18 aprile 2026
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Biografia di Nicoletta Braschi
Nicoletta Braschi, nata a Cesena il 19 aprile 1960. Attrice e produttrice cinematografica italiana di successo. Conosciuta soprattutto per l’attività lavorativa con il marito, l’attore e regista Roberto Benigni, ha raggiunti l’apice del successo con l’interpretazione di Dora nel film La vita è bella (1997), vincitore di tre Oscar. In carriera ha vinto un David di Donatello, un premio al Festival de Cine de Mar de Plata, un premio Flaiano, un Ciak d’oro, un Globo d’oro alla carriera e ha ricevuto una candidatura allo Screen Actors Guild Award al miglior cast per La vita è bella. Ha inoltre ricevuto cinque candidature ai Nastri d’argento. Nel 2005 il presidente Ciampi l’ha insignita dell’onorificenza di Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica italiana e nel 2015 l’università di Toronto le ha conferito una laurea honoris causa in Legge. È un’ottima cuoca.
Titoli di testa «Mi piace molto tutto ciò che non mi assomiglia, che non mi riguarda nella vita personale. [...] Più i personaggi sono diversi da me, più mi piace la sfida di esplorare sentimenti che mi sono lontani, è un modo di cercare di conoscere l’animo umano. questo che mi piace del mio lavoro di attore, la ricostruzione e la riproposizione di qualcuno che non sono io, non a caso si chiama interpretazione, per me è uno strumento d’indagine [a Maria Pia Fusco, Rep 03.02.04].
Vita Nasce a Cesena il 19 aprile 1960, da Guido Braschi, direttore della Confartigianato, e Paola De Giovanni, casalinga • Si trasferisce a Roma nel 1980, dove studia recitazione all’Accademia nazionale d’arte drammatica • «Avevo fatto i conti fin da piccola col fascino del teatro. Avevo la fissazione delle buone scuole, e a 19 anni me ne andai a New York per frequentare un corso di approfondimento. Tornata in Italia m’iscrissi subito all’Accademia d’arte drammatica» • Debutta nel 1980 a teatro con lo spettacolo Tutti al macello di Salvatore Cardone e prosegue l’anno successivo con Novelle esemplari • Musa ispiratrice e moglie di Roberto Benigni, lavora con lui fin dal 1983, nel film Tu mi turbi • Quando lo conobbe lei recitava Il sogno di Strindberg diretta da Luca Ronconi • Con il marito recita in molti suoi film: nel 1988 Il piccolo diavolo, per il quale viene candidata al Nastro d’argento, nel 1991 Johnny Stecchino, nel 1994 Il mostro • Il 1997 è l’anno del trionfo con La vita è bella, grazie al quale vince Flaiano e Ciak d’oro, il premio dalla stampa estera e viene candidata allo Screen Actors Guild Award al miglior cast • Seguono nel 2002 Pinocchio e nel 2005 La tigre e la neve • Tutte queste pellicole sono state prodotte dalla Melampo Cinematografica, della quale è fondatrice e presidente dal 1991: «[...] Ho fondato la Melampo, la nostra casa di produzione, grazie ai miei carissimi amici americani Sara Driver e Jim Jarmusch. Loro mi hanno iniziata e motivata, mi hanno fatto capire che avrei potuto farcela, anche se mi ero preparata solo come attrice» [Fusco, cit] • «La vita è bella, ma anche ricca, per Roberto Benigni e sua moglie Nicoletta Braschi. Quando li vedi al cinema fanno quasi sempre tenerezza per quell’amore che continuano a dichiararsi in pubblico, innamorati come il primo giorno. Tubano e filano. Anche a livello fiscale, almeno a vedere le loro dichiarazioni dei redditi del 2005: Benigni 3.580.995; Nicoletta Braschi 1.699.365» [Gioventù, Italia Oggi 06.05.08] • «Pinocchio e la fata turchina buoni imprenditori: è quanto