2 marzo 2026
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Biografia di Francesco Paolantoni
Francesco Paolantoni, nato a Napoli il 3 marzo 1956 (70 anni). Attore, comico, cabarettista e commediografo italiano.
Titoli di testa «Mi soffoca da sempre l’idea di allontanarmi da Napoli. Io devo stare qui. Tra questi odori, colori, persone. E questa teatralità: la commedia dell’arte è in tutti noi».
Vita Padre marchigiano e madre napoletana. È rimasto orfano di padre a 20 anni e di madre a 22 anni, affrontando un periodo di grande povertà e difficoltà economiche • Francesco Paolantoni ha raccontato la sua vita a partire dal rapporto con il papà molto anziano: «Papà mi ha avuto troppo grande, è morto a 87 anni e io avevo più o meno 20 anni. Ho vissuto l’infanzia con l’angoscia che lui potesse morire da un momento all’altro perché era anche malato di cuore. Mi ha insegnato ad essere fedele a me stesso e combattere fino alla fine. Lui a 80 anni era un uomo vigoroso e divertente». Papà e mamma morirono a due anni di distanza: «Quando i miei genitori sono morti, vivevo in questa casa nei Quartieri Spagnoli con mia sorella e le sue figlie. A un certo punto diventò vuota perché mamma e papà morirono a due anni di distanza e mia sorella andò via con le figlie. All’inizio la situazione era molto complicata. Con i pochi soldi che guadagnavo, davo da mangiare al cane. Se non conosci l’oscurità non puoi mai godere della luce e oggi io mi godo di più il successo e la fortuna che ho» • A metà degli anni Settanta si iscrive alla Scuola d’arte drammatica del Circolo artistico di Napoli e in seguito recita per oltre un decennio in varie compagnie teatrali. Comincia a farsi conoscere a livello nazionale verso la metà degli Anni ’80: nel 1985 esce nei cinema Blues Metropolitano, dove è uno dei tanti volti campani che popolano il film. Nel 1986 insieme a Stefano Sarcinelli porta in scena allo Zelig di Milano, nuovo tempio della comicità italiana e occasione per farsi conoscere, lo spettacolo Fame, saranno nessuno. Infatti arriva puntuale una vetrina ancora più ghiotta: nei panni di Cupido, nel 1987 l’attore è nel cast di Indietro tutta!, uno dei mitici programmi televisivi di Renzo Arbore • Si classifica primo al festival di Grottamare Cabaret amore mio. In seguito partecipa come attore e collabora ai testi nella commedia scritta, diretta e prodotta da Vincenzo Salemme La gente vuole ridere e per il collega recita anche nel celebre spettacolo …e fuori nevica. Sempre con Salemme, scrive e interpreta Killer. Con Giobbe Covatta interpreta Io e lui, altra commedia di Salemme. Da solo realizza The School of the Art of De Lollis • Nel frattempo appare anche in altre trasmissioni televisive: partecipa a Fate il vostro gioco, Banane e Tirami su, dove conosce Enzo Iacchetti, con cui collabora ad Odeon Tv nelle trasmissioni Telemeno e Sportacus • La consacrazione arriva a metà degli anni Novanta grazie ai vari personaggi presentati nella trasmissione condotta dalla Gialappa’s Band Mai dire Gol: «Lo show di Italia 1 vive il suo momento più florido, vi partecipano i più brillanti comici del momento, e Francesco Paolantoni vi irrompe proponendo alcuni personaggi rimasti nell’immaginario collettivo: pensiamo a Robertino (maniaco dei quiz show e del tormentone Ho vinto qualche cosa?), al Nonno Multimediale, all’attore Ruggero De Lollis e al pizzaiolo Ciairo. In quel periodo Paolantoni raggiunge quindi un momento di straordinaria inventiva • Altre partecipazioni televisive sono quelle a La posta del cuore, show di Sabina Guzzanti, a L’ottavo nano, con Corrado Guzzanti e Serena Dandini, e a Quelli che il calcio con Fabio Fazio, dove talvolta è il divertente inviato dello Stadio San Paolo di Napoli • «Nel frattempo porta però avanti una