corriere.it, 23 maggio 2026
Ufo, il Pentagono pubblica il secondo pacchetto di video e testimonianze
Se è vero, e per ora pare sia proprio così, che l’amministrazione Trump vuole rendere pubblici con costante regolarità i file sugli Ufo, o Uap secondo la denominazione oggi preferita negli Usa (la sigla ha una doppia traduzione: Unidentified aerial phenomena, oppure, soluzione ultimamente più gettonata, Unidentified anomalous phenomena), allora prepariamoci da qui ai prossimi mesi a un bel po’ di annunci. In queste ore, intanto, è arrivata la seconda «infornata» dopo quella di due settimane fa che aveva portato alla pubblica conoscenza 162 documenti, successivamente ricalcolati in 158 perché c’erano dei doppioni.
Tra i file della nuova serie, divulgata venerdì 22 maggio, c’è un video ripreso da un sensore a infrarossi gestito dalla Guardia Costiera statunitense. Risale all’aprile 2024 e mostra un oggetto in volo vicino a un aereo sopra il sud-est degli Stati Uniti. Un altro video, intitolato «Accelerazione istantanea di un Uap siriano», è stato ripreso da un sensore a infrarossi a bordo di una piattaforma militare statunitense nel 2021 e caricato su una rete classificata nel 2024, secondo quanto affermato dal Pentagono, oggi ridenominato Dipartimento della Guerra. Dopo numerose indagini, l’All-domain Anomaly Resolution Office (ovvero AARO, per usare l’acronimo: è l’ufficio, che riporta al segretario della Difesa, incaricato di dare una risposta ai casi di avvistamenti strani o di altri fenomeni aerei particolari) non avrebbe trovato alcuna prova che qualcuno di questi incidenti sia di natura extraterrestre. Ma i funzionari militari ammettono che molti rimangono «irrisolti» e inspiegabili.
Con questa nuova serie il Pentagono ha pubblicato oltre 200 file relativi agli Uap. Un altro dei documenti recentemente divulgati, un video del 2020 girato in un’area non specificata sotto il comando del Comando Centrale degli Stati Uniti, sembra mostrare una sfera che sorvola un centro abitato prima di salire ulteriormente in cielo. Tra i file è incluso anche un resoconto scritto l’anno scorso da un alto ufficiale dell’intelligence statunitense, il quale ha descritto di aver visto «due grandi sfere luminose» accanto al suo elicottero durante una missione. L’ufficiale ha scritto che erano «arancioni con una parte centrale bianca e gialla ed emettevano luce in tutte le direzioni». Sono così partiti in una situazione di scramble – decollo rapido su allarme – dei caccia che hanno fatto di tutto per raggiungere e identificare gli oggetti. Tutto è stato vano, ha raccontato l’ufficiale. Questa la sua testimonianza: «Le stesse sfere che avevamo incontrato ora stavano ’inseguendo’ i caccia... Siamo rimasti praticamente senza parole dopo queste osservazioni».
Due settimane fa, il Pentagono aveva reso nota, come detto, una prima serie di documenti provenienti da varie agenzie federali. Alcuni risalivano addirittura alla fine degli anni ’40; c’erano poi immagini di avvistamenti di alcuni astronauti del programma Apollo e c’era anche la segnalazione relativa a un essere alto circa 120 centimetri. Questi documenti sono stati pubblicati su un nuovo sito web che ha già ricevuto più di un miliardo di visualizzazioni in tutto il mondo, a conferma dell’interesse sempre maggiore che l’argomento riscuote. «Nel tentativo di raggiungere la massima e completa trasparenza, è stato un onore per me incaricare la mia amministrazione di identificare e fornire documenti governativi relativi alla vita aliena ed extraterrestre, ai fenomeni aerei non identificati e agli oggetti volanti non identificati», ha dichiarato Trump a inizio 2026 in un post sulla sua piattaforma social. «Mentre le amministrazioni precedenti non sono riuscite a essere chiare su questo tema, con questi nuovi documenti e video le persone possono decidere da sole. Insomma, potete domandarvi: ‘Che diavolo sta succedendo?’ Divertitevi e godeteveli!».
Il Pentagono ha annunciato venerdì di essere al lavoro su una terza pubblicazione dei file Uap, «nel prossimo futuro».
In realtà l’obiezione di tanti è che questi documenti spostano poco o nulla rispetto a quanto già si sapeva. Tanto per dire, secondo Tim Burchett ed Eric Burlison, i due deputati repubblicani più attivi sulla questione Ufo, siamo solo all’inizio della «disclosure» e il meglio deve ancora venire. Ma c’è un dubbio: e se il materiale «vero» e definitivo fosse stato nascosto da qualche parte? Burchett e Burlison, tra l’altro, sostengono di aver partecipato a briefing classificati di fronte ai quali sarebbero rimasti interdetti. Già, ma li vedremo mai questi file? È la domanda delle domande perché a detta di David Grusch, l’ex funzionario dell’intelligence che nel 2023 ha dichiarato al Congresso (sotto giuramento) che gli Usa hanno recuperato pezzi di velivoli di tecnologia non terrestre e perfino resti biologici, tutta questa documentazione sarebbe stata trasferita ad aziende esterne al governo per programmi segreti di retro-ingegneria. Le agenzie federali possono dunque benissimo negare di possedere la prova fumante dell’esistenza aliena, perché i faldoni cruciali sono nelle mani di soggetti privati che non hanno alcun interesse a divulgare e nei cui confronti non sono applicabili norme di trasparenza quale il Foia (Freedom of Information Act). Perché dovrebbero farlo, se fossero davvero scoperte rivoluzionarie e se fossimo in presenza, ad esempio, di sistemi energetici nuovi e di applicazioni militari dal valore enorme che potrebbero ridefinire gli equilibri strategici mondiali?
Insomma, il rischio è che dopo tutta questa fase di divulgazione la questione Ufo/Alieni riservi più punti oscuri che l’auspicata chiarezza.