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 2026  aprile 25 Sabato calendario

Biografia di Melania Knauss (Melania Trump)

Melania Knauss (Melania Trump), nata a Novo Mesto (Slovenia) il 26 aprile 1970 (56 anni). First lady degli Stati Uniti d’America, la prima non di madrelingua inglese. Ex modella.
Titoli di testa «Io non sono il tipo di moglie che ti dice impara questo o impara quello. Non sono una rompiscatole» [a Harper’s Bazaar].
Vita Figlia di Amalija, operaia alla Jutranjka, una fabbrica di Stato dove si stampavano tessuti, e del venditore di auto Viktor. Una volta, alla giornalista Mika Brzezinski, Melania disse che sua madre lavorava «nel mondo della moda» come «fashion designer» • Suo padre era iscritto al partito comunista ai tempi della Jugoslavia di Tito (così dimostrerebbero delle foto scovate da giornalisti sloveni, ma lo staff di Trump disse che erano false) • Ha una sorella maggiore, Ines, che è stata sua testimone di nozze • «È cresciuta in un palazzone sovietico di Sevnica [6 mila abitanti], una graziosa cittadina sulla riva di un fiume dove una Coca-Cola di contrabbando era un lusso» [Lauren Collins, Vanity] • Studia nella scuola del paese, intitolata all’eroe partigiano Savo Kladnik. Sezione A, era brava in geografia, con le amiche lavorava a maglia. «Un album dei ricordi dell’istituto mostra la futura signora Trump da ragazzina vicino a Pola nel 1981, quando alle vacanze scolastiche si portava la bandiera jugoslava con la stella rossa. […] La casa di famiglia di metà anni Novanta è una delle più belle e costose nella frazione di Ribniki, la Beverly Hills della zona. Villetta su due piani, con la cassetta della posta in stile americano» [Fausto Biloslavo, Panorama] • «Matjaz Kragl, ex compagno di classe, ricorda: “A scuola Melania aveva 4 su 5”. Come un 8 in Italia. E non dava confidenza a nessuno. […] Il primo uomo di Melania fu Peter Butoln. Lei aveva 17 anni, lui per fare colpo passò a prenderla con una Vespa metallizzata e lo stratagemma funzionò. “Era una ragazza bella e brillante, non vedeva l’ora di lasciare la Slovenia”, ha raccontato Peter. “Melania è laureata in Architettura all’università di Lubiana”, recitava il suo sito internet fino a poche settimane fa. Poi, questa frase sparisce. I cronisti americani indagano e scoprono che della laurea non c’è traccia. “Ho lasciato dopo il primo anno”, ammette Melania con Gq» [Fiamma Tinelli, 2016 Oggi] • «“Ci scambiavamo messaggi attraverso le corde tese fra i balconi. Ascoltavamo le cassette di Boy George, Africa ed Eros Ramazzotti”. L’ex compagna di banco a scuola ammette: “Non avrei mai immaginato che arrivasse così in alto. Da adolescente era bella, attraente e sapeva bene quello che voleva, ma sognava di andare a Lubiana, non a New York o alla Casa Bianca”. La prima sfilata di Melania è su una passerella dell’hotel Jugoslavia, a Belgrado, nel 1977, in pieno regime comunista, con i vestitini da bambini della ditta di stato Jutranika, dove lavora la madre di Melania e per un periodo anche il padre come autista. “Avevo sei anni ed ero terrorizzata dalle luci” ricorda l’amica Diana mostrando una foto d’epoca in bianco e nero. “Mi ero messa a piangere e non riuscivo a muovere un passo. Melania non solo era a suo agio, ma è venuta a prendermi per mano per farmi sfilare superando l’emozione”» [Biloslavo, cit.] • A Lubiana viene scoperta come modella, a 17 anni, da Stane Jerko, un famoso fotografo di moda. Nel 1989 partecipa a un concorso a Cinecittà senza successo • Nei primi anni Novanta, a Roma, al Bar della Pace, «c’è chi giura che a servire ai tavoli ci fosse nientemeno che una modella slovena, una tal Melania Knauss poi appunto coniugata Trump, che