viva carriera teatrale e un interessate percorso cinematografico: recita piccoli ruoli anche in film drammatici (come L’amore molesto di Mario Martone), ma in parti importanti spicca per una ragguardevole ironia dolceamara, come dimostrano Baci e abbracci di Paolo Virzì e Liberate i pesci! di Cristina Comencini» [Libero.it] • Con il film della Comencini ottiene la candidatura al Nastro d’argento come miglior attore non protagonista. Nel 2002 è tra i protagonisti di Bimba, esordio alla regia di Sabina Guzzanti. Compare inoltre in alcuni episodi della soap Un posto al sole nel ruolo di Max Peluso. Dopo qualche anno vissuto in penombra torna in vista: dal 2016 è un volto ricorrente dello show Stasera tutto è possibile, lo show di Stefano de Martino, con cui instaura un sodalizio artistico e lavorativo importante; entra nel cast fisso del programma nel 2019 • Nel 2020 partecipa come concorrente alla decima edizione di Tale e quale show arrivando ottavo. Inoltre è ospite fisso del tavolo del talk show Che tempo che fa di Fabio Fazio. L’anno seguente viene chiamato a duettare con Biagio Izzo alla terza puntata nelle vesti di uno dei Righeira e alla settima come De Martino. Nello stesso anno pubblica il libro Mungi da me, edito da Edizioni Mea • Nel 2022 Paolantoni ha vissuto un momento difficile a causa di un incidente in moto, che gli ha causato fratture a tibia, perone e malleolo, richiedendo un lungo periodo di riabilitazione. Durante questa pausa forzata racconta di sé, del suo passato, delle relazioni con il mondo del teatro e tv, in una lunga intervista-biografia: «Collegarsi con Francesco Paolantoni, infortunato (anzi, pluri-fratturato) a letto per una caduta con il motorino, è impresa ardua. Non per il dolore, il disagio o il caos. No, proprio perché con la tecnologia il suo conflitto (interiore) prende risvolti da resa incondizionata; così, per vari minuti, sullo schermo appare lui in stile pesce rosso, mentre prova a scandire senza audio, non troppo sconsolato, quasi abituato, fiducioso più nel potere del caso, del dito fortunato nello scovare il tasto giusto sulla tastiera, che della ragione. Alla fine ’o miracolo del dito. “E pensare che sono stato un pioniere”. Di cosa? “Della tecnologia. Prima ancora che andasse di moda Internet in televisione ero il nonno multimediale; niente di più sbagliato: ancora oggi non ho idea dell’argomento, figuriamoci allora”. Come le era venuto in mente? “Così, solo un gioco inventato a Mai dire gol; (ride) anzi, in qualche modo creammo una sorta di Alexa, chiamata Guendalin”. L’artista anticipa. “Dei visionari; (pausa) con la Gialappa’s mi sono proprio divertito…” E ci torniamo, ma prima: come sta? “Tibia e perone rotti: mi ha fregato una buca stradale; (pausa) pensi che stavo andando al concessionario per acquistare una moto”. Basta due ruote. “No! Anzi, ho pensato: ora che sono caduto posso stare più tranquillo”. Cioè? “È una questione statistica: se sono già caduto e fratturato, posso ritenermi vaccinato sulla sfiga. E potrò andare più tranquillo in moto”. Torniamo a Mai dire Gol: secondo uno dei Gialappi, Giorgio Gherarducci, lei è un suo rimpianto. “Eccola là: che ho combinato?” Sostiene che è un talento straordinario, ma pigro. “Ha ragione; (pausa) solitamente la carriera si costruisce sui ‘no’. Io ho ecceduto. E più che costruirla me la sono demolita e la colpa è stata in gran parte della pigrizia e del timore di non divertirmi; (pausa) ultimamente sono migliorato”. Un esempio di ‘no’. “Mi proposero una serie televisiva sulla scuola, Caro maestro: al mio posto presero Emilio Solfrizzi; lì, probabilmente, ho sbagliato ma non me la sentivo di trasferirmi per sei mesi a Urbino. Un’altra volta, dopo aver recitato in Baci e abbracci, stavo per scrivere un