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 2026  marzo 16 Lunedì calendario

Biografia di Stormy Daniels

Stormy Daniels , nata a Baton Rouge (Louisiana, Stati Uniti) il 17 marzo 1979 (47 anni). Pornodiva. Ex spogliarellista. Protagonista di 150 film per adulti. Nota per aver accusato Donald Trump di aver fatto sesso con lei e di averle pagato 130 mila dollari perché se ne stesse zitta • «Stormy di uccelli» [Dagospia 17/4/2024] • «Una biondona, gran tette» [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta 2/4/2018] • «Sulla storia del suo rapporto con Trump ha costruito una lucrosa attività di merchandising. E, alla fine, testimone del processo che la fa entrare nei libri di storia: decisiva per la condanna penale di un presidente, un evento senza precedenti fin dalla nascita degli Stati Uniti» [Massimo Gaggi, Cds 12/1/2025] • «Ci si può appassionare alle vicende di un’attrice che fra i suoi innumerevoli film di successo ne vanta uno intitolato Missionary: Impossibile? Certo che si può. Soprattutto se dice di aver sculacciato Trump nell’intimità di una camera da letto» [Debora Attanasio, Marie Claire 27/3/2018] • Fu presentata a Trump durante un torneo di golf in Nevada nel 2006. Lui all’epoca aveva 60 anni, era imprenditore del settore immobiliare e star del piccolo schermo con The Apprentice (soprattutto: aveva da poco sposato la terza moglie, Melania, ed era diventato appena diventato padre di Barron). Lei ne aveva 27 • Nel 2018, dodici anni dopo la vicenda, lei raccontò che due anni prima, durante la campagna elettorale contro Hillary Clinton, aveva autorizzato il suo avvocato dell’epoca, Michael Cohen, a girarle un bonifico di 130 mila dollari in cambio del silenzio • La bionda Stormy, fino ad allora conosciuta «per parti minori in opere come Vergine a 40 anni e per essersi aggiudicata la statuetta ai migliori seni del 2006, tiene a precisare che “Questo non è #metoo. Non ero una vittima e non ho mai detto di essere una vittima. Lui sa che sto dicendo la verità”» [Valeria Robecco, Giornale 27/3/2018] • Nel suo libro di memorie, Full Disclosure (St Martins Pr 2018, scritto con Kevin Carr O’Leary, mai edito in italiano), rincarò la dose e scrisse che «il pene di Donald Trump è “più piccolo della media” e come “il fungo di Mario Kart”» • Il presidente negò tutto e minacciò sfracelli • Lei non si scompose più di tanto: «Non ho paura di lui. L’ho visto nudo e non sarà certo più spaventoso coi vestiti addosso».
Titoli di testa «Al night club Solid Gold Club, di Pompano Beach, Florida, molti si ricordano di “Steph”, in arte Stormy, “intraprendente, si vedeva sin dagli inizi, sapeva quello che voleva”, dice uno dei gestori del locale, al punto tale da definirla la “regina” del club. Cosa voleva? “Volare”» [Francesco Semprini, La Stampa 1/4/2023].
Vita Mezza irlandese e mezza cherokee • «Ragazzina in una famiglia della Louisiana andata in pezzi: padre assente, madre rude e scostante» [Gaggi, cit.] • «Una violenza sessuale subita da un vicino di casa quando aveva nove anni [Alessandro D’Amato, Open 19/3/2024] • «Cresciuta con la mamma dopo il divorzio dei genitori e aveva iniziato a studiare per diventare giornalista, il suo sogno, tanto che a scuola, da ragazzina, dirigeva già il giornalino dell’istituto. Il suo primo lavoro è però come centralinista di un maneggio (adora i cavalli e ora li alleva). Come racconta lei, con la madre al tempo hanno affrontato grossi problemi economici, a volte rimanevano anche senza corrente elettrica perché non potevano pagare le bollette. Per cui dava un contributo al bilancio familiare. Un classico. Inutile negare che la prima spinta per una ragazza a spogliarsi in pubblico sia il bisogno di denaro […]. Stephany ha solo 17 anni quando si fa convincere da un’amica, già spogliarellista per pagarsi gli studi, ad andare a vedere il suo show in un locale di Baton Rouge, il Gold Club. Stephany accetta di fare un cameo sul palco con lei, come ospite. Invece piace così tanto che il proprietario del locale si offre di scritturarla anche se è minorenne. È la sua città, non può certo usare il vero nome. Per cui ne inventa uno rubando