faceva girare la testa agli avventori. “Sì, sì, sono certo, era proprio lei”, racconta al Foglio un cliente affezionato di quel bar confermando i pettegolezzi. […] Qualcun altro ha diversi ricordi: “Sì, si vedeva alla Pace ma non faceva la cameriera, stava già a New York, ed era amica del playboy napoletano Stefano Chitis”» [Michele Masneri, 2026 Foglio] • Va a Milano, dove lavora con l’agenzia di Riccardo Gay e sfila per Gucci, Valentino e Pino Lancetti. «“Era perfetta, ma ben lontana dai gradi di super modella” punzecchia una fonte milanese. Melania torna ben presto in Slovenia per puntare su Vienna e Parigi, ammettendo che a Milano “con i soldi come modella a malapena riuscivo a sopravvivere”. Il capoluogo lombardo, però, è cruciale per il contatto con Paolo Zampolli, suo coetaneo, di buona famiglia, coinvolto nel business della moda» [Biloslavo, cit.] • Paolo Zampolli (che oggi è «inviato speciale» di Trump in Italia) la portò negli Usa: «Era seria, molto professionale. Le piaceva starsene a casa, non era una party girl» • Nel 1998, a una festa al Kit Kat di New York, Melania conosce Donald Trump (che era arrivato al club con un’altra donna, Celina Midelfart, ereditiera norvegese). Tra i due scattò una «scintilla innegabile. C’era qualcosa di magnetico in lui» (parole di lei nella sua autobiografia del 2024). Melania ha sempre detto che fu Zampolli a presentarli • «Lei aveva 28 anni e lui il doppio [in realtà 24 in più di lei, cioè 52], quattro figli, due ex mogli, un posto fisso nella classifica di Forbes tra i Paperoni d’America e la fama da playboy» [Lavinia Orefici, Libero] • «Quello che per lui, in procinto di divorziare dalla seconda moglie, fu un colpo di fulmine, per lei fu poco più che una seccatura, tanto che rifiutò di dargli il suo numero di telefono e tollerò di malavoglia, pare, la sua corte serrata» [Dago] • Il primo appuntamento fu «una visita immobiliare. Il tycoon guidò per un’ora e mezza pur di mostrare alla sua futura moglie una casa che voleva acquistare a Bedford, nel New Jersey: “Ha combinato gli affari con il primo appuntamento con me. Ed è stato molto piacevole, perché siamo stati entrambi soli in macchina per un’ora, un’ora e mezza, e non c’erano altre interferenze, né altre persone, anche se a quel punto lui era già molto conosciuto e una celebrità. [...] Era davvero bello stare solo noi due”» [Ulgu-Servant, Vanity] • Nel 2000 posò seminuda per la rivista Gq: le foto la ritaevano in vestaglia e bracciali di diamanti sdraiata su una pelliccia, a bordo del Boeing 727 di Trump (le foto vennero mostrate con intento derisorio nel programma tv russo 60 Minutes, in un servizio sulla vittoria di Trump del 2024). Nell’intervista a corredo del servizio fotografico – intitolato Un letto fra le nuvole – disse di lei e Donald: «Facciamo sesso in modo incredibile almeno una volta al giorno». Nel libro Melania Trump: The Inside Story, co-scritto dal più celebre giornalista scandalistico sloveno Bojan Požar, si legge che «pare che Donald sia il primo uomo con cui è andata a letto» • «Si lasciano per un certo periodo nel 2000, quando Donald accarezzava l’idea di candidarsi alla presidenza per il Reform Party fondato da Ross Perot – Trump scarica la Knauss, titola il New York Post – ma presto tornano insieme» [Collins, cit.] • Ottiene la green card nel 2001, e cinque anni dopo divenne cittadina americana. «Sono venuta qui per lavoro, e mi è andata così bene che mi sono trasferita. Non mi è mai passato per la mente di vivere qui senza i documenti. C’è chi è fatto così. Segue le regole. Rispetta la legge» [Harper’s Bazaar] • «Nel luglio 2002, due anni prima di fidanzarsi con la modella slovena Melania Knauss, Donald Trump