13 marzo 2026
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Biografia di Valentina Cenni
Valentina Cenni, nata a Riccione il 14 marzo 1982 (44 anni). Attrice, regista e cantante italiana. Premio Vincenzo Cerami nel 2016 come miglior attrice giovane per Nessun luogo è lontano, Premio Flaiano nel 2021 per il miglior programma culturale per Via dei Matti nº0 (condiviso con Stefano Bollani), dal 2022 Ambasciatrice di Riccione nel mondo.
Titoli di testa «Quando avevo circa 20 anni, d’estate, mi ero messa in testa di preparare uno spettacolo di danza con il fuoco e mi sono allenata per farlo. Ancor prima di imparare a manovrare gli oggetti infuocati sono andata per i locali della riviera romagnola a vendere lo spettacolo. Solo a pochi giorni dalla prima esibizione, nel giardino di casa mia, ho acceso queste catene infuocate: è stata una rivelazione. Poteva essere pericolosissimo ma era anche meraviglioso. Dipende dal grado di attenzione che ci metti. Bisogna essere attenti, ma avere la testa libera: mi è servito nella vita e anche sul palco, quando recito» [a Daria Egidi, Vanityfair, 16 dicembre 2024].
Vita Papà, Attilio Cenni, è stato un grande imprenditore, anche nel campo del divertimento, era chiamato “il re di Riccione”, perché aveva alcune discoteche. «“Era la persona più gioiosa che abbia mai conosciuto. Lo chiamavo la mattina e mi diceva: ‘Sono felicissimo, vivo in una città meravigliosa, ho delle figlie stupende’. Era un grande stimolo per me. Mia mamma ha un carattere più lunare, meno espansiva rispetto a papà, con lei ho conosciuto l’amore incondizionato, quello che solo una madre sa provare per i figli. Anche lei è molto creativa, concreta, sa costruire oggetti. Per esempio quelli che usavo per gli spettacoli di danza con il fuoco”» [Egidi, Vanity Fair, cit.] • Ha iniziato a studiare danza all’età di tre anni «per imitare la sorella più grande». Diplomata all’Accademia nazionale d’arte drammatica e alla Royal Academy of Dance di Londra, si alterna fra recitazione, regia e arti performative. Alla passione per la danza classica e contemporanea, coltivata in 18 anni di studi, affianca l’interesse per altre forme di performance: crea e porta in scena spettacoli di danza col fuoco: «Mi son sempre piaciute le cose che vanno un po’ oltre. Per tanti anni sono andata in giro con questi oggetti creati da mia madre che devono essere incendiati e maneggiati tramite corde durante lo spettacolo, si chiamano bolas. Quando avevo circa 20 anni, d’estate, mi ero messa in testa di preparare uno spettacolo di danza con il fuoco e mi sono allenata per farlo. Ancor prima di imparare a manovrare gli oggetti infuocati sono andata per i locali della riviera romagnola a vendere lo spettacolo. Solo a pochi giorni dalla prima esibizione, nel giardino di casa mia, ho acceso queste catene infuocate: è stata una rivelazione. Poteva essere pericolosissimo ma era anche meraviglioso. Dipende dal grado di attenzione che ci metti. Bisogna essere attenti, ma avere la testa libera: mi è servito nella vita e anche sul palco, quando recito» • Nel 2013, insieme al violoncellista Enrico Melozzi, ha formato il duo I fuochi di Bach. Parallelamente porta avanti l’attività di fotografa, realizzando copertine di libri e dischi • Ha presentato l’edizione 2011 del Premio Riccione per il Teatro. È voce narrante nel disco di Daniele Sepe Le nuove avventure di Capitan Capitone. È inoltre ideatrice di Sorelle d’amore, progetto che riunisce donne di ogni parte d’Italia e del mondo per condividere momenti di gioia e movimento e "sorellanza": «un cerchio di donne che esprime i più alti impulsi umani tramite un rituale ridente e mitologicamente significativo, un rito come forma di trasformazione, di passaggio, per radicarsi alla terra e unirla al cielo in un atto d’amore» • A teatro è stata diretta da Fausto Paravidino nella pièce Il compleanno di Harold Pinter, ha interpretato Rossana nel Cyrano de Bergerac messo in scena da Alessandro Preziosi e Desdemona nell’Otello diretto da Luigi Lo Cascio, scritto in siciliano tranne che per la sua parte. Ha recitato al Teatro greco di Siracusa nell’Antigone diretto da Cristina Pezzoli. Nei panni della protagonista Clementina, ha inoltre cantato e ballato nella commedia musicale di Garinei e Giovannini Aggiungi un posto a tavola • Nel 2016 si è aggiudicata il premio Vincenzo Cerami come miglior attrice giovane, per la pièce di Giampiero Rappa Nessun luogo è lontano, e dal marzo dello stesso anno è in tour con La regina Dada, spettacolo di cui è autrice, regista e interprete insieme a suo marito, Stefano Bollani, che va in scena in uno spettacolo teatrale per la prima volta: «“Ci piaceva l’idea di una storia dove a parlare più che un personaggio fosse una interiorità, una coscienza, una che si sente costretta nella gabbia delle convenzioni, della felicità a tutti i costi, dell’obbligo di pensare al futuro quando non esiste nemmeno il presente...”, dice lei» [ad Anna Bandettini, Rep, 22.7.2014] • La collaborazione con il compositore e pianista abbraccia anche la musica e la televisione e si traduce nell’ideazione e nella regia del videoclip Arrivano gli alieni e nella creazione della serie La fata del sonno, sette short stories all’interno del programma di Rai 1 L’importante è avere un piano (2016). Sempre con Bollani conduce il programma radiofonico Evviva! (Rai Radio 3, 2020) e la trasmissione televisiva Via dei Matti nº0 (Rai 3, dal 2021) • Per il marito, Stefano Bollani, ha curato il progetto grafico degli album Que bom (2018) e Piano variations on Jesus Christ Superstar (2020). Sul piccolo schermo è stata inoltre protagonista di Babele, pièce di Letizia Russo presentata su Rai 3 all’interno di Atto unico, progetto di Rai Educational, a cura di Gianfranco Capitta e Sandro Vanadia. Sempre su Rai 3, è stata diretta da Giuseppe Gagliardi nella serie tv Non uccidere • Al cinema, al fianco di Jasmine Trinca e Riccardo Scamarcio, ha interpretato Micol nel film di Sergio Castellitto Nessuno si salva da solo (2015). Per il marito, Stefano Bollani, ha curato il progetto grafico degli album Que bom (2018) e Piano variations on Jesus Christ Superstar (2020) • In occasione dei premi Flaiano 2021, riceve insieme a Stefano Bollani il premio per il miglior programma culturale per Via dei Matti nº0 • «Metti una sera a cena. Con un pianista compositore, sua moglie attrice e un po’ di ospiti. Può succedere di tutto perché si naviga senza copione, si improvvisa molto e, meno male, si va al di là della solita liturgia televisiva. Insomma, Stefano Bollani e Valentina Cenni da lunedì 15 (2021, ndr) inaugurano su Raitre la loro casa ideale all’ora di cena, dalle 20.20 per una mezz’oretta a ruota libera, anzi a ruota pazza visto che il programma si intitola Via dei matti numero 0. “Trentacinque puntate di autenticità e amore per la musica”, spiegano loro presentando un’idea che è semplicissima perciò molto complicata: dialogare di musica, arte, filosofia e attualità servendosi del pianoforte, della memoria, del buon senso e anche, diciamolo, del virtuosismo. “È stata un’idea del direttore Franco Di Mare