Corriere della Sera, 24 maggio 2026
Il caro energia, il nucleare e il referendum che torna
«Inevitabilmente si farà un referendum» sul nucleare in Italia. Lo ha detto il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, con riferimento al disegno di legge governativo in discussione alla Camera. «Ci prendiamo la responsabilità di indicare al Paese quelle che secondo noi sono le strade da percorrere», ha aggiunto nel corso di un intervento al Festival dell’Economia di Trento.
Con i referendum del 1987 (dopo l’incidente di Cernobyl) e del 2011 (dopo quello di Fukushima), ha proseguito Ciriani, «l’Italia tanti anni fa ha deciso frettolosamente di uscire dal nucleare». Ma, ha concluso «noi speriamo quanto prima di poter finalmente piantare centrali di nuova generazione nel nostro Paese, come avviene in Francia come avviene in tanti Paesi da cui noi importiamo energia elettrica prodotta dal nucleare». Le parole di Ciriani fanno eco a quelle pronunciate venerdì dal ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin. «Diamo per scontato che qualcuno si metterà a raccogliere delle firme» contro la legge, ha detto.
A ottobre del 2025 il governo ha perciò presentato un disegno di legge che conferirebbe all’esecutivo una delega, da esercitare entro un anno, «per disciplinare: la produzione e l’utilizzo, nel territorio nazionale, di energia da fonte nucleare sostenibile, secondo la tassonomia Ue».