emerge dalla lettura dei bilanci delle quattro società – una casa di produzione cinematografica, un’etichetta musicale e due piccole immobiliari – che fanno capo a Roberto Benigni e a sua moglie Nicoletta Braschi. Un giro d’affari per il 2007 di tutto rispetto (l’ultimo anno disponibile, stando ai dati Cerved) che sfiora i 30 milioni di euro e che riguarda soprattutto la Melampo cinematografica Srl che ha prodotto, tra i tanti, anche film di successo come La vita è bella, vincitrice di tre Oscar, e il tour teatrale di TuttoDante» [Lepido, Sole 19.02.09] • Negli anni del sodalizio con Benigni Nicoletta Braschi ha intrapreso una florida carriera nel cinema, recitando in film come Segreti segreti del 1984 con Giuseppe Bertolucci, con Marco Ferreri nel 1987 in Come sono buoni i bianchi!, nel 1989 in Mystery Train di Jim Jarmush, nel 1990 con Bernardo Bertolucci ne Il tè nel deserto, nel 1995 con Marco Tullio Giordana in Pasolini, un delitto italiano ricevendo un’altra nomination ai Nastri d’argento, sempre nel 1995 con Roberto Faenza in Sostiene Pereira ) con il quale viene candidata al nastro d’argento e vince il Festival de Cine de Mar de Plata • Nel 1997 ottiene con il film Ovosodo di Paolo Virzì, un David di Donatello come miglior attrice non protagonista, una candidatura ai Ciak d’oro e una candidatura ai Nastri d’argento • Nel 2003 recita con la regia di Francesca Comencini in Mi piace lavorare (Mobbing • L’attrice a 39 anni riceve un singolarissimo omaggio: il 10 aprile 1999 gli astronomi Andrea Boattini e Maura Tombelli hanno catalogato un asteroide a cui hanno dato il nome 31605 Braschi • «Somiglia molto a Virginia Woolf. “Da ragazza, a Cesena, tutti i miei amici mi dicevano che ero la sua reincarnazione. [...] Il personaggio cui penso davvero di somigliare è un ritratto di Lorenzo Viali, La moglie del pescatore. Ne ho una copia fatta da Danilo Donati. una signora con due grandi occhiaie nere e una faccia molto strana. Non è una bella visione, può anche spaventare, volendo» [Zanuttini, Venerdì11.10.02] • Nel 2007 torna in teatro e debutta a Massa Carrara con Il metodo Gronholm, spettacolo che ha portato in tournée in tutta Italia fino al marzo 2008 • Nel 2009 porta sul palcoscenico Tradimenti, uno spettacolo nel quale tutti i personaggi si tradiscono tra loro • Il successo artistico rende alla coppia: «Così alla vigilia di Natale ha acquistato da una famiglia pratese insieme alla moglie Nicoletta Braschi una società a responsabilità limitata chiamata Villalmare srl e che in portafoglio ha una villa di nove vani a Forte dei Marmi. L’acquisto delle quote della società proprietaria della villetta è avvenuto per poco più di 624 mila euro, equamente divisi fra il comico toscano e la gentile consorte. I due per altro dividono salomonicamente a metà ogni proprietà. Quella della nuova villetta estiva come quella della assai più prestigiosa villa romana in cui entrambi abitano poco distante dalle Terme di Caracalla: la Domus Jucundiana che i Benigni controllano ancora attraverso una società, la Scipio srl, messa in liquidazione volontaria dalla scorsa estate [Fosca Bechis, Libero 22. 