si recò per tre ore nel Paese in cui lei era nata. La coppia si trovava a Londra. Verso le otto di un lunedì sera, il Boeing 727 di Trump atterrò all’aeroporto Brnik di Lubiana. Ad aspettarli c’erano Viktor e Amalija Knavs, i genitori di quella che in passato si era chiamata Melanija, ma che da tempo aveva cambiato nome. Il gruppo salì a bordo di due Mercedes nere. Mezz’ora dopo arrivarono al Grand Hotel Toplice, un lussuoso albergo affacciato sul lago di Bled. Entrati nel ristorante da un ingresso laterale, furono accompagnati a un tavolo con vista. Trump e Knauss si sedettero da un lato, i Knavs e Foerderer dall’altro, come in seguito avrebbero fatto i concorrenti di The Apprentice. Il ristorante era stato chiuso per loro. Fra cocktail analcolici (Trump prese una Coca Light) e scaloppine alle cipolle con patate fritte e mirtilli selvatici, Melania faceva da interprete. Trump non volle il caffè. Secondo i giornalisti Bojan Požar e Igor Omerza, mentre uscivano chiese al futuro suocero: “Questo posto è in vendita?”. Prima di mezzanotte era già all’aeroporto» [Collins, cit.] • Nel 2004, «sul tappeto rosso più esclusivo di New York, quello del Met Gala, Melania Trump si presentò con addosso un Versace Alta Moda, che Trump si era aggiudicato all’asta battendo l’offerta del produttore Harvey Weinstein, e all’anulare sinistro un diamante di Graff da un milione di dollari» [Orefici, cit.] • Nel 2005, il 22 gennaio, Melania e Donald si sposano nella tenuta di lui a Mar-a-Lago. Tra gli invitati anche i coniugi Clinton. «Si è scritto che, dei 450 invitati al matrimonio dei Trump, solo tre – Viktor, Amalija e la sorella di Melania, Ines – fossero sloveni. “Lui parla inglese, punto. E va bene così”, ha detto Melania a Harper’s Bazaar parlando del marito» [Collins, cit.]. • Al matrimonio indossa uno sfarzoso abito disegnato da John Galliano per Dior Couture, del valore di 178 mila dollari, pagato dal futuro marito • L’anno scorso una giornalista freelance trovò in vendita su Ebay il presunto abito da sposa di Melania: «La descrizione dell’inserzionista, una donna di Massapequa nello Stato di New York, era corrispondente: abito realizzato in satin duchesse, silhouette aderente, gonna voluminosissima di 90 metri di stoffa e 1.500 cristalli Swarovski ricamati. La donna dice di aver acquistato il vestito direttamente da Melania Trump per il proprio matrimonio nel 2010, pagandolo 70 mila dollari. Ma a parte 21 foto che mettono in evidenza lo strascico e i dettagli ricamati, confrontandoli con la celebre copertina di Vogue, non ci sono prove di autenticità. Da Vogue e dal servizio dell’epoca emergono – ripescati oggi dai media di tutto il mondo – vari dettagli sul super-abito. Pesa 27 chili, è stato realizzato in 550 ore di lavoro e quasi altrettante, da una sfilata all’altra dell’haute couture, ne aveva impiegate Melania Trump per cercarlo» [Irene Soave, Cds] • Vestita da sposa, appare sulla copertina di Vogue Usa del febbraio 2005, con lo strillo Come sposare un miliardario e all’interno in 14 pagine di foto fatte da Mario Testino • Nel 2006 Annie Leibovitz la fotografa ai piedi di un aereo privato, aveva il pancione e indossava un bikini dorato e tacchi a spillo. Il marito era dietro di lei, in un’auto sportiva, lo sportello aperto e i capelli seminascosti dal tettuccio. Nasce il loro unico figlio, Barron. Per l’occasione Melania dona un’ambulanza e un ecocardiografo (da 25 mila dollari) all’ospedale della sua città natale • Barron oggi è uno studente della New York University. «Parla “dei miei due bambini, quello grande e quello piccolo”. Degli otto nipoti di Trump, due hanno suppergiù la stessa età dello zio Barron» [Collins, 2016 cit.]