che, in sostanza, ci ha regalato questo spazio senza nessuna richiesta di particolari risultati di ascolti”, spiegano loro due, ossia Stefano e Valentina, prima di srotolare una lista di ospiti che è una garanzia già sulla carta se non altro perché spazia di qui e di là senza badare troppo alle potenzialità di share o di social. Dalla pianista Beatrice Rana a Marisa Laurito. Da Francesco De Gregori ad Anastasio. Da Edoardo Bennato a Neri Marcorè fino a Ornella Vanoni che andrà a stuzzicare la vera passione musicale di Valentina Cenni, ossia i suoni brasileiri. “Ho viaggiato nei vari generi musicali – dice lei – ma poi mi sono definitivamente fermata dalle parti di Jobim, Chico Buarque, Caetano Veloso...”. La Vanoni è stata la loro ambasciatrice tanti anni fa con il disco La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria nato dalle scintille con Vinicius De Moraes e Toquinho. “È una grandissima donna, oltre che un’artista inimitabile”, dicono loro. […] Le 35 puntate nel ‘tinello’ di Bollani e di sua moglie vanno nella direzione di incontro di storie alte e basse, di immaginazione e memoria. “Per noi i matti sono quelli che vogliono vedere tutte le facce del diamante” conferma Valentina Cenni». [Paolo Giordano, Giornale, 12.3.2021] • Ottime le critiche dopo la prima messa in onda: «Nel mezzo dell’incerta stagione dell’ascolto liquido, tempo in cui gli algoritmi compongono canzoni e alla radio il dj non è più il disco che mette, Stefano Bollani con l’anima gemella Valentina Cenni regala alla serata di Rai3 un programma di artigianato sonoro, un piano e una bella voce d’intrattenimento, con ospiti di arte varia e popolarità differenziata. Accordi e ricordi alimentano Via dei Matti numero 0, 35 puntate da 25 minuti impregnate di leggera follia. […] Punto e palla al centro. Via dei Matti è una delle rare magie nell’anno del Covid» [Marco Zatterin, Sta, 12.4.2021] • Sempre nel 2021, partecipa alla 30ª edizione del SI Fest, festival di fotografia di Savignano sul Rubicone, con la videoinstallazione Sarà perché la amo, poi ospitata l’anno seguente anche al festival Storie di un Attimo di Olbia Il 27 maggio 2022, lei e Bollani pubblicano la raccolta antologica Via dei Matti nº0, per le etichette discografiche Sony Music/Columbia, in doppio LP, che contiene 20 brani scelti fra quelli presentati nel programma televisivo dallo stesso nome. • Nel 2022 torna lo show Via dei Matti su Rai 3: «Tutti e due giurano che non si aspettavano un simile riscontro da questo show: “Alla fine abbiamo proposto quello che siamo noi. I nostri contenuti, le nostre passioni... è stato come aprire il nostro salotto... l’affetto ricevuto è stato incredibile”. Per Bollani, sono stati determinanti due fattori: “L’orario scelto per la messa in onda (il preserale, ndr.), inedito per quel tipo di infotainment”. E Valentina: “faceva proprio casa, calore... in studio, per la scenografia, avevamo anche portato libri nostri, che amiamo: erano i nostri santi protettori”. […] “La maggior parte degli ospiti erano nostri cari amici. E anche a casa amiamo suonare, cantare, discutere, riflettere, invitare amici... insomma, siamo noi”. Una famiglia. Che in una puntata aveva avuto come ospite anche Frida Bollani, figlia di Stefano». […] Lavorare assieme essendo una coppia: facile o difficile? Bollani: “La chiave penso sia imparare a gestire i conflitti. Poi ci lega questa forza di attrazione fortissima, aiuta molto”. “Io non vedo l’ora di lavorare con Stefano – riprende Cenni —. Nonostante viva con lui, creare un progetto assieme è come