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 2026  maggio 24 Domenica calendario

Dombrovskis e le spese per l’energia: serve il giusto equilibrio

«La crisi in Medio Oriente sta avendo effetti negativi non solo sull’economia, ma anche sulla coesione sociale in Europa». Il ministro delle Finanze di Cipro Makis Keravnos, che ha ospitato l’Ecofin informale a Nicosia, ha aggiunto che si è consolidato tra i ministri (assenti i titolari di Italia, Francia, Germania e Spagna) un consenso sulla necessità di rispondere alla crisi con misure che non mettano in discussione i conti pubblici: «La stabilità dei bilanci non va messa a rischio», è la sintesi.
I ministri dei Ventisette erano chiamati a rispondere alla domanda «Come può l’Europa pagare ciò che non può permettersi?». Punto di partenza un’analisi di qualche tempo fa del Fondo monetario internazionale, secondo la quale soddisfare le esigenze di spesa fiscale creerebbe un divario di finanziamento pari a circa il 5% del Pil nei vari Paesi Ue. La caratteristica delle riunioni informali è che i ministri si confrontano più liberamente su temi controversi. «Non si tratta di un problema astratto, bensì di una sfida politica molto concreta e urgente che stiamo affrontando proprio ora», ha spiegato il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis, aggiungendo che «la soluzione, in breve, è una maggiore crescita e una spesa migliore», che vuole dire «la nostra agenda sulla competitività» e «trovare il giusto equilibrio tra l’accoglimento di maggiori spese e le priorità emergenti, preservando al contempo la sostenibilità». La risposta alla crisi energetica scatenata dalla guerra all’Iran e dalla chiusura di Hormuz non sfugge a questa ricetta, così come la flessibilità chiesta dall’Italia.
Ai ministri è stato anche chiesto di confrontarsi su quale ruolo dovrebbero svolgere gli strumenti comuni europei di finanziamento e le iniziative a livello Ue nel sostenere gli investimenti. Il debito comune resta un tabù per molti Stati. Ma Dombrovskis ha ricordato che «è già realtà» perché «è così che viene finanziato Next Generation Eu (il piando di aiuti post Covid, ndr), il programma Save per rafforzare le capacità di difesa e il prestito all’Ucraina». Inoltre il nuovo bilancio Ue 2028-2034 proposto dalla Commissione, ha ricordato Dombrovskis, prevede un meccanismo di crisi che consente di mobilitare fino a 400 miliardi di euro attraverso il ricorso al debito comune in casi di emergenza. Ma non bisogna dimenticare che il debito comune «non è gratis».
A più breve termine c’è l’appuntamento del Semestre europeo del 3 giugno, che «rifletterà la necessità di trovare il giusto equilibrio tra disciplina fiscale e spesa mirata», ha concluso il commissario.