. «“Non è un bambino che gira in tuta” disse una volta del figlio. “Io non ho una tata”, ha dichiarato a Harper’s Bazaar. “Ho uno chef, ho il mio assistente e basta. Faccio da me” (“Una ragazza che si occupa di Barron c’è”, ha ammesso Donald al Post)» [ibid.] • «Archiviata l’esperienza nella moda, si dedicò a varie attività benefiche alternandole ad altre più commerciali, come le linee di orologi e gioielli lanciate sul canale di televendite Qvc e quella di creme per la pelle» [Dago] • «Ha una linea di gioielli, una di prodotti per la pelle (ingrediente chiave: uova di storione) e un debole per l’espressione “dalla A alla Z” (“Seguo tutto dalla A alla Z”, “Sono coinvolta dalla A alla Z”, “Mi occupo dei gioielli che creo dalla A alla Z”). Il marito sembra considerarla principalmente per le sue doti fisiche: “Dov’è la mia top model?”, gridò dal palco di un incontro alla University of Pennsylvania nel 1999, poco dopo essersi fatto accompagnare da Melania al talk show di Howard Stern per parlare del loro “sesso incredibile” e del fatto che lei non aveva la cellulite» [Collins, cit.] • Nel 2016 il marito si candida alla presidenza degli Stati Uniti. «Nel 2016, alla Convention repubblicana di Cleveland, Melania Trump fu la stella della prima serata, con un discorso calmo e composto davanti ai 2.500 delegati, visto da 23 milioni di persone. Solo un giornalista afroamericano, Jarrett Hill, si accorse che qualcosa non funzionava: quelle cose le aveva già sentite. Gli ci volle poco per scoprire che Melania aveva abbondantemente saccheggiato lo speech pronunciato da Michelle Obama otto anni prima alla Convention democratica di Denver. La polemica esplose rovente e fece ombra all’intero evento. L’autrice del testo, Meredith McIver, si assunse la responsabilità di aver inserito passaggi del discorso di Michelle, senza avvertire Melania, scusandosi con entrambi» [Paolo Valentino, Foglio] • «Secondo i retroscena la notte della vittoria del marito pianse, prevedendo che la vita alla Casa Bianca sarebbe stata molto più complicata che nella confortevole Trump Tower di New York» [Maria Latella, 2020 Mess] • Dopo l’elezione, per almeno un anno non volle trasferirsi alla Casa Bianca, per far «concludere l’anno scolastico senza disagi» al figlio allora dodicenne • Durante il primo mandato di Trump l’ex modella Melania non apparve mai né in copertina su Vogue né in copertina su Vanity Fair. Intervistata da Fox News, Melania disse: «non ho alcun interesse» a finire su tali copertine, «ci sono stata mille volte» • «Durante il primo mandato del marito, impressionò un po’ tutti – perfino il popolo Maga apparve meno entusiasta del solito – con quei memorabili alberi di Natale rosso sangue che ai cinefili evocarono il celebre film horror A Venezia… un dicembre rosso shocking con Donald Sutherland e Julie Christie» [Matteo Persivale, Cds] • «Nel 2017 fece causa – vincendo, e incassando circa 3 milioni di dollari incluse le spese legali – al tabloid inglese Daily Mail che senza prove aveva insinuato che oltre a lavorare come modella fornisse “altri servizi”» [ibid.] • Nel 2018 visitò un centro per la detenzione di bambini migranti al confine col Messico indossando una giacca di Zara sul cui retro c’era la scritta «I really don’t care do U?», cioè «Non me ne importa proprio niente, e a te?». Ma ufficialmente ha espresso posizioni contrarie alla separazione dei bambini dai genitori incarcerati perché immigrati irregolarmente negli Usa: «Non si fa così, un paese civile non arriva a questo» ha detto pubblicamente • Dalla dichiarazione dei redditi del marito, resa pubblica alla Camera statunitense dopo una disputa legale, risulta che nel 2019 e nel 2020 ha guadagnato 3.848 dollari