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 2026  marzo 18 Mercoledì calendario

Biografia di Bruce Willis (Walter B. W.)

Bruce Willis (Walter B. W.), nato a Idar-Oberstein (Germania) il 19 marzo 1955 (71 anni). Attore (124 film, di cui 85 per il cinema; 15 produzioni televisive, 3 produzioni teatrali a Broadway). Doppiatore (7 film). Cantante (2 album).
Titoli di testa «Il mio lavoro è intrattenere» [Vulture].
Vita Suo padre, David Willis, è un soldato americano di stanza in Germania. Sua madre, Marlene Kaiser, una donna tedesca nata a Kassel. È il figlio primogenito: nasceranno due fratelli e una sorella [Variety] • Nel ’57 il padre viene congedato e decide di riportare la famiglia negli Stati Uniti, nella sua cittadina di origine: Carneys Point, nel Sud del New Jersey. La madre comincia a lavorare in una banca, mentre il padre, in continuità con una «lunga ascendenza nella classe operaia», fa il saldatore, il meccanico, l’operaio in fabbrica [biography.com] • Il suo primo ricordo risale a quando ha tre anni, una gita a Washington DC [Rosanna Greenstreet, The Guardian] • A partire dai nove anni fino ai diciassette soffre di una tremenda balbuzie: «Non ero in grado di parlare, non riuscivo a tirare fuori una frase. Era una sofferenza per me e per le persone che assistevano. Immagini il peggior balbuziente che esista: ero io» [A Peter Overton, 60 minutes Australia] • La necessità di difendersi dalle prese in giro, unita a una certa attitudine personale alla ribellione, fanno sì che finisca spesso nei guai per rissa [Reader’s Digest] • «Dalla balbuzie ottenni comunque alcune cose: una di queste è il mio senso dell’umorismo. Pensavo: “Sì, balbetto, ma guarda come riesco a farti ridere”». Diventa il pagliaccio della classe e riesce a farsi eleggere rappresentante d’istituto» [Askjimmycarter.com] • Compiuti i 17 anni, «A scuola succede una cosa miracolosa. Stavamo mettendo in scena Un americano alla corte di Re Artù. E quando sono salito sul palco la balbuzie è sparita. Quando sono sceso è ricominciata. Ho pensato: “Questo è un miracolo, devo indagare di più”» [Reader’s Digest] • «Credo che molti dei miei insegnanti pensassero che tutta la mia energia sarebbe finita nel nulla, e che sarei rimasto un coglione per il resto della vita. Invece penso che fosse la stessa energia creative che ho adesso, e che al tempo non riuscivo a sfogare, non sapevo controllarla o sfruttarla. Cercavo sempre di far ridere la gente» [a Connie Chung, Face to face with Connie Chung] • Diplomatosi con dei voti mediocri nel 1973, coltiva un non meglio definito desiderio di lavorare «con la comunicazione». In maniera molto più concreta, suo padre (con cui vive dopo il divorzio dei genitori, due anni prima) gli dice di non potersi permettere le rette universitarie. Così Willis passa i successivi due anni lavorando come operaio, autista, sorvegliante, e raccoglie il denaro necessario per iscriversi alla Montclair State University. [David Segal, Washington Post] • «Nel primo semestre ho smesso di andare a tutti i corsi tranne che a quelli di recitazione» [a Michael Parkinson, Parkinson] • La produzione di fine semestre è Qualcuno volò sul nido del cuculo. Di nuovo, la balbuzie sul palco sparisce. «Avevo 19 anni e sapevo cosa volevo fare per il resto della mia vita: al tempo non avevo realizzato la fortuna che avevo» [Segal, cit.] • Grazie all’aiuto del suo insegnante e del dipartimento