il nome Stormy, dalla figlia del bassista dei Mötley Crüe Nikki Sixx, e il cognome le salta in mente vedendo una pubblicità del Jack Daniel’s» [Attanasio, cit.] • «È lei, nella sua autobiografia, a raccontare che fin dall’inizio, brunetta naturale, si tinge i capelli di rosso per gli incontri sessuali. Poi, guardando le colleghe, cambia idea e passa al biondo platino che fa impennare i suoi introiti. Un business che addirittura esplode quando decide di investire nell’impianto di protesi per gonfiare i seni» [Gaggi, cit.] • È il 1999, e Stephanie ha delle tette nuove. Le chiama «Tuono» e «Fulmine», in linea con il tema della «Tempesta» • «Quando entri al “Solid Gold Club” vieni investito da una luce viola che inebria ogni angolo del locale, mentre l’aria condizionata impostata a temperature d’alta quota stempera i bollenti spiriti di qualche cliente. Nonostante sia primo pomeriggio c’è già chi è appoggiato al bancone del bar con la palpebra calante, accanto a lui un bicchiere semivuoto, non è il primo […]. I pali della lap dancesono animati già da qualche ora, le danze si aprono a mezzogiorno nel night club di Pompano Beach dove Stormy Daniels ha mosso i primi passi. “Molti qui la ricordano come ‘Steph’”, dice il direttore artistico del locale. Si fa chiamare “Scout”, da “scouting”, per la sua capacità di intercettare giovani talenti […]. “Quella è la Bubble Room, questa è la Red Room”, spiega indicandoci i salotti vip, il primo immerso in un blu elettrico, il secondo permeato di neon rosso. I due colori si amalgamano nel viola, un’alchimia che sembra astrarre da tempo e spazio il club: “Chi viene qui vuole divertirsi, rilassarsi e astrarsi, vuole un po’ perdersi”» [Semprini, cit.] • «Da lì, il passo verso il cinema a luci rosse è breve. Grazie alle sue capacità imprenditoriali diventa anche regista, sceneggiatrice, produttrice. Dal 2003 al 2010 sposa ben tre colleghi attori, uno via l’altro. Col terzo, Brandon Miller, ha una figlia nel 2011. Si occupa anche di politica, si candida per il senato in Louisiana con i Repubblicani, ritira però la candidatura all’ultimo momento. Ma a quando risale l’affaire con Donald Trump?» [Attanasio, cit.] • L’incontro avviene nel 2006 al golf club di Lake Tahoe, al confine tra la California e il Nevada, durante un torneo. «Da quello che racconta Stormy, la tattica di Trump, attirato dal suo décolleté esagerato, consiste all’inizio nel fare la ruota come un pavone (o gonfiare il petto come i tacchini). Le parla molto di se stesso per essere sicuro che non ci siano dubbi su chi sia, e quanto sia ricco […]. Poi passa a intenerire la corteggiata dicendole “mi ricordi molto mia figlia”» [Attanasio, cit.]. Stephanie dice di «non ricordare bene come sia finita a letto con lui (ma esclude di essere stata sotto l’effetto di alcol o droghe). “Mi ha detto che gli ricordavo la figlia perché ero intelligente, bionda e bellissima come lei”» [Gaggi, cit.]. «Lui sa di avere un pene insolito. È come un grosso fungo, un fungo velenoso.... Ero sdraiata lì, infastidita dal fatto che stavo avendo un rapporto sessuale con una persona con il pube da Yeti e i genitali come il fungo di Mario Kart. Potrebbe essere stato il sesso meno impressionante che abbia mai fatto, ma chiaramente lui non ha condiviso questa opinione» • «Per anni la storia rimane sepolta nella memoria dei protagonisti, ma nel 2011 la Daniels decide di raccontarla a un giornale di gossip, il Touch Weekly. Ritiene che altri magazine stiano per pubblicarla: allora, pensa, la faccio uscire io, almeno ci guadagno qualcosa. Ma a quel punto cominciano gli avvertimenti: Stormy dice di essere stata minacciata da uno sconosciuto in un parcheggio sotterraneo di Las Vegas, mentre il settimanale rinuncia a pubblicare una storia che resterà sepolta fino al 2018. Quando è il Wall Street Journal a renderla nota. Ma il quotidiano dà soprattutto la notizia che porterà alla condanna di Trump: il pagamento a Stormy di 130 mila dollari fatto attraverso l’avvocato di allora, Michael Cohen, per comprare il suo silenzio a poche settimane dalle elezioni» [Gaggi, cit.] • «È l’ottobre del 2016. Trump aveva vinto a sorpresa