come modella, ma in tutti e due gli anni ha registrato spese per 3.848 dollari e quindi si è ritrovata con zero di reddito netto • Durante il primo mandato presidenziale di Trump di solito «non c’è, non si sa dove sia, non partecipa, declina l’invito, opta per una visita strettamente personale, quando finalmente si sottomette a presenziare al fianco del marito, lo fa con quella sottilissima ma tenace vena di polemica» [Pistolini, 2018 Fatto] • «Con Melania si è sempre saputo pochino. L’ex modella slovena ha scelto durante la campagna del 2016 il bassissimo profilo, l’ha mantenuto durante i quattro anni alla Casa Bianca e ancor di più durante i quattro anni della presidenza Biden nel suo ruolo di ex first lady» [Matteo Persivale, Cds] • Le cose cambiano con la seconda presidenza del marito: gli dà pubblicamente il suo sostegno durante la campagna elettorale, e dopo l’elezione diventa una first lady più attiva e presenzialista. Ha persino inviato una lettera a Putin chiedendogli di liberare i bambini ucraini rapiti dai russi • «Mi sembra che forse la gente non mi aveva accettato, la prima volta. Non ho avuto molto sostegno. Non mi avevano capito come forse mi capiscono ora» [a Fox News] • Alla cerimonia di insediamento per il secondo mandato del marito si presenta «impalcata in blu e chiusa a due file di bottoni, ride poco, solita vibe militar-incazzata. Regge la bibbia per il giuramento, pare una scena da un Padrino mai girato. Il bacio di Donald non arriva a destinazione, la tesa del cappello è abbastanza larga per tenerlo a distanza e abbastanza stretta per non fare la figura della scema nelle foto ufficiali» [Ester Viola, Foglio] • Nel 2024 è uscita la sua autobiografia Melania, che il marito nei comizi ha più volte definito «bestseller numero 1» (in effetti ha venduto molto). Negli Usa è uscita l’8 ottobre, edita da Skyhorse Publishing (la stessa casa che ha pubblicato la traduzione in inglese di Io sono Giorgia), 256 pagine per 40 dollari, ma 150 per l’edizione da collezione autografata. Nessuna foto in copertina ma molte all’interno, poche storie inedite, a parte l’ammissione di essere favorevole all’aborto • Nel 2024 le è stato tolto un tumore benigno ai reni • Nel 2025 «una ventina di anonimi investitori hanno comprato in gennaio la criptovaluta di Melania Trump prima che la first lady ne rivelasse l’esistenza, per venderla al boom del prezzo subito dopo l’annuncio (guadagno, 95 milioni di dollari)» [Federico Fubini, Cds] • Quest’anno è uscito il documentario Melania, prodotto da Amazon: sembra che inizialmente dovesse costare 40 milioni di dollari, ma che sia arrivato a costarne 75. L’italiano Dante Spinotti – candidato all’Oscar per L.A. Confidential e Insider – è stato co-direttore della fotografia. Lei si è conquistato una certa fama a Hollywood come colui che ringiovanisce le attrici. L’hanno scelta per questo? «Può darsi (ride). […] Il racconto è tutto incentrato su Melania, su come si veste, che scarpe indossa, come passa la giornata, chi incontra. La parte più divertente è stata quando sono rimasto con un elettricista e un assistente dentro gli appartamenti presidenziali per filmarla al rientro dall’insediamento alle 2 di notte. Lei in cucina, Donald che si fa un sandwich prima di andare a dormire. C’era anche Viktor, il papà di Melania» [a Alessandra Beltrame, Rep] • «In un tribunale di Manhattan è aperta una causa tra la first lady e il giornalista e biografo di Trump Michael Wolff, che ha scritto che Melania era “molto coinvolta” nella cerchia degli amici di Epstein, dove avrebbe incontrato il futuro marito, Donald, facendo sesso con lui per la prima volta sul jet del finanziere. In effetti, in un’email del 23 