Corriere della Sera, 24 maggio 2026
Vendola prescritto, scoppia il caso: non dovrebbe essere più candidato
La questione della prescrizione di Nichi Vendola nell’ambito del processo sull’ex Ilva di Taranto «Ambiente svenduto» anima il dibattito nel centrosinistra. Come interpretare l’esito della vicenda giudiziaria? «Finisce qui una storia che sarebbe buffa se non fosse una tragedia. L’unica classe dirigente che sfidò a viso aperto il colosso europeo della siderurgia venne colpita da un’accusa tanto infamante quanto grottesca», commenta l’ex presidente della Regione Puglia e presidente di Sinistra italiana, partito che con i Verdi ha dato vita ad Avs.
La questione, che è a cuore sia degli attivisti sia dei politici, va a innescare un dibattito più ampio, che riguarda anche le prossime elezioni politiche. Marco Travaglio in un editoriale sul Fatto quotidiano chiede agli alleati del Campo largo, in primis proprio ai Verdi, di esprimere un giudizio sulla prescrizione di Vendola. «Con che faccia contesteranno i prescritti di destra che si spacciano per assolti, se candidano gente che fa lo stesso?», si chiede il direttore del quotidiano.
Vendola, di rimando, al Corriere sottolinea i risvolti personali della questione giudiziaria, «cosa significhi friggere per 13 anni una persona innocente, che ha cercato di difendersi, spiegare, dimostrare: ma in un contesto così tossico questa è stata la più orribile esperienza della mia vita». «Fui io, esattamente io, a chiedere alla Regione mentre ero il presidente in carica, di costituirsi parte civile contro di me, tanto ero convinto della mia assoluta estraneità ai fatti», ricorda Vendola. L’altro volto di Avs, quello dei Verdi, che si erano costituiti anche parte civile nel processo, ostenta sicurezza. «Non stiamo ragionando di candidature», precisa Angelo Bonelli. Che chiarisce: «In ogni famiglia politica ci sono contraddizioni che vanno gestite, vanno governate. Io non ho cambiato idea su ciò che è successo a Taranto». Gli scontri con l’ex governatore? «Non corrisponde al vero che un mio esposto fece partire “Ambiente svenduto”. La vicenda ha inizio nel 2008, il mio esposto è del 2011». «Avs è un progetto nato insieme a Nicola Fratoianni ed è una scommessa che è si trasformata in una realtà vincente», precisa Bonelli.
A prescindere dalle polemiche, il futuro di Vendola resta una incognita. Solo venerdì il Tar di Bari ha respinto i ricorsi elettorali presentati da sette candidati consiglieri regionali non eletti nelle scorse elezioni di novembre. Tra questi, figura anche l’ex governatore, che viene da molti accreditato come uno dei volti della prossima campagna elettorale per le Politiche.
Nel Campo largo, gli attivisti locali guardano chi con apprensione (per via di eventuali querelle interne alla coalizione), chi con fiducia (per una possibile spinta elettorale al disegno progressista), l’evolversi degli eventi. Tra i Cinque Stelle, che sulla battaglia ambientale sull’Ilva hanno costruito parte del loro bacino elettorale in Puglia, prevale la cautela. Stessa linea tra i dem. C’è chi si limita a commentare: «Si tratta di questioni premature, dobbiamo prima imbastire un programma credibile e solido per l’alleanza, le candidature arriveranno in un secondo momento e ognuno dovrà guardare bene prima in casa propria». Nessuno, però, vuole avere spade di Damocle sulla testa anzitempo: «Meglio affrontare le questioni quando verranno al pettine, se verranno al pettine».