di logopedia supera quasi del tutto la balbuzie [stutteringhelp.com] • Al secondo anno decide di lasciare l’università e di cercare subito di diventare un attore professionista. Si trasferisce a New York [People] • Comincia a fare dei lavori saltuari (come il tuttofare nella produzione del Saturday Night Live) e contemporaneamente a cercare particine ovunque: «È bello guadagnare bene, ma amavo recitare anche quando non mi pagavano affatto, e non esisteva un ruolo troppo piccolo: che fosse uno spettacolo o la pubblicità di un jeans, la cosa importante era farsi notare» [Chung, cit.] • Comincia a lavorare, con un certo successo, come barista in alcuni locali. Hai detto spesso che attorno ai vent’anni ti divertivi da morire? «Probabilmente mi divertivo come qualsiasi altro ragazzo che fosse single e a cui piacesse festeggiare con gli amici. Ho incontrato tantissime persone interessanti a New York. Ero perfettamente soddisfatto facendo il barista: prendevo dei bei soldi per un ragazzo della classe operaia del Jersey, e, onestamente, sentivo di avere il mondo ai miei piedi. Neanche quando ho cominciato a fare i film importanti e a guadagnare più soldi di quanto avessi mai potuto sognare, ho provato una felicità o una soddisfazione superiore. Mi aiutò a mettere le cose in prospettiva» [Zoomer] • Comincia a ottenere qualche piccolo ruolo: un paio di pose in due film, una puntata di Miami Vice. Nell’estate del 1984 partecipa alle audizioni per Cercasi Susan disperatamente. Non ottiene la parte e decide di andare a trovare la fidanzata Los Angeles per vedere le Olimpiadi. La sede locale dell’agenzia che lo segue a New York gli segnala che si stanno tenendo i provini per una nuova serie televisiva: Moonlighting. Decide di parteciparvi e, nonostante all’audizione si presenti con i capelli tagliati con le forbici, un’attitudine sdegnosa da attore di Broadway, i vestiti sciupati, fa colpo. E scopre che il suo personaggio, il detective protagonista della serie David Addison Jr, gli piace molto. Così, su 3000 aspiranti, ottiene la parte. Sempre grazie a quel ruolo vincerà 1 premio Emmy e 1 Golden Globe [Reader’s Digest] • La serie ha un successo enorme e lo lancia subito sulla ribalta nazionale. Questo, unito a una certa aria da bad boy, lo rende immediatamente il bersaglio preferito dei tabloid. Una cosa è voler diventare attore, un’altra cosa è diventare Famoso subito. E con quel tipo di fama che ti dà la televisione, internazionale e familiare allo stesso tempo. L’hai sopportata bene? «Ho Imparato a sopportarla. All’inizio no. Ne ero molto perplesso. La televisione ti rende famoso all’istante, e non avevo avuto una vera opportunità di interpretare ruoli secondari nei film di qualcun altro, per imparare e salire pian piano una scala. E mi sarebbe andato anche bene, almeno fino a quando non ho realizzato che si era spento un interruttore, e che non sarei mai più stato in grado di riaccenderlo: non sei più anonimo, e non capisci quanto sia importante l’anonimato fino a quando qualcuno non te lo porta via per sempre» [Parkinson, cit.] • I giornali scandalistici lo mettono in copertina sistematicamente, e la situazione peggiora quando, nel 1987, sposa Demi Moore, attrice in vertiginosa ascesa: «le cose che scrivono su me e mia moglie che non sono mai successe, citazioni dirette da frasi che avrei detto a insiders inesistenti, e i giornali se la cavavano sempre, e penso che