film insieme a Paolo Virzì. Poi niente”. Ancora pigrizia. “Eh… (l’elenco non si ferma) Dopo Mai dire Gol i dirigenti di Medusa mi rincorrevano per girare un mio film: macché, non credevo fosse il momento. Quante cazzate”. L’hanno mai accusata di indolenza del sud? “No, ho superato lo stereotipo: la mia è di indolenza paolantoniana”. Insomma, mai via da Napoli. “Pure da ragazzo, quando i miei colleghi partivano per Roma o Milano, non me la sono sentita”. Nell’aria… “Fa parte della nostra cultura e in Stasera tutto è possibile viene fuori: lì sono libero di improvvisare e infatti chi riesce meglio nel programma sono i napoletani”. Le cronache su di lei partono dal 1986: e prima? “Iscritto a una scuola di arte drammatica dove ho imparato ciò che non si deve portare sul palco; anni dopo ho tradotto quell’esperienza in un altro personaggio di Mai dire Gol, De Lollis: in dolcevita nera pontificavo di teatro, con la voce da trombone e tipica gestualità accentuata”. Non si deve. “È di altri tempi: oggi molti attori sono costretti a eliminare la dizione, non è più di moda, soprattutto al cinema; comunque da ragazzo ho portato in scena Brecht, Beckett e contemporaneamente Scarpetta. Quindici anni di teatro anonimo…”. Nel frattempo ha mai pensato “mollo tutto”? “Certo. Con Stefano Sarcinelli e l’aiuto di Paola Cannatello, ex fidanzata e tuttora una delle mie autrici più dotate, a metà anni Ottanta inventammo lo spettacolo Fame: saranno nessuno, con debutto allo Zelig di Milano”. E… “Non andò benissimo eppure resistemmo due anni. Ecco, in quel periodo ho vissuto dei cedimenti, pensavo fosse una fatica inutile, fino a quando in un festival mi vide Arbore e mi propose Indietro tutta”. Qual era il suo piano b? “Mica ce l’avevo”. Cosa avrebbe combinato? “Niente; da quando ho sei o sette anni ho sempre e solo voluto diventare un attore; poi negli anni Settanta ho vissuto quel momento di magia artistica guidata da fenomeni come Edoardo Bennato, Massimo Troisi e Pino Daniele; (cambia tono) a Pino avevo chiesto di comporre le musiche del mio film”. E pure qui… “Aveva accettato, poi sempre per quella pigrizia ho rinunciato. Mi prenderei a schiaffi (effettivamente un ceffone se lo dà). Lasciamo perdere (pausa, poi…) un’altra volta non è stata colpa mia”. Che è successo? “Un giorno mi chiama Nuti: ‘Giriamo un film: saremo due fratelli’. Va bene. Un mese dopo Francesco ha l’incidente e finisce tutto (ci pensa). Ho sfiorato momenti meravigliosi”. C’è un però? “Mi dico ‘va bene così’. Per fortuna sto vivendo un’altra chance, un’altra giovinezza di successo e nella vita non capita quasi mai; mentre per qualche anno sono rimasto per i fatti miei, giusto un po’ di teatro. Qualcosa è cambiato grazie anche a Stasera…” Com’era Pino Daniele? “Un uomo un po’ difficile, con un carattere particolare, ma di una generosità e una simpatia non facilmente riscontrabili; con lui mi sono divertito tanto: aveva un’ironia molto napoletana ed era uno sfottitore micidiale”. Massimo Troisi. “L’ho conosciuto meno, più che altro lo vedevo quando veniva a trovarci a Indietro tutta”. Secondo Arena era lì per un solo motivo. “E certo, per le ragazze coccodè, mica per noi”. Anche lei deve dire grazie ad Arbore. “Sì, però quell’esperienza, e sottolineo purtroppo, professionalmente non mi è servita; resta il piacere di aver partecipato a un programma storico. E già allora ne avevo la consapevolezza”. La fama, quando? “Con Mai dire Gol: avevo già quarant’anni”. È un bene o un male? “Per fortuna ho sempre mantenuto una certa lucidità, del tipo: oggi è così, ma tutto può finire. Quindi me la sono vissuta con un godimento fine a sé stesso e la certezza del gran culo: ci sono in giro artisti bravissimi che non hanno la possibilità di esprimere il proprio