ottobre 2002, Melania Knauss – il cognome da ragazza – scriveva a Ghislaine Maxwell, collaboratrice e amante di Epstein: “Cara G, come stai? Bel pezzo su Je su Ny Mag. Sei splendida nella foto…? Chiamami quando torni a New York. Buon divertimento! Con affetto, Melania”. Maxwell, affettuosa, le rispondeva chiamandola “pisellino”» [Roberto Festa, Fatto]. Il 9 aprile 2026 è apparsa a sorpresa in tv, parlando per circa cinque minuti dalla Casa Bianca, senza rispondere a domande: «Ha ripetuto di non aver nulla a che fare con Epstein o Ghislaine Maxwell, e ha chiesto al Congresso di far parlare le vittime di Epstein sotto giuramento durante un’audizione ufficiale. Ha poi fatto postare il video integrale sul sito ufficiale della Casa Bianca e sul suo Twitter/X governativo. È stata una decisione sorprendente […] Nessuno le aveva chiesto di giustificarsi. […] Quando qualcuno – come lo stratega democratico James Carville – aveva fatto insinuazioni poco gradevoli sul passato della first lady, dicendo in un podcast che era stato Epstein a presentarle Trump, gli avvocati di Melania erano passati immediatamente all’azione. Carville era stato costretto a cancellare il video e a scusarsi per evitare una causa. Stessa cosa accaduta a Daily Beast e alla casa editrice Harper Collins Uk» [Persivale, cit.]. In una puntata di Report andata in onda a metà aprile 2026 anche l’ex moglie di Zampolli, la brasiliana Amanda Ungaro, ha sostenuto che fu Epstein a presentare Melania a Trump. «Tra Paolo e Melania c’è un patto, un accordo. Ne sono sicura al 100 per cento» ha detto, e poi: «Melania ha un interesse a tenere stretto Paolo perché ha paura che lui possa rivelare circostanze compromettenti». Ma Zampolli ha replicato: «Tutto il mondo sa che l’ho presentata io Melania, lo sa il presidente, lo sa lei, lo so io».
Altro Come il marito, è astemia • «Routine di Melania Trump: pilates all’alba, passeggiate coi pesi alle caviglie, sette snack a base di frutti diversi, eccetera» [Anna Lombardi, 2021 Rep] • Casa Bianca a parte, la sua casa è a New York, nella Trump Tower (ovviamente), dove occupa gli ultimi tre piani. «Nessuno può salire sull’ascensore con lei, nessuno può passare dal corridoio quando passa lei» [l’inquilino Francesco Costa a Sara Gandolfi, 2018 Cds]. «In casa, gli ospiti devono calzare copriscarpe per non lasciare segni sui pavimenti di marmo» [Collins, cit.] • Durante la presidenza Trump i suoi genitori hanno ottenuto la cittadinanza statunitense e si sono trasferiti negli Usa, a vivere accanto alla figlia, e così anche la sorella. Sua madre è morta il 9 gennaio 2024, suo padre ora ha 81 anni • Alla Casa Bianca dorme in una camera singola, separata dal marito (fino alla presidenza Ford era una sistemazione considerata normale) • Porta quasi sempre tacchi molto alti («durante la visita al Royal Hospital Chelsea di Londra, ha giocato a bocce, in tacchi a spillo, col marito di Theresa May» [Anteprima, 2018]). «Ogni donna ama le scarpe. Io, quando le guardo, le amo e, se le amo molto, le compro» [Azzurra Della Penna, 2010 Chi] • Veste spesso Dior (il marchio del suo abito da sposa), come nel 2024 quando ha votato a Palm Beach indossando un abito a pois bianchi e neri o quando ha assistito al discorso del marito dopo la seconda vittoria in tailleur grigio • Cattolica. Nel 2017, ricevuta in udienza da papa Francesco, gli ha portato un rosaio da benedire e si è presentata vestita di nero come da protocollo, e con tanto di veletta. «Il Papa, guardando l’imponenza fisica del presidente e del suo seguito ha chiesto in spagnolo a Melania: “Cosa gli dà da mangiare? La potica (un pane dolce con noci sloveno ndr)?” Frase colta solo in parte dal monsignore incaricato di fare da interprete, che ha riportato solo metà battuta: “Cosa gli dà da mangiare?”