la gente ci creda, perché mi arrivano certe telefonate (…) mi trovassi di fronte i tizi che scrivono questa roba li chiamerei bugiardi dritto in faccia, e mi dovrebbero tenere dallo stenderli. È una cosa molto dolorosa leggere menzogne scritte su di te e sentirsi impotenti. È molto frustrante» [Chung, cit.] • Per questo lui e la moglie trovano un buen retiro in una cittadina poco frequentata dell’Idaho • Nel frattempo, sul fronte professionale, gli arrivano molte offerte per girare film. Ne accetta un paio, non indimenticabili. Nel 1988 arriva la svolta: gli viene offerto il ruolo di protagonista in Trappola di cristallo. Prima di lui una lunga serie di altri attori ben più noti di lui per i ruoli in film d’azione ha rifiutato per vari impegni. E anche lui all’inizio declina perché è occupato con Moonlighters. Ma la coprotagonista della serie resta incinta, e allora accetta. Di nuovo nella produzione c’è un forte scetticismo nei suoi confronti. Risulta incredibile che la Fox sia disposta a pagarlo 5 milioni di dollari. Ancora una volta ottiene la parte [Matt Zoller Seitz, Vulture] • «Avevo il presentimento che sarebbe stato un bel film. Non sapevo se avrebbe fatto il botto, ma sapevo che sarebbe stato bello perché continuavamo a vedere pezzettini delle scene montate, e pensavo: “Wow, qui è bello drammatico, wow, qui è davvero incredibile”» [take2MarkTV, YouTube] • Il film ha un successo strepitoso (nel tempo usciranno quattro seguiti), e consacra Bruce Willis come icona dei film d’azione, rendendolo un attore richiestissimo, con degli ingaggi faraonici (per larga parte degli anni ’90 sarà nella top 10 degli attori più pagati; nel 2000 l’attore più pagato in assoluto) [Variety] • Negli anni successivi a Trappola di cristallo il successo è ambivalente: alterna film disprezzati dalla critica e molto amati dal pubblico, e viceversa. Questa stringa si interrompe nel 1994, quando accetta un ruolo secondario (e un colossale taglio di stipendio) nel film Pulp Fiction, di Quentin Tarantino. Era venuto a sapere del film grazie a un incontro casuale con il vicino di casa Harvey Keitel, che aveva già lavorato con Tarantino in Le Iene. Impressionato dal film, Bruce Willis organizza un incontro con Tarantino, e si propone per il ruolo che sarebbe poi andato a John Travolta. Tarantino riesce a persuaderlo. Il film ha un successo di pubblico e critica incredibile, soprattutto a fronte dei modesti costi di produzione [Segal, cit.] • Per lunga parte della carriera Willis si sforza di cercare ruoli e film diversi da quelli prettamente d’azione: Preferisce la commedia o i film d’azione, o quelli fortemente drammatici? «(…) La commedia è la cosa più difficile: (…) nei film d’azione tutto quello che devi fare è controllare se la pistola è nell’inquadratura, se hai l’espressione feroce adatta in faccia e poi boom, avanti la prossima scena. La commedia è molto più difficile, la preferisco perché è la cosa più complessa, ma anche quella che dà più soddisfazione se riesci a far ridere la gente» • Ciononostante la maggior parte delle offerte (nonché quelle più economicamente allettanti) provengono dai produttori in cerca di film d’azione. Tanto è vero che a un certo punto si impone una sorta di moratoria (che però durerà poco): «Semplicemente m’ero stufato, volevo fare una pausa e lasciare che il genere reinventasse sé stesso. Era diventato così poco imperniato sulla storia…» [Overton, cit.] • La