aprire un portone e trovarsi davanti a un mondo nuovo, differente. Poi tutto arriva in modo naturale”. Come il loro primo disco, da poco uscito, che ha il nome della trasmissione. “Ce lo chiedevano in tanti”. Avete scoperto qualcosa che non sospettavate dell’altro? “Stefano è un grande improvvisatore, un jazzista nell’animo, quindi libero. È un fiume in piena: si libera la diga e lui va. Mi ha sorpreso vedere invece che, in questo programma, si è messo a studiare”. “Io non mi aspettavo la naturalezza con cui Valentina ha tirato fuori la voce. Non era una che a casa cantava spesso. Invece ha tirato fuori una voce meravigliosa”. “È vero – gli fa eco lei —, quasi non cantavo. Infatti nel programma mi vergognavo. Ma poi questa paura se ne è andata e ho iniziato a sentirmi libera”. Quindi potreste farlo anche dal vivo? “Lo abbiamo ipotizzato. Ma per ora solo quello» [Chiara Maffioletti, Cds, 1.6.2022] • Nel 2022 dirige il cortometraggio Essere oro, proiettato fuori concorso al 40º Torino Film Festival il 30 novembre 2022: «Un viaggio in Siberia, un’esperienza catartica che ha cambiato la vita e, al rientro, una sceneggiatura. “Avevo voglia di dirigere un film, una storia, una mia troupe. Ci ho messo tanto amore. La protagonista, Nina, è una bambina che perde il papà, vive un momento difficile e, con saggezza e candore, si comporta come fa l’oro, resta lucente”. Valentina Cenni, attrice e conduttrice tv, racconta Essere Oro, il suo esordio come regista cinematografica. Quindici minuti in cui affronta il tema dell’accettazione della morte con delicatezza e profondità, tanto da fare vibrare tutte le corde. Stefano Bollani è autore della musica, Luca Bigazzi il direttore della fotografia e Giorgio Tirabassi il protagonista maschile. Il corto, fuori concorso, al 40° Torino Film Festival, è anche un augurio, per se stessa e per gli altri: “Essere splendenti di fronte a un evento doloroso. Attraversare con amore e fede ciò che accade”. La bambina mette in contatto il mondo dei vivi e dei morti, sa lenire il dolore e allontanare i cattivi sogni. “I bambini non sono corrotti dalle regole, dai dogmi, dalla vita, hanno la purezza dell’oro. Nina aiuta la madre ad attraversare il dolore della perdita del marito con la consapevolezza di saper lasciare andare. Questo non vuol dire non provare amore, ma viverne uno profondo, immenso e, allo stesso tempo, riuscire a lasciarsi, lasciare liberi. Ci va tanta forza. Forse nasciamo tutti oro poi diventiamo un po’ piombo, la vita è una trasformazione alchemica che aiuta a crescere”. La morte le fa paura? “Mi dispiace l’idea di lasciare questa vita, ma negli anni ho fatto una ricerca interiore profonda, vissuto esperienze fuori dall’ordinario che mi hanno cambiata. Non mi fa più così paura, sento che, in realtà, non finisce nulla, è un passaggio. Vivo un amore meraviglioso, ho tante persone care intorno. Il mio equilibrio ogni tanto traballa, ma sento una pace che prima non avevo”» [Daniela Lanni, Sta, 18.11.2022] • Il 29 luglio 2023 Essere oro viene trasmesso su Rai Play • Arriva la terza stagione di Via dei Matti: «“Per favore dica a Valentina Cenni di agitarsi di meno, di non recitare così enfaticamente, di non prevaricare”. No, non lo farò mai, non darò mai voce alle proteste di alcuni lettori del Corriere della Sera (non pochi in verità) che non si perdono una puntata della terza stagione di Via dei Matti n. 0, che ritengono questo appuntamento fondamentale per dare un senso alla loro giornata ma che hanno qualche riserva nei confronti di Valentina Cenni. Glielo dicano