02,11] • L’11 giugno 2012 un fatto drammatico ha rischiato di compromettere la carriera dell’attrice: è rimasta coinvolta in un incidente automobilistico, riportando alcune ferite al volto, dalle quali è guarita: «Cicatrici sul volto, lasciatele dall’incidente (era in macchina con l’autista che, forse accecato dal sole, perse il controllo dell’auto e finì fuori strada, schiantandosi contro un palo). “Come mi ha detto il chirurgo che mi ha operata, ce l’ho fatta perché sono una pellaccia. Orgogliosissima di esserlo. Mi sento come un marinaio che porta in volto i segni delle sue imprese” […] Se le si chiede a quali film, tra quelli realizzati con il marito, è più affezionata, vi stupirà ignorando con nonchalance gli Oscar e La vita è bella. I ricordi più indelebili per lei sono legati al set di New Orleans dove girarono Daunbailò con Jim Jarmusch e Tom Waits (“eravamo tutti quanti in stato di grazia”) e a quello del Piccolo diavolo in Sicilia, “dove Walter Matthau condivideva affettuosamente con Roberto e con me tutti i ricordi della sua sorprendente vita personale e professionale”» [a Paola Jacobbi, Vanity] • Nel 2013 è uno dei componenti della giuria Cinéfondation e cortometraggi al Festival di Cannes. Nel novembre 2013 ha rilasciato la sua prima intervista televisiva alla trasmissione Che tempo che fa condotta da Fabio Fazio • Nel 2013 è protagonista della tournée teatrale Giorni felici, tratta dalle opere di Samuel Beckett e sotto la regia di Andrea Renzi: «Winnie-Nicoletta è una donna tragica e grottesca, dissennatamente attaccata alla vita attraverso un tale petulante soliloquio scandito da gesti quotidiani da suscitare tenerezza e qualche inevitabile effetto comico. “La amo tanto, Winnie: parla parla perché ormai non si può dire più nulla. Il testo è una partitura, non puoi sfuggire alle indicazioni dettagliatissime di Beckett. Quante volte nel segreto del buio, la notte, mi ha tormentato, ma adesso è entrata totalmente dentro di me”, dice con passione» [ad Anna Bandettini, Rep] • Nel 2018 interpreta la marchesa Alfonsina De Luna nel film Lazzaro felice di Alice Rohrwacher: «Principessa, lei ha sempre avuto ruoli angelicati, persino Madonna e Fata Turchina. Perché, da marchesa, diventa cattiva? “Oh no, avevo già ucciso Johnny Stecchino. Dirà lei: ma quella era una commedia; certo, però non sa con quale gioia interpreto la marchesa Alfonsina de Luna. In un poetico, originale film corale, con un protagonista diamante di bontà, sono la perfida, antagonista di tutti; contamino negativamente la vita degli altri, persino di mio figlio”» [Vercesi, Cds, 03.06.18] e nel 2019 è candidata al David di Donatello per la migliore attrice non protagonista e al nastro d’argento per il medesimo film • Nel corso del tempo gli affari della Braschi imprenditrice non vanno come le performance dell’attrce: «iL’ultimo anno il fatturato di Melampo, la società di Roberto Benigni e Nicoletta Braschi è sceso per la prima volta sotto il milione di euro, fermandosi esattamente a 852.683 euro (erano 1,444 milioni di euro i ricavi dell’anno precedente), e soprattutto i guadagni hanno raggiunto i livelli di guardia. L’utile netto è stato di 184.353 euro, contro i 733.782 euro dell’anno precedente. Anche qui per la prima volta i due coniugi soci non si sono distribuiti nemmeno in parte i guadagni ottenuti, al contrario del 2022 quando comunque si erano messi in tasca 330 mila euro e del 2023, quando ancora si erano auto-distribuiti 300 mila euro. Benigni e la Braschi ovviamente non fanno la fame per questo: hanno messo da parte e investito quanto basta per vivere di rendita» [Bicher, Open] • Nicoletta Braschi e la vecchiaia: «I segni del tempo sui nostri corpi sono bellissimi. E io vorrei amare la vecchiaia, mi commuovo di più di fronte a una persona di 93 anni che non di fronte a un neonato, perchè la vecchiaia porta con sè la santità. La pelle increspata è un prezioso tratto del tempo che ci segna».