le primarie repubblicane ed era impegnato in una durissima volata finale con Hillary Clinton. Dal passato del tycoon riemergevano le voci, le testimonianze di donne che sostenevano di essere state pesantemente molestate, se non assaltate sessualmente da “The Donald”. Sono i giorni in cui le televisioni trasmettevano a ciclo continuo le registrazioni di un fuori onda di anni prima. Si vede e si sente Trump vantarsi delle sue imprese di playboy. La famigerata frase “se sei una celebrità puoi fare di tutto con le donne, anche prendere per la f...” sembrò sufficiente per fargli perdere le elezioni. In quel contesto, scrive ancora il Wsj, comparve all’orizzonte anche l’ex pornostar. A quel punto si mosse Michael Cohen, legale della Trump Organization. Un assegno sembrava bastare per sistemare le cose […] la Casa Bianca ha liquidato le rivelazioni come “una storia vecchia, riciclata e già smentita”. “Tutto falso”, ha aggiunto l’avvocato Cohen» [Giuseppe Sarcina, Cds 13/1/2018]. Scoppia lo scandalo. La stampa è addosso al presidente. L’avvocato Cohen chiede le scuse della donna, mentre il Commander in Chief sentenzia su Twitter, senza mai nominare Clifford: «Tante fake news. Mai così tante e approssimative». La first lady Melania per un po’ non si fa più vedere pubblicamente assieme al marito. Si fa vedere però da sola, radiosa, in uno splendido abito bianco • Si muove anche il Dipartimento della Giustizia. «“Quei soldi, secondo l’accusa, provenivano da fondi della campagna elettorale che lo portò alla Casa Bianca. Furono anticipati da Michael Cohen […] e rimborsati sotto la falsa dicitura “spese legali”. “È un fatto monumentale, epico: ne sono orgogliosa” ha detto Stephanie […]. “Ora è questa ’pussy’ ad afferrarlo” ha rincarato, parafrasando la famosa frase maschilista del tycoon […] Certo, i timori non mancano: “Ci saranno nuove violenze. Ma è possibile che ne venga del bene”. Raccontando pure degli haters scatenati contro di lei: “Ricevo minacce su tutte le piattaforme social, per mail e al telefono. Era già accaduto in passato ma prima erano solo insulti – bugiarda, puttana, cercatrice d’oro. Ora sono espliciti: “Ti uccideremo”. Questi, sì, mi spaventano” […]. Intanto la sfida fra i due si è già fatta anche commerciale: dopo l’annuncio dell’incriminazione – lo racconta la stessa attrice – il merchandising sul suo sito stormydaniels.rocks è andato alle stelle: fra gli oggetti più venduti, insieme a foto hard autografate, un pupazzo-Trump per cani da 30 dollari e una t-shirt con su scritto #TeamStormy. L’incriminazione sta d’altronde rimpinguando pure le casse della campagna presidenziale di Trump2024. Dopo l’incriminazione, via mail, ha immediatamente chiesto fondi ai sostenitori: raccogliendo nelle prime 24 ore ben 4 milioni di dollari anche grazie alla vendita di una maglietta con su scritto “I stand with Trump”, andata letteralmente a ruba. In attesa della foto segnaletica dell’arresto, che si vuol già trasformare in icona della campagna» [Anna Lombardi, Rep 1/4/2023] • «La foto segnaletica di Trump, frontale e di profilo, verrà quasi certamente resa pubblica e irromperà nella campagna presidenziale. Può rappresentare il punto più basso della sua carriera politica, o quello più alto della popolarità pop. Qualcuno è convinto che Trump la userà per fare di sé stesso una rock star, presentandosi come l’ossessione dell’élite, e la farà stampare su milioni di magliette da mettere in vendita. Trump come Frank Sinatra, arrestato nel ’38 per essersi accompagnato a una donna sposata. O David Bowie, fotografato di fronte e di profilo, giacca e gilet, dopo l’arresto nel ’76 per possesso di marijuana. O ancora come Eminem, Mick Jagger, Snoop Dogg, Justin Bieber, Keanu Reeves. La foto segnaletica di Trump può diventare una bomba mediatica, oppure scoppiargli in mano. I dettagli saranno decisivi. Un mezzo sorriso, la maglietta al posto della giacca. L’ex presidente ha tre giorni di tempo per decidere come mettersi in posa e qualche settimana per capire come tornare a parlare nei comizi. ll giudice potrebbe vietargli di fare riferimenti al caso, smontandogli il pezzo forte dello show. Una