Corriere della Sera, 24 maggio 2026
Libano, quindici morti negli attacchi israeliani
Almeno quindici persone sono state uccise nella giornata di ieri e decine sono rimaste ferite per gli attacchi aerei israeliani contro il Libano meridionale, secondo quanto riportato dal ministero della Salute di Beirut. In uno degli ultimi raid cinque persone, tra cui alcuni bambini, hanno perso la vita in un edificio residenziale di Seir al-Gharbiya, nel distretto di Nabatieh. Almeno venticinque operatori del personale medico, infermieristico e amministrativo dell’ospedale Hiram, nel distretto di Tiro, sono rimasti feriti negli attacchi che hanno colpito le immediate vicinanze della struttura. Dall’altra parte del confine, nel nord di Israele, le sirene d’allarme sono scattate ieri a segnalare il lancio di droni dal Libano da parte di Hezbollah. Un’esplosione è stata segnalata a Shlomi, altri allarmi ci sono stati in diverse località turistiche della Galilea, senza che venissero segnalate vittime o feriti tra i civili.
Israele continua a condurre raid quotidiani nel Libano meridionale nonostante la tregua con Hezbollah, prorogata il 15 maggio scorso per ulteriori 45 giorni. L’esercito libanese ha denunciato ieri un attacco israeliano contro una caserma nella città di Nabatieh (un soldato ferito). Nel nord di Israele un sergente maggiore di 23 anni è stato ucciso dall’impatto di un drone esplosivo lanciato dai miliziani di Hezbollah, mentre un altro soldato è rimasto ferito in modo grave e un sottufficiale ha riportato ferite lievi. Da parte sua Hezbollah ha fatto sapere che il suo leader, Naim Qassem, avrebbe ricevuto un messaggio dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, nel quale Teheran assicura che «non farà mancare il suo sostegno».