loro, se proprio vogliono. La mia tesi è che questo Bollani non sarebbe Bollani senza Cenni. Prima con La gioia della musica e ora con Via dei Matti n. 0, Rai Cultura ha trovato il modo di mescolare buone nozioni di musica, di tutta la musica, con il piacere assoluto di ascoltarla (Rai 3 e Rai Play). E non è poco, di questi tempi. Ogni sera Stefano Bollani e Valentina Cenni propongono un argomento legato al mondo musicale, attraversando indifferentemente tutti i generi: l’esibizione è accompagnata da aneddoti, riflessioni, racconti ed esaltata dalla presenza di un ospite, scelto con molta cura, più per la sua bravura che per la sua notorietà. E se proprio qualcuno trova che Valentina Cenni sia sempre sopra le righe (del pentagramma, ovviamente) quando recita i testi pensosi che gli autori le scrivono, ebbene glielo dica pure. Io non lo farò mai» [Aldo Grasso, Cds, 16.6.2023] • «Pensando alle donne, ai rapporti che le legano, ha dato vita all’associazione Sorelle d’amore. Di cosa si tratta? “Rappresenta il mio desiderio di stare con altre donne, di unirci. Ho avuto talvolta in passato rapporti femminili complicati, amicizie che mi hanno fatto soffrire. Ho fatto dei viaggi, degli studi, ho approfondito la questione e ho incontrato delle donne con cui ho sentito il desiderio di costruire una tribù, un cerchio di sorellanza. Per tanto tempo ci siamo incontrate, soprattutto nella natura, per condividere le esperienze. Il filo rosso che ci univa e nutriva mi ha fatto scoprire un modo nuovo per stare con le donne. Tutti dovremmo farlo, anche gli uomini”» [Egidi, cit] • Nel 2025 dirige il suo primo documentario, Tutta Vita, presentato fuori concorso alla 20ª edizione della Festa del Cinema di Roma: «Cenni ha ideato e realizzato il doc Tutta vita, presentato nella sezione Freestyle della Festa del cinema di Roma. L’idea era quella di fotografare una residenza musicale guidata da Bollani che ha riunito alcuni tra i nomi più conosciuti del jazz italiano. […]Un’idea che si trasforma poi in un concerto tenuto a Trieste. Cenni, possiamo definire questo progetto come una masterclass sull’essere musicisti? “Sono tutti grandi maestri, grandi saggi. In effetti da queste immagini può arrivare una grande lezione di musica ma soprattutto di vita. Volevo immergermi nel loro atto di creazione. Hanno dedicato poco tempo alle prove, ma soprattutto hanno interagito, dialogato. Il loro è un rapporto d’amore che poi si trasforma in musica”. Quello a cui si assiste è un processo di creatività lasciata libera, il contrario di quello che vediamo spesso accadere oggi. Cenni: “È il motivo che mi ha spinto a realizzare questo documentario, il voler stare insieme a loro e a questa esigenza creativa. I jazzisti sono in totale ascolto di se stessi, forse per questo hanno scelto il jazz. Io facevo teatro, dove è tutto molto ragionato. Qui sono tutti connessi tra loro e liberi di sbagliare. Niente è considerato un errore, ma qualunque spunto rappresenta una porta che ti apre scenari imprevedibili. Questi artisti cercano l’ignoto, lo cercano in ogni istante, è il loro modo di giocare tra loro e con la musica. Si divertivano continuamente, uscendo ognuno dal proprio ego. Una cosa bellissima che è emersa in quelle giornate è che si crea una ‘democrazia perfetta’, come dice a un certo punto Rava. In un gruppo di jazzisti, anche se c’è un leader, l’ascolto è sempre autentico: chiunque poteva rivoltare il brano o suggerirne uno nuovo. L’obiettivo è il concerto, ma la cosa importante è il come arrivarci”» [Andrea Silenzi, Rep, 25.10.2025].