carriera prosegue tra alti e bassi, fino a quando, a partire dal 2015, Willis non comincia a girare sempre più film che non usciranno al cinema, passando direttamente alla distribuzione su dvd: sono film in cui interpreta ruoli minimi, poco più che camei, ma che garantiscono salari superiori al milione di dollari per poche ore di riprese. Ne girerà 39. Sono talmente numerosi e di qualità talmente scadente che nel 2021 il premio Razzie Award per il peggior film dedica loro una categoria apposita. Nel corso degli anni, i vari cast cominciano a notare che Willis sembra sempre più in difficoltà a recitare: non ricorda le battute (diventerà necessario fornirgli un auricolare nascosto per i suggeritori) e i movimenti, e sembra sempre meno orientato e consapevole (in un’occasione domanderà a una troupe: «so chi siete e cosa state facendo, ma io che ci faccio qui?») [Meg James e Amy Kaufman, Los Angeles Times] • Anche in famiglia notano gli stessi sintomi, ma tendono a dare la colpa all’età e agli acciacchi rimediati nel corso della carriera. La situazione, però, diventa allarmante quanto a Willis torna, improvvisa, la balbuzie [Seitz, cit.] • Dopo un giro di consultazioni con vari specialisti in neurologia, a Willis viene diagnosticata una forma di afasia. Il 30 marzo 2022 la famiglia annuncia il ritiro di Willis dalle scene [Catherine Shoard, The Guardian] • Il 16 febbraio dell’anno successivo la famiglia annuncia che, a seguito di ulteriori esami medici, gli specialisti hanno diagnosticato a Willis una forma di demenza frontotemporale. «Da quando abbiamo annunciato la diagnosi di afasia di Bruce, nella primavera del 2022, le condizioni di Bruce sono progredite e ora abbiamo una diagnosi più specifica: demenza frontotemporale (nota come Ftd). […] Sebbene si tratti di una notizia dolorosa, è anche un sollievo avere finalmente una diagnosi chiara». Oggi non ci sono cure per questa malattia, ma è una realtà che speriamo possa cambiare negli anni a venire. Con l’avanzare delle condizioni di Bruce, speriamo che l’attenzione dei media possa essere focalizzata sul far luce su questa malattia che necessita di molta più consapevolezza e ricerca. (…) Bruce ha sempre trovato gioia nella vita e ha aiutato tutti quelli che conosce a fare lo stesso. Siamo commosse dall’amore che avete condiviso per il nostro caro marito, padre e amico in questo momento difficile. La vostra continua compassione, comprensione e rispetto ci consentiranno di aiutarlo a vivere una vita il più piena possibile» [Peoni Hirwany, The Indipendent] • Nell’agosto del 2025, con l’aggravarsi della malattia, Willis viene trasferito in un appartamento personale, dotato di personale specializzato che lo assiste giornalmente. La famiglia ha espresso la volontà di donare il suo cervello alla ricerca contro le malattie neurodegenerative [Giornale].
Curiosità È mancino [Emily Hennen, Buzzfeed] • È stato uno dei pochi attori hollywoodiani a dirsi apertamente repubblicano e a sostenere esplicitamente George Bush (precisando però di condividere molte idee progressiste, sia sui diritti civili che su quelli dell’ambiente). In tempi più recenti ha precisato di sentirsi apolitico e non rappresentato da istituzioni che, a suo parere, fanno solo l’interesse delle varie lobbies [Politico] • Nel 2006 gli è stata dedicata una stella sulla Hollywood Boulevard [Cds] • Nel 2013 gli viene conferita la Legion d’Onore [ibid.].