Amori È sposata dal 26 dicembre 1991 con l’attore e regista Roberto Benigni • «Ci incontrammo nel 1980, per caso, attraverso alcuni amici a una cena. Lui aveva ventotto anni, aveva già fatto Cioni Mario in Berlinguer ti voglio bene, era già un attore. Io ne avevo venti, ero ancora al secondo anno dell’Accademia Silvio D’Amico, a Roma. Difficile resistere alla simpatia, all’intelligenza di Roberto, poi siamo andati avanti, ci siamo costruiti insieme la vita e il lavoro, insieme abbiamo fatto il suo cinema. E insieme ancora oggi condividiamo interessi, passioni, lavoro» [Bandettini, cit] • «Sembrava un gioco, era una dichiarazione programmatica. Che, se realizzata, avrebbe forse cambiato la storia del cinema. Quella di Roberto Benigni, almeno. Per spiegare la sindrome Yoko Ono, quando cioè la moglie di un artista esce dalla sfera privata per influenzare pesantemente la carriera del marito, occorre risalire a una esibizione lontana. [...] al Teatro Ariston di Sanremo. Fu allora, all’interno della rassegna del Club Tenco, che un giovane Benigni cantò Voglio sposare la moglie di Paolo Conte. Un gioco, una dedica divertita alla compagna del musicista astigiano. Due anni dopo, nel 1983, il comico aretino ha conosciuto invece (e poi sposato) un’attrice cesenate, Nicoletta Braschi, sul set di Tu mi turbi. Da allora, per ogni suo film da regista, tranne Non ci resta che piangere (ma solo perché alla regia c’era anche Massimo Troisi), la Braschi compare ineluttabilmente in ogni pellicola. Tu mi turbi era il suo primo film e, tranne rari casi (Giordana, Virzì, Cristina Comencini), la Braschi ha lavorato soltanto con il marito. Quando, nel Mostro, la Braschi si improvvisò femme fatale per scatenare le presunte turbe erotiche del protagonista, la critica cominciò a esprimere dubbi sul suo eclettismo espressivo. Nel frattempo, era divenuta anche mente economica dell’impero familiare. Con la svolta drammatica della Vita è bella e La tigre e la neve, le perplessità si sono tramutate in recensioni spietate (in internet, almeno). Benigni rischia di essere cinematograficamente ricordato come un’occasione persa. Il suo talento puro andrebbe preservato. In due modi. Dovrebbe essere diretto da un regista vero; e dovrebbe accettare che si può essere felliniani anche senza voler dimostrare che tua moglie è l’erede di Giuletta Masina» [ Scanzi, Sta 26.11.05] • Intervistato dal settimanale tedesco Die Zelt ha raccontato che certe volte in sogno ama tre donne differenti, ma sono tutte e tre variazioni della moglie Nicoletta Braschi [26.05.09] • Roberto Benigni e la moglie Nicoletta Braschi da più di vent’anni scelgono l’isola di Santa Maria (La Maddalena, Olbia-Tempio) per le loro vacanze. Lì hanno acquistato una rustica casa da pescatori e una villetta, poi da loro ristrutturata [Chi 07.07.10] • Roberto Benigni le ha dedicato numerosi premi e riconoscimenti. In risalto il Premio Oscar al miglior film straniero (La vita è bella) nel 1999, il Premio David di Donatello alla carriera nel 2017 «Bravo Benigni. Ha dedicato il suo David di Donatello a Nicoletta Braschi con emozionanti parole d’amore: “Ho fatto tutto con lei, per lei e grazie a lei, perciò questo premio le appartiene”. Semplice. Generoso. Sincero. E magnifico. Così sì, che la vita è bella. Il film, invece, faceva cacare» [Mercenaro, Foglio] • «Prima di entrare nei vostri anni Novanta pieni di successi, fermiamoci un attimo: si dice che, il 26 dicembre del 1991, lei e Roberto vi siate sposati in un convento delle suore Cappuccine a Cesena. Celebrava don Tarcisio Di Giovanni, zio materno, per 15 anni missionario in Mozambico. Zia materna anche la badessa. Nessuno confermò mai nulla, né la portinaia del convento, né il vescovo di Cesena, che si trincerò dietro a un: “Torno adesso da un funerale, mi capisca”. Dopo la cerimonia, saliste su una Mercedes e sgommaste via. È vero? “Invidio chi riesce a parlare liberamente delle proprie cose private. Mi perdoni, ma io non ce la faccio”» [a Pier Luigi Vercesi, Cds] • «Quando ti ho incontrata, ho creduto di vedere un altro sole. Per me non è stato amore a prima o ultima vista, ma amore a eterna vista. Io meritavo un gattino invece mi arriva il Leone. Condividiamolo, io mi tengo la coda ma a te spettano le ali perché il mio lavoro ha preso il volo grazie a te, alla tua femminilità, al tuo mistero, al tuo fascino» [Benigni nel ricevere il Leone d’oro alla carriera alla mostra del cinema di Venezia nel 2021].
Titoli di coda Coraggiosa? «No, incosciente» [a Bandettini, cit].