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 2026  maggio 24 Domenica calendario

Cosa ne pensano gli elettori di Marina Berlusconi

Da oltre trent’anni il nome Silvio Berlusconi continua a riaffacciarsi ciclicamente nel dibattito pubblico italiano. Cambiano le stagioni politiche, cambiano i leader del centrodestra, cambia perfino il linguaggio della politica, eppure l’ipotesi di un “altro Berlusconi” pronto a scendere in campo torna puntualmente a riemergere. Del resto, Silvio Berlusconi non ha mai abbandonato la scena pubblica italiana, mantenendo il proprio nome al centro della vita politica nazionale per oltre tre decenni. Negli anni diversi istituti di ricerca hanno testato notorietà, reputazione e spendibilità politica degli eredi della famiglia, in particolare di Marina e Pier Silvio Berlusconi.
Molti di questi sondaggi, però, non sono mai stati resi pubblici, contribuendo ad alimentare attorno al tema una dimensione più evocativa che realmente politica. Nelle ultime settimane, inoltre, il quadro si è fatto più fluido. Attorno a Marina Berlusconi si sono moltiplicati incontri, colloqui e indiscrezioni che coinvolgerebbero non soltanto dirigenti di Forza Italia, ma anche esponenti di altre aree del centrodestra – e non solo -, del mondo istituzionale ed economico. Alcuni contatti sono stati smentiti, altri ridimensionati, ma tutti hanno contribuito ad alimentare l’idea di un possibile ruolo pubblico della primogenita del Cavaliere.
È in questo contesto che i sondaggi diventano particolarmente interessanti, perché non misurano soltanto l’eventuale consenso verso Marina Berlusconi, ma cercano di capire che cosa rappresenti oggi il cognome Berlusconi nell’immaginario collettivo italiano. Non soltanto una leadership politica, ma un’idea di moderatismo, continuità e stabilità per una parte dell’elettorato di centrodestra. Il sondaggio di Only Numbers restituisce infatti un’immagine molto precisa: Marina Berlusconi viene percepita prima di tutto come imprenditrice e manager. Il 45,9% degli italiani la identifica soprattutto in questa dimensione, contro appena il 9,8% che la considera una figura politica sulle orme del padre.
Più interessante ancora è quel 30,7% che la colloca contemporaneamente in entrambe le sfere, imprenditoriale e politica
. È proprio qui che emerge il dato forse più significativo. Marina Berlusconi appare come una figura competente, autorevole e “di sistema”, capace di raccogliere una reputazione trasversale che supera gli steccati tradizionali della politica. Più che una leader di partito nel senso classico, viene percepita come una figura di garanzia: continuità familiare, credibilità economica e stabilità. La lettura di Marina come figura competente, autorevole e “di sistema” attraversa maggioranza, opposizione e area degli Indecisi e non votanti, pur con accenti differenti. Nel centrodestra questa ambivalenza si accentua. Tra gli elettori di Forza Italia e della Lega prevale la lettura imprenditoriale del suo profilo (42,0% tra gli elettori FI e 58,1% tra quelli della Lega), ma resta comunque presente una quota significativa che ne riconosce anche una potenziale spendibilità politica. Nel centrosinistra, invece, Marina Berlusconi viene vista soprattutto come imprenditrice, sebbene tra gli elettori del Partito Democratico (49,6%) e di Azione (52,9%) emerga una percezione più equilibrata tra dimensione manageriale e politica. Il punto, però, è che questa reputazione non si traduce automaticamente in investitura politica. Alla domanda su una sua possibile guida di Forza Italia, i contrari (40,7%) prevalgono sui favorevoli (33,5%). Colpisce soprattutto il 25,8% di chi non esprime un’opinione: una quota molto alta per una figura così conosciuta. Marina Berlusconi è infatti un nome molto noto, ma resta al tempo stesso una personalità molto riservata, raramente esposta nel confronto politico quotidiano. Ed è probabilmente anche questa distanza dalla politica attiva a rendere il suo profilo ancora “aperto” nella percezione pubblica.
Nel centrodestra il consenso cresce sensibilmente. Tra gli elettori della coalizione il gradimento supera il 50,0%, mentre tra quelli di Forza Italia il 52,0% vedrebbe positivamente una sua leadership. Ancora più alto il dato della Lega, dove il consenso arriva al 65,1%. Più tiepido invece l’atteggiamento degli elettori di Fratelli d’Italia, dove i favorevoli si fermano al 45,4%. Ed è qui che emerge probabilmente il nodo politico più interessante. La leadership di Giorgia Meloni occupa già oggi lo spazio dominante del centrodestra. Un’eventuale discesa in campo di Marina Berlusconi verrebbe quindi percepita non come una semplice aggiunta, ma come un possibile riequilibrio interno agli assetti della coalizione. Ed è probabilmente proprio questo elemento a rendere più tiepido l’atteggiamento di una parte dell’elettorato vicino a Giorgia Meloni: non tanto una forma di ostilità personale, quanto piuttosto la consapevolezza che una Marina Berlusconi politicamente attiva potrebbe riaprire spazi nel centro moderato oggi in parte assorbiti dalla leadership meloniana. Anche sul piano elettorale il quadro resta diviso. Per il 36,2% degli italiani una leadership di Marina Berlusconi potrebbe rafforzare Forza Italia, mentre per il 36,4% non produrrebbe effetti significativi. Dietro questi numeri convivono due visioni opposte: da una parte chi vede nel cognome Berlusconi una risorsa ancora capace di mobilitare consenso; dall’altra chi ritiene che il berlusconismo non sia trasferibile per semplice eredità familiare. Tra gli elettori di Forza Italia, tuttavia, il 70,0% è convinto che il partito crescerebbe con Marina Berlusconi alla guida. Qui il nome Berlusconi continua a mantenere un valore identitario ed emotivo molto forte. Il punto decisivo, però, sembra essere un altro. Gli italiani attribuiscono a Marina Berlusconi soprattutto una capacità di rappresentanza più che di mobilitazione. La considerano credibile, competente e rassicurante, ma non necessariamente capace di trasformare queste qualità in consenso popolare di massa. È la differenza tra una figura istituzionale e una leader carismatica.
Per questo Marina Berlusconi appare oggi come una figura ad alta reputazione, ma – ancora – a bassa definizione politica. Il suo nome continua a evocare stabilità, competenza e continuità; meno chiaro è se riesca – come accadeva al padre, Silvio – a suscitare mobilitazione, identità e consenso. Il cognome Berlusconi conserva dunque un enorme capitale simbolico, tuttavia la sua traducibilità elettorale, non può essere considerata automatica.