corriere.it, 23 maggio 2026
Pascale: «Il patrimonio di Berlusconi? Investo nel mattone»
La relazione decennale con Silvio Berlusconi, l’amore naufragato con Paola Turci, la grande villa in Toscana con i suoi «moltissimi cagnolini» e, adesso, l’«attività immobiliare» tra Roma, Fregene e Fiesole, con un sogno nel cassetto: tornare a fare politica attiva. Fra gioie e dolori Francesca Pascale, donna che a 20 anni cenava con i capi di Stato, a 40 si rimette in gioco a tutto campo. «Sono presa da mille cose e ho tanti progetti».
Pochi giorni fa la sua ex compagna Paola Turci ha rilasciato un’intervista. Vuole replicare?
«Non ho nulla da replicare o da aggiungere. Per me è un capitolo chiuso».
Si è parlato recentemente di un b&b di lusso nel centro storico di Roma che lei starebbe affittando senza troppa fortuna, dopo aver atteso che il ministero della Cultura guidato da Alessandro Giuli decidesse di non esercitare la prelazione.
«Ma io non lo sto affittando. È fermo. L’ho ristrutturato e l’impegno economico è stato notevole. Ma non intendo farci un b&b, lo affitterò per lunghi periodi, a uomini e donne d’affari, a politici. È piccolo, ma a Fontanella Borghese».
Giuli ha dato il via libera?
«Io neppure lo conosco il ministro. Non c’è stato alcun intervento suo, sono semplicemente trascorsi i mesi per il silenzio-assenso, e ho potuto acquistare e ristrutturare».
Le piace l’attività immobiliare?
«Molto. Cinque anni fa ho cominciato a investire in immobili il patrimonio che mi ha lasciato Berlusconi. Affitti di lusso e turismo di lusso. Ne parlavamo con Silvio e io cercavo di assorbire come una spugna tutti i suggerimenti che mi dava».
E così a Fiesole ha due b&b di lusso...
«Sì e ne ho uno anche a Fregene. Sempre a Fiesole sto lavorando a qualcosa di ancora più impegnativo. Sta nascendo un resort di lusso abbastanza grande».
E la politica?
«Provo un affetto nostalgico per Forza Italia. Nostalgico perché non è stata più quello che prometteva di essere, dovrebbe essere il partito di punta dell’area liberale e si è invece un po’ appiattito, anche se Stefania Craxi ed Enrico Costa mi hanno ridato fiducia».
La politica, Forza Italia. Ma anche il suo attivismo in favore dei diritti civili e delle persone Lgbt. Ci sarà un ritorno in grande stile?
«La politica resta una mia passione, ma non penso a candidature».
Che cosa ha in mente?
«Spero che qualcosa cambi nel partito. Intanto il 15 giugno in sala Stampa a Montecitorio presenterò il primo disegno di legge contro l’omolesbotransfobia di area liberale e conservatrice, un ddl “anti Zan”. E in quell’occasione farò un appello a Forza Italia perché lo appoggi. Vorrei entrare in FI per lavorare per i diritti civili, mi piacerebbe molto».