Amori «Sono stato abbastanza ingenuo per quanto riguarda le donne, almeno fino a quando mi sono diplomato» [Askjimmycarter.com] • «Quando avevo vent’anni la mia priorità non erano matrimonio e figli. Ad essere onesti, era quella di scopare» [Chung, cit.] • 1987. Una sera, in un locale, incontra per caso Demi Moore (con il suo fidanzato, che noterà come Willis «ti sta addosso come un vestito bagnato»). «Bruce era molto galante; un vero gentiluomo, in quella sua maniera turbolenta. Quando dissi che sarei tornata a casa, si offrì di accompagnarmi alla macchina. Era così impaziente, che sembrava un ragazzino preoccupato di mancare il carretto dei gelati. Mi chiese il numero di telefono e sentii le farfalle nello stomaco, come una ragazzina. “Hai una penna?”. Controllò nelle tasche: niente da fare. “Non andartene!” mi disse, e schizzò via a cercarne una. Poi se lo appuntò sul braccio: un’immagine che avrei visto un milione di volte negli anni seguenti; Bruce si scriveva sempre le cose sul braccio. Ma quella volta gli tremavano le mani. Si era completamente esposto, della sua spavalderia non c’era più alcuna traccia» [Demi Moore, Inside Out] • Convolano a nozze quattro mesi dopo essersi conosciuti: «Ci siamo sposati a Las Vegas ma eravamo andati lì per vedere un incontro di boxe. Di matrimonio ne avevamo già palato e già che eravamo lì… ci sembrava perfetto. Eravamo così innamorati». Un mese dopo si risposano davanti ai loro cari. L’officiante questa volta è Little Richard. Nel 1996 però i rapporti tra Bruce Willis e Demi Moore si incrinano. I due sono spesso sul set. Quando lei torna a casa, lui parte. Si danno il cambio per le bambine (…) Fanno vite separate e Demi è anche convinta che lui la tradisca. Dopo due anni si separano. «Sono molto contenta del nostro divorzio. Paradossalmente la nostra relazione è cresciuta dopo la nostra separazione. Siamo molto legati. Abbiamo tre figlie e ora siamo più vicini che mai. Ci rendiamo conto di avere un impegno per tutta la vita nei confronti delle nostre figlie» [RollingStone] • Willis attribuisce la colpa del divorzio («il mio più grande fallimento») più a un’idea esageratamente romantica e idealizzata delle relazioni amorose, che non trova riscontro invece nella realtà in costante cambiamento, e nell’evoluzione delle persone e dei loro sentimenti [Parkinson, cit.] • I due riescono, per tutelare le loro 3 figlie (Rumer, nata nel 1988, Scout, nel ’91 e Tallulah, ’94) a superare sentimenti di rancore e a mantenere una relazione di grande amicizia e frequentazione continuata, confermata dalla presenza di entrambi ai rispettivi nuovi matrimoni, alla presenza di Moore al rinnovo dei voti di Willis con la seconda moglie [ibid.] • «Adoro osservare i corpi delle donne. Meglio se belli, ovvio. In generale parlano un loro linguaggio, con una propria intelligenza. Quello di Demi Moore era magnifico. Così come quello di chi è entrata nella mia vita dopo di lei: Maria Bravo Rosado prima, e ora Adrien Tiszeker. L’ho conosciuta a Parigi in una cena a casa di amici. Mi ha guardato negli occhi e si è alzata. Un corpo giovane, scattante, da pantera. Perché resistere?» [D] • Sono relazioni di breve durata: Willis, scherzosamente, dice di affidare a Tallulah l’ultima parola sulle sue nuove relazioni: è la bambina ad approvare o disapprovare [a Ellen DegeGeneres, Ellen Show] • Nel 2005 dichiara: «Penso che, a meno di un intervento dalla mano di Dio, resterò scapolo. Ho detto per la prima volta in vita mia queste parole: sto bene da solo. Sto bene da single» [People] • Nel 2007 incontra in una palestra di Los Angeles, la modella Emma Heming, 23 anni più giovane di lui. «Mi sono innamorato subito». [ibid.] • «Mi ha portato il suo spirito incredibile, e la classe, e la bellezza, e l’amore. (…) Con Emma sapevo di aver trovato una donna che non voleva altro da me che lo stare insieme e di essere felici. È molto intelligente, dico spesso che lo è più di me, e mi affido al suo giudizio nella maggior parte delle circostanze. La amo moltissimo e tengo in considerazione la sua opinione prima di ogni altra» [Zoomer] • Willis diventa nuovamente padre nel 2012, quando nasce Mabel, e nel 2014, con la nascita di Evelyn [ibid.].
Titoli di coda Come le piacerebbe essere ricordato? «Come un tipo che non sempre ha avuto successo, ma che ci ha provato al massimo delle sue possibilità, per fare il miglior lavoro che gli fosse possibile» [Greenstreet, cit.].