talento”. Quanti l’hanno fermata per strada per il suo tormentone ‘ho vinto qualche cosa?’” “Ancora oggi è un continuo. Ed è meraviglioso”. Un insospettabile fan… “Paolo Conte: proprio lui mi ha dedicato un ‘ho vinto qualche cosa’; però sono felice quando incontro nonni e bambini ed entrambi mi riconoscono; con i piccoli per anni ho mantenuto un rapporto di amore e odio, non li sapevo trattare, mentre ultimamente va meglio”. Non si è mai sposato. “E molti mi invidiano. Moltissimo. Ho una filosofia che adotto da sempre e con gli amici mi raccomando: ‘Stai attento, pensaci bene’. Pure per lei, da Mai dire Gol, se ne andò Teocoli. “Ma lo sa che questa storia non l’abbiamo mai affrontata? E perché è accaduto?” Geloso del vostro spazio in trasmissione. “Non ci avevo mai pensato, ma può essere; Teo nel suo grandissimo talento ha una vena di follia estrema”. Qual è la sua vena di follia? (Prende tempo, inizia più volte una risposta. Alla fine…) “Credo di esserlo, però riesco a conservare un equilibrio; sono così anche nella vita, quello che uno vede in trasmissione lo uso naturalmente. E questa vena mi ha regalato una vita sopra le righe e la possibilità di restare giovane, forse bambino”. La sua età. “Oscillo tra i 15 e i 35 anni; ogni tanto, ma raramente, mi sento un cinquantenne”. Con i suoi coetanei si rompe. (Una lunga pausa) “Li frequento poco”. Prima dello spettacolo è teso? “Mai. Ogni volta penso: ora vado a divertirmi”. Vuoti di memoria? “Li adoro. Mi consentono di affrontare vie non pensate; (sorride) c’è una categoria di attore, quelli rigidi, rigorosi, che se gli dai una battuta leggermente diversa va in panne”. Le è capitato. “Ero in uno spettacolo allo Stabile di Torino, regia di Ugo Gregoretti, una cosa insostenibile: ogni tanto venivano fuori i miei personaggi”. Cioè? “Le mie vocine, le movenze strane. Mi hanno cacciato”. Ci rimase male. “No, lo immaginavo; (cambia espressione, e con la mente torna a prima) per il film con la Medusa, siccome non mi sentivo pronto a scriverne uno, chiesi a vari giovani sceneggiatori di mandarmi dei loro lavori; uno di loro mi inviò un soggettino, ma non rientrava nella mia cifra artistica, ne desideravo uno più comico. Rifiutai”. Dov’è il dolore? “Era Paolo Sorrentino:(sconsolato) ma che le devo dire; poi queste sono persone che, dopo vent’anni, ancora se lo ricordano. E giustamente”. Dov’era quando è arrivato Maradona? (Si risolleva l’umore) “A Napoli. Lo stavo aspettando. È stato meraviglioso, una rivalsa sociale: ci ha tolto da quel clima di rassegnazione, di umiliazione e finalmente siamo tornati la capitale europea; ecco, Sorrentino con il suo film mi ha restituito quel momento”. Così ci fa pace. “Eh, perché no?” In fin dei conti è stato candidato al Nastro… “Con Baci e Abbracci di Virzì pure al David, poi ovviamente c’era Silvio Orlando e altri attori più conclamati. Sono soddisfazioni”. Si è mai sentito sottovalutato? “Forse negli ultimi anni; non dico che meritavo più di altri, ma almeno quanto gli altri. Adesso no, sono contento”. Quanti l’hanno accusata della sindrome di Peter Pan? “Alcuni sì; però lo ripeto: alcuni mi invidiano”. Nelle relazioni? “Eh, lì un po’ di più”. Primo sfizio con i soldi guadagnati. “Comprato casa. All’epoca avevo quella necessità, oggi l’idea del possesso non la tollero. Meglio l’affitto”. Ogni legame va evitato. “Eccome. Ora lo sfizio è quella moto: credo sia l’ultima volta di una due ruote, giovedì ne compio 66”. Non si vede. “Lei è molto caro”. Chi è lei? “Una persona perbene. E ci tengo tanto”» [Alessandro Ferrucci, Fatto] • Nel 2022 partecipa come concorrente al programma di Alessandro Borghese - Celebrity Chef in onda su TV8 e torna a Tale e quale show, come ripetente, in coppia con Gabriele Cirilli. A inizio 2023 i due