t-shirt con l’immagine da detenuto potrebbe attenuare quel vuoto» [Massimo Basile, Rep 1/4/2023] • «Per la prima volta nella storia americana un ex presidente (e candidato alla Casa Bianca) è sul banco degli imputati di un procedimento penale per il quale rischia il carcere. Trump ha chiesto fino all’ultimo il rinvio di un processo nel quale è accusato di aver falsificato documenti e violato la legge sui fondi elettorali comprando (con 130 mila dollari) il silenzio della pornostar Stormy Daniels per una relazione sessuale del 2016 (da lui negata). Un secondo caso riguarda un altro rapporto extraconiugale: 150 mila dollari versati all’editore American Media Inc. coi quali l’avvocato di Trump acquistò e fece sparire la storia di una relazione che sarebbe durata 10 mesi, raccontata dalla modella di Playboy Karen McDougal (anche qui The Donald nega). Non essendo riuscito a bloccare il processo, Trump lo trasformerà nell’elemento centrale della sua campagna elettorale. Del resto già da tempo sta sfruttando i suoi numerosi problemi giudiziari per presentarsi come un perseguitato politico da giudici che lui dipinge come al servizio di Biden» [Massimo Gaggi, Cds 15/4/2024] • Nel maggio 2024 è giudicato colpevole. La sentenza è prevista per l’11 luglio 2024. Ma viene rimandata dopo il 5 novembre, giorno delle elezioni presidenziali, dopo una decisione della Corte Suprema che aveva stabilito una parziale immunità per gli ex presidenti. Solo a gennaio 2025, a pochi giorni dell’insediamento, si può tenere la seduta finale del processo. «Trump non era fisicamente presente in aula durante l’annuncio della sentenza, ma ha partecipato da remoto tramite un collegamento video, apparendo su uno schermo accanto al suo avvocato Todd Blanche. Il giudice Merchan, nel pronunciare la sentenza, ha spiegato che, sebbene il verdetto della giuria rimanga valido, “la complessità delle questioni costituzionali legate al ruolo presidenziale” rendeva difficilmente applicabile una condanna. Negli Stati Uniti, i giudici possono decidere di non imporre una pena anche in presenza di una condanna. Merchan ha sottolineato che la vittoria elettorale di Trump e il suo imminente ritorno alla Casa Bianca richiedevano particolare attenzione alle implicazioni costituzionali e pratiche di un’eventuale incarcerazione. Trump avrebbe potuto affrontare una pena massima di quattro anni di carcere, ma la sua posizione di presidente eletto ha spinto il giudice a optare per un “rilascio incondizionato”, che non annulla il verdetto ma evita qualsiasi sanzione, incluse multe o pene detentive. Merchan ha giustificato la sua decisione affermando che “le protezioni garantite al presidente non riducono la gravità del crimine. Sono stati i cittadini a decidere che lei debba godere di protezioni come la clausola di supremazia e l’immunità presidenziale”. Ha poi concluso augurando a Trump “ogni bene” per il suo secondo mandato alla Casa Bianca» [Monica Coviello, Vanity Fair 10/1/2025].
Amori Dal dicembre 2022, è sposata con Barrett Blade, suo quarto marito.
Curiosità Alta 1,70 • Appassionata di cavalli • Nel 2023 ha accusato il suo ex avvocato Mike Avenatti di averla imbrogliata sottraendole quasi 300 mila dollari versati da una casa editrice come anticipo degli 800 mila dollari per il suo libro Full Disclosure. «Soldi usati da Avenatti per prendere in leasing una Ferrari e per spese che secondo l’accusa erano personali. L’anno scorso – mentre era già in carcere per un’altra condanna per frode – è stato condannato a 4 anni» [Alessandra Muglia, Cds 19/3/2023] • «È fantastico notare che negli Stati Uniti nessuno abbia in fondo una vera paura dei poteri forti, nemmeno di un presidente» [Attanasio, cit.] • «Gli unici a chiamarmi Stephanie sono mia madre e il Fisco degli Stati Uniti, e li odio entrambi».
Titoli di coda «Voleva volare, e lo ha fatto. Anche se dagli abusi subiti da bambina e l’infanzia povera in Louisiana ai riflettori della cronaca politica della prima democrazia del Pianeta nemmeno lei poteva immaginarsi tanta popolarità. Al punto tale da tentare di far precipitare un ex inquilino della Casa Bianca» [Semprini, cit.].