Corriere della Sera, 24 maggio 2026
Ben-Gvir «persona non grata» in Francia
Il ministro israeliano della Sicurezza interna è ormai persona non grata in Francia: «A Itamar Ben-Gvir è vietato l’accesso al territorio francese – ha annunciato ieri il ministro degli Affari esteri, Jean-Noël Barrot —. Questa decisione fa seguito al suo comportamento inaccettabile nei confronti dei cittadini francesi ed europei a bordo della Global Sumud Flottilla».
Mentre gli ultimi attivisti italiani della Global Sumud Flotilla rientrano tra Roma e Bologna, continuano ad emergere nuovi racconti sulle violenze subite durante la detenzione in Israele. «Ogni volta che si gridava “Free Palestine” partivano pugni e calci davanti al ministro Ben-Gvir», dice a Bologna Ilaria Mancosu, secondo la quale i partecipanti alla Flotilla sarebbero stati costretti a dormire per terra, senza materassi, e spostati continuamente da una stanza all’altra durante la prigionia.
Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani: «L’Italia è amica di Israele – ha detto – ma essere amici significa anche essere sinceri. Israele deve capire che c’è un limite oltre il quale non si può andare».
Resta fermo nel deserto della Libia orientale il convoglio terrestre della Flotilla partito con ambulanze e aiuti umanitari per Gaza. «Le ultime notizie arrivate dall’intelligence turca sono molto preoccupanti ma siamo determinati ad andare avanti», spiega al Corriere Marco Contadini, capo della delegazione italiana del Land Convoy. «Abbiamo discusso fino a notte, l’intenzione è di proseguire, probabilmente rinviando la partenza a domani (oggi, ndr)» assicura. Gli organizzatori denunciano il blocco imposto dalle forze del generale Khalifa Haftar davanti ai checkpoint di Sirte. Intanto da Istanbul arrivano notizie rassicuranti sull’attivista italiano Ruggero Zeni, ricoverato dopo il rilascio: secondo la famiglia potrebbe rientrare a Malaga nei prossimi giorni.
A Bilbao, nei Paesi baschi spagnoli, sono scoppiati incidenti al ritorno di un gruppo di attivisti della Flotilla. La polizia ha usato i manganelli contro i militanti appena tornati e i loro sostenitori, che si rifiutavano di sgomberare la strada dell’aeroporto. Quattro attivisti sono stati fermati con l’accusa di disobbedienza, resistenza e aggressione a pubblico ufficiale. Israele ne ha approfittato per un commento ironico: «Esigiamo una spiegazione dal governo spagnolo per il trattamento riservato agli anarchici della Flotilla», ha scritto su X il ministero degli Esteri israeliano.