prendono parte anche a Tali e quali e Tale e Quale Sanremo. A settembre tornano di nuovo in gara: prima a Tale e quale show - Il torneo, poi a Tali e quali e a Tale e Quale Sanremo (a inizio 2024) • «Nel 2023, in occasione della vittoria dello scudetto del Napoli, ha partecipato a una passeggiata nudo lungo il lungomare, mangiando pasta e fagioli, per onorare una scommessa fatta con Le Iene. Il gesto, benché controverso, è stato da lui difeso come un semplice atto ironico» [Diego Capuano, Today] • Nella stagione seguente partecipa come concorrente a Ballando con le stelle in coppia con Anastasia Kuzmina. Nel settembre 2025 ha partecipato a Freeze - Chi sta fermo vince!, nuovo game show di Rai 2 condotto da Nicola Savino e Rocio Muñoz Morales • «“Sono quel tipo un po’ particolare, un po’ pazzo. Sto in auto, c’è una curva? La faccio, o per esempio ho sonno? Dormo. La mattina non ho più sonno? Mi sveglio. Non sto bene? Mi ricovero”. Con queste parole Francesco Paolantoni, attore e comico con una lunga carriera alle spalle, ha spiegato ai propri fan il suo ricovero in ospedale. Il 69enne si trova al momento in ospedale per intossicazione alimentare mista a diverticolite. Paolantoni ha incontrato in ospedale anche Patrizio Rispo, storico volto di Un Posto al Sole. In poche ore i video della loro ‘rimpatriata’ in corsia hanno fatto il giro del web, scatenando centinaia di commenti. Rispo era finito in pronto soccorso dopo un tamponamento in auto che gli è costato un doloroso colpo della strega e due punti di sutura vicino all’occhio. Una volta ricoverato, si è imbattuto in Paolantoni, già lì per una diverticolite con complicazioni dovute a una forte intossicazione alimentare. L’incontro, totalmente inaspettato, è diventato subito l’occasione per improvvisare battute e gag, trasformando un momento delicato in un siparietto comico. «Ad una certa età gli amici non li trovi al mare… ma in ospedale», ha scherzato Rispo puntando la telecamera sul collega.» [Mess] • È nel cast di Pechino Express • Anche quest’anno partecipa a Step (Stasera tutto e possibile) in tv ma non si fa mancare gli spettacoli dal vivo • Una delle ultime apparizioni teatrali è del 22 febbraio scorso: l’attore comico napoletano, insieme ai musicisti dell’orchestra Saverio Mercadante e al maestro Rocco Debernardis ha raccontato le fiabe di Pierino e il lupo in uno spettacolo al teatro Politeama Mario Foglietti di Catanzaro, sold out per l’occasione.
Curiosità Il suo piatto forte è la trippa: la trippa alla Paolantoni è una ricetta che si trova in Rete • L’attore vive a Napoli, in zona Vomero: lo scorso marzo è sceso in piazza per chiedere alle istituzioni tutela e maggiore sicurezza quando un’alluvione ha provocato una voragine in via Morghen, a pochi passi dalla sua abitazione.
Amori «Single, senza figli. «Addentrandoci nella vita privata dell’attore, si nota subito che, a differenza della quasi totalità dei suoi colleghi, non può vantare una lunga lista di mogli e figli, anche se l’etichetta di single impenitente che qualcuno vuole affibbiargli non gli si addice. Ospite del programma Vieni da me, il comico ha parlato della sua relazione importante, quella con l’attrice e autrice Paola Cannatello: “Sono stato con una donna, un’autrice, per 20 anni. Ho avuto altre storie importanti. Sono single per legittima difesa. Sono complicati i rapporti. Con Paola siamo cresciuti insieme, anche nel lavoro. Siamo molto uniti, ci vogliamo bene. Ci siamo lasciati perché succede, le storie finiscono. L’amore in un certo senso c’è, ci vogliamo tanto bene"» [Libero magazine].
Titoli di coda All’indomani dell’incendio dello storico teatro Sannazaro a Napoli, Francesco Paolantoni era tra i tanti napoletani sgomenti: «Per me era casa, ma sono certo che risorgerà».