di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati per capire se ci sono i margini per una quadra sul testo da approvare in commissione Affari costituzionali senza passare da Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini. I temi di trattativa sono l’abbassamento del premio di maggioranza, la soglia di accesso al premio, il ballottaggio e il coordinamento tra Camera e Senato per evitare maggioranze diverse. Ma il vero tema politico su cui i partiti di maggioranza stanno litigando sono le preferenze. Fratelli d’Italia vorrebbe introdurle, ma Lega e Forza Italia sono contrari con lo spettro di un voto segreto in Parlamento che, per dirla con FI, “potrebbe far saltare la legge”.
Eppure un punto di accordo c’è già e riguarda i tempi. Mercoledì, nella conferenza dei capigruppo, i partiti di maggioranza chiederanno di mettere in calendario la legge elettorale in aula alla Camera per l’ultima settimana di giugno, con la discussione generale che potrebbe essere fissata per il 30 giugno. Il mese prossimo – infatti – l’aula sarà impegnata tra decreti, Piano casa e decreto Lavoro e quindi l’obiettivo è quello di portare la legge elettorale “Stabilicum” in aula a luglio per approvarla prima della pausa estiva. Può sembrare una questione di lana caprina legata ai lavori parlamentari, ma dietro c’è una strategia e un trucchetto parlamentare. In primis, individuare una data premetterà di velocizzare i lavori in commissione Affari costituzionali e, se necessario, far saltare il dibattito e andare direttamente in aula. Ma soprattutto iniziare la discussione generale a giugno e scavallare a luglio permetterà alla maggioranza, secondo regolamento, di contingentare i tempi. Fuori dal gergo significa limitare le ore disponibili ai partiti di maggioranza e opposizione e garantire un’approvazione rapida della legge.
In questo modo, la maggioranza potrebbe evitare l’ostruzionismo delle opposizioni che non solo non si sono volute sedere al tavolo di confronto sulla legge elettorale, ma si preparano a dare battaglia con migliaia di emendamenti.
Non siamo ancora al “canguro” o alla “tagliola” utilizzata dai precedenti governi anche sulla legge elettorale ma poco ci manca. Inoltre, fonti di maggioranza non escludono che se le opposizioni dovessero fare ostruzionismo si potrebbe ricorrere al “canguro” per contingentare ancora il dibattito. Accelerazione confermata ieri dal ministro dei Rapporti col Parlamento Luca Ciriani: “Mercoledì chiederemo la calendarizzazione, speriamo in un primo ok entro giugno”. Così non sarà, ma la destra corre.