. alla quale Melania, colta di sorpresa, ha risposto con un sorriso, bisbigliando “Sì, pizza”» [Rep]. Poi ha visitato l’ospedale pediatrico Bambino Gesù • Ha un proprio ufficio stampa e può comunicare in autonomia dal marito (anche se l’ala est, dove c’era il suo ufficio, è stata demolita per far spazio all’ormai famigerata futura sala da ballo) • I servizi segreti, per parlare di lei, pare usino il nome «Muse» (e per il marito «Mogul») • Nel 2021 mise all’asta Melania’s Vision, un acquerello digitale che riproduceva i suoi occhi azzurri, del video artista Marc-Antoine Coulon. Fu venduto per soli 150 dollari. Nel 2022 mise all’asta un cappello indossato durante una visita di Stato insieme a un acquerello digitale: base d’asta 250 mila dollari, è rimasto invenduto • Pare che ami la cucina italiana, «in particolare la pasta ma, da ex modella, senza troppo condimento» [Massimo Basile, Rep] • La persona che sceglie i vestiti per lei, e cioè il suo stylist, è Hervé Pierre • Nella sua autobiografia ha scritto di essere amica di penna di re Carlo, con il quale intrattiene una «corrispondenza continua» dal loro primo incontro avvenuto nel 2005 • Ha rinegoziato il suo accordo prematrimoniale con Trump per ben tre volte • Nel 2020 ha rotto l’amicizia con la sua ex assistente Stephanie Winston Wolkoff dopo che questa aveva pubblicato il libro Melania and Me. Sul matrimonio con Trump, nel libro si legge: «Non lo lascerà mai. Il loro è un matrimonio transazionale, sapeva dall’inizio a cosa andava incontro. Resterà al fianco di Donald come ha sempre fatto». Per promuovere il libro, l’autrice ha dato alla Cnn le registrazioni di alcune telefonate con Melania. In una di queste conversazioni, Melania dice «mi sto facendo un culo così sulle cose di Natale, che poi sai, chi cazzo se ne frega delle cose di Natale e delle decorazioni. Ma devo farlo, no?», e anche «ok, allora lo faccio, e dico che sto lavorando per il Natale e mi dicono “oh, e quei bambini separati dalle famiglie?” (alla frontiera col Messico ai tempi almeno 12 mila, ndr). Ma non rompetemi i coglioni…». Proseguendo: «Li trattano bene. Lo so sì, non sono con genitori (l’inglese di Melania non è impeccabile, ndr), è triste. Ma se vengono qui illegalmente, sai, devi fare qualcosa». In un’altra registrazione Melania dice di non volersi fare intervistare dalla Fox perché è una tv troppo di destra, e che ha fatto cambiare i sanitari del suo bagno perché non voleva usare quelli della first lady precedente • In The Art of Her Deal: The Untold Story of Melania Trump del premio Pulitzer Mary Jordan del Washington Post, si dice che i suoi film preferiti sono Viale del tramonto, Via col vento e Un amore splendido • «La prima donna presidente della Slovenia, eletta ieri al ballottaggio con il 54 per cento dei voti, è la progressista Natasha Pirc Musar, appoggiata dal governo di centrosinistra. Pirc Musar è stata l’avvocata di un’altra connazionale celebre, Melania Trump. L’ex first lady degli Stati Uniti si era rivolta a lei perché, durante la presidenza del marito Donald, molte aziende slovene cercavano di commercializzare prodotti con il suo nome o il suo volto, sfruttandone le origini» [Cds] • Un avvocato di Trump ha minacciato di far causa allo sloveno Požar, co-autore di Melania Trump: The Inside Story, dopo un articolo in cui sosteneva che si fosse rifatta il seno.
Titoli di coda Una volta ci fu qualcuno che rifiutò di servirla: il parrucchiere romano Roberto D’Antonio, con negozio appena fuori Montecitorio. «Voleva che andassi in ambasciata e che la pettinassi gratis. E perché?» [a Giovanna Cavalli, 2024 Cds].