Amori L’attrice è moglie del pianista Stefano Bollani che ha sposato nel 2018. Nonostante la relazione abbia scaturito stupore per i dieci anni di differenza di età, con il marito condivide anche l’aspetto artistico e le collaborazioni teatrali • «“Mia sorella aveva il disco di un certo Stefano Bollani. Avevo 18 anni quando fece un concerto dalle mie parti. Ho pensato: “Andiamo a vederlo”. Alla fine dell’esibizione mi sono pure comprata un cd, li vendeva personalmente, dopo il concerto. Mi sono fatta consigliare da lui quale poter acquistare come primo disco. Lo pagai 10 euro”. È stato questo il vostro vero primo incontro. E poi? “Poi ci siamo incontrati di nuovo in aeroporto diretti verso Palermo. Io facevo Aggiungi un posto a tavola, lui andava lì per un concerto. Ci ha presentati Marisa Laurito. Poi la sera stessa Stefano è venuto a vedere lo spettacolo in cui recitavo io. La sera dopo, invece, sono andata io ad ascoltarlo suonare. Abbiamo subito cominciato a uscire insieme. È stato tutto molto naturale perché comunque entrambi facevamo vite particolari, molto piene, viaggiavamo tantissimo. Abbiamo vissuto quel momento con profondità ma anche con spensieratezza e l’amore è nato spontaneamente”. Stefano Bollani era già padre, è stato complicato per lei? “Anche in quel caso è avvenuto tutto con naturalezza, semplicemente abbiamo vissuto quello che è arrivato. I suoi bambini erano piccoli: Frida aveva 6 anni, Leone 11. Io avevo molta voglia di conoscerli e anche loro. Il rapporto che abbiamo è un grande tesoro”. Vi siete sposati tre volte, perché? “Ci siamo sposati tre volte ma ce ne saranno altre. Ci divertiva fare più cerimonie: è importante celebrare i momenti di passaggio. Per me fino a un certo punto, fino al 2017, il matrimonio era inconcepibile, era solo un mero atto burocratico. Invece poi ho compreso che cosa fosse davvero il matrimonio, non per gli altri ma per me e per il mio compagno. Così abbiamo cominciato a parlarne e a un certo punto, a giugno del 2018, ci siamo sposati. Poi abbiamo ripetuto la cerimonia in una terra che amiamo molto, a Rio de Janeiro, con un rito sciamanico”» [Egidi, Vanity Fair, cit.]. «Gli altri due matrimoni in Romagna, nello stesso giorno: in un teatro con un pianoforte e in un boschetto» [a Ilaria Solari, Elle] • «A casa siete in tre, Stefano, il cane Jobim e lei. Mai pensato di allargare la famiglia? “Da piccola pensavo ‘avrò quattro figli’ poi, nel tempo, ho iniziato a vedere come figli i progetti che cerco di realizzare. Li lascio andare nel mondo sperando che possano portare qualcosa di buono e far nascere altro. Per il momento è così, poi tutto può essere”. Ha 40 anni. Allo specchio che donna vede? “Una in fermento, desiderosa di star bene e far stare bene gli altri, felice del passato, di quello che sta vivendo e di ciò che vede nel futuro”» [Lanni, cit.].
Curiosità Ha un cagnolino, Jobim, dal nome del compositore e cantante brasiliano • Ama cucinare: «E mi diverte. Mi piace mangiare, sono una buona forchetta. Non seguo nessuna ricetta, come un alchimista butto gli ingredienti e vedo cosa nasce. Uno dei piatti che preferisco è il riso con il pesto e i piselli. Non mangio carne ma pesce» [a Daniela Lanni, Sta] • Vanno in tv ma: «Dichiarate di non avere la Tv in casa, ma ormai siete due personaggi televisivi. Che rapporto c’è, dunque, tra voi e questo mezzo? Valentina: “È un mezzo che arriva a tutti e, ancora di più, nello stesso momento, che è una cosa potentissima. Mai avremmo creduto di poter stare in quella scatola, però ci stiamo bene. Poi non ce l’abbiamo, quindi non la guardiamo, però ci piace l’idea che possa essere ‘usata’ con consapevolezza» [Dago, 22.1.2024] • Valentina Cenni e Stefano Bollani amano la Val di Fiemme, per l’ispirazione e la natura, e vi trascorrono periodi di lavoro e benessere. Nell’agosto 2024 hanno trascorso una vacanza-studio di mese e mezzo nel Parco naturale di Paneveggio: «È stata una vacanza molto produttiva, perché qua c’è silenzio. Ci sono venute molte ispirazioni. Questa è una terra potente. Si sente la forza del seme che sta per germogliare. Ho sentito una tensione di creazione positiva. C’è un silenzio pieno di vita» [ildolomiti.it, 30.8.2024].
Titoli di coda Avvicinare la musica non è la cosa più semplice al mondo. Può richiedere impegno, attenzione, perfino fatica. «Per prima cosa bisogna ripulire le nostre orecchie con straccio e scopa dall’invasione dei suoni ripugnanti che spesso ci attorniano. Poi, ritrovato il silenzio interiore, aprirsi al bello. E sbaglia chi crede che si possa ascoltarla facendo altro» [a Gregorio Moppi, Robinson].