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 2026  aprile 27 Lunedì calendario

Biografia di Tommaso Foti

Tommaso Foti, nato a Piacenza il 28 aprile 1960 (66 anni). Politico italiano. Dal 2 dicembre 2024 è ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e il Pnrr nel governo Meloni. Dal 9 maggio 1996 è deputato alla Camera, fatta eccezione dal 15 marzo 2013 al 22 marzo 2018. Dal 9 novembre 2022 al 3 dicembre 2024 è stato capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati.
Titoli di testa «Sarà per i suoi interventi in equilibrio e mai fuori posto o per le sue apparizioni nei salotti televisivi, sempre istituzionali. Fatto sta che i suoi amici ci scherzano su: “Forse è aiutato dalla erre moscia che dà sempre un tocco di equilibrio ed eleganza”» [Falci, Cds].
Vita Nato a Piacenza, dove si è diplomato presso il liceo scientifico Lorenzo Respighi, è stato un dirigente d’azienda nel settore agroalimentare • «Da piccolo sono vivace e mi mandano a scuola a 5 anni, anticipando di qualche mese gli obblighi scolastici allora previsti» • « Nel settembre del 1967, a 7 anni, “rilascio” la mia prima intervista a Il Richiamo, il mensile della mia originaria parrocchia (SS.Trinità). Allora, quasi tutti mi chiamavano Masino (diminutivo di Tommaso, il mio nome di battesimo) e tale sono rimasto anche oggi per gli amici più affezionati» • Inizia giovanissimo l’attività politica, iscrivendosi a soli 16 anni nel Fronte della Gioventù (Fdg), l’organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale (Msi-Dn) e si scopre un enfant prodige della politica: del Fdg diventa presto segretario provinciale, poi membro della direzione nazionale, e nel 1983, a soli 23 anni, componente dell’esecutivo nazionale • Ma la carriera interna non è la sua unica ambizione: «Fa la gavetta, quella classica. A 20 anni consigliere comunale di Piacenza, dove viene rieletto per ben sei volte fino al 2005. Diviene così “una figura che ha retto il partito in Emilia-Romagna” osservano i bene informati, assieme al senatore Attilio Balboni al quale è molto legato […] è stato allievo di Carlo Tassi, il missino che indossava sempre una camicia nera e che da avvocato patrocinava gratis i piacentini meno abbienti. “Masino” – lo chiamano così gli amici – cresce in questo contesto» [Falci, cit.] • Alle elezioni regionali in Emilia-Romagna del 1985 è candidato per la provincia di Piacenza nelle liste del MSI, ma non è eletto nonostante le 3.106 preferenze • Alle politiche del 1987 viene candidato alla Camera dei Deputati nella circoscrizione Parma-Modena-Piacenza-Reggio nell’Emilia, ottenendo 4.423 preferenze e risultando il primo dei non eletti del Msi • Alle politiche del 1992 viene ricandidato alla Camera nella medesima circoscrizione, ma con 1.577 preferenze è di nuovo il primo dei non eletti • Nel frattempo tutto cambia nella destra italiana. Nel 1995 aderisce alla svolta di Fiuggi di Gianfranco Fini che porta allo scioglimento del Msi-Dn e alla fondazione di Alleanza Nazionale • Alle elezioni regionali in Emilia-Romagna di quello stesso anno è inserito nel listino del candidato presidente di centrodestra Gianfranco Morra, che tuttavia è sconfitto dallo sfidante di centro-sinistra Pier Luigi Bersani: conseguentemente non è eletto consigliere • Ma la svolta nella sua carriera è dietro l’angolo: alle politiche del 1996 viene eletto deputato per il Polo per le Libertà (in quota Alleanza Nazionale) nel collegio di Piacenza, dove ottiene il 41,32% e supera di misura Gianfranco Pasquino dell’Ulivo (40,97%) e Giorgio Alessandrini della Lega Nord (17,71%) • Rapida l’ascesa anche in An: diventa membro del consiglio direttivo alla Camera • Ma non molla Piacenza: nel 1998 viene nominato anche vicesindaco con delega al Bilancio, all’Economato e alle Imposte e Tasse all’interno della giunta comunale di centro-destra guidata da Gianguido Guidotti. Ricopre la carica fino al 2001, quando deve dimettersi a causa dell’incompatibilità tra gli incarichi nazionali (cioè la presidenza della Bicamerale) e gli incarichi amministrativi locali. • Alle elezioni politiche del 2001 viene riconfermato alla Camera per la Casa delle Libertà (in quota An), ottenendo il 47,14% e superando Luigi Cavanna dell’Ulivo (45,13%), e diventa membro della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera e presidente della Commissione Bicamerale di Vigilanza sull’Anagrafe Tributaria per la XIV Legislatura • Alle elezioni amministrative del 2004 An tenta la spallata in una terra tradizionalmente rossa e lo candida alla presidenza della Provincia di Piacenza (sostenuto da una coalizione di centro-destra formata da Forza Italia, An, Udc, Partito Repubblicano Italiano - I Liberal Sgarbi e le liste Oltre i Partiti e Fronte Pensionati al primo turno e poi anche dalla Lega al ballottaggio): ottiene il 42,19% al primo turno e accede al ballottaggio, dove però con il 47,89% viene sconfitto dal candidato del centro-sinistra Gian Luigi Boiardi (52,11%). Viene comunque eletto consigliere provinciale, in quanto candidato presidente non eletto • Alle elezioni politiche del 2006 è confermato alla Camera (terzo nella lista di An nella circoscrizione Emilia-Romagna), ricoprendo la carica di vicepresidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici per la XV Legislatura • Alle politiche del 2008 viene rieletto alla Camera (quinto nella lista del Popolo della Libertà per la circoscrizione Emilia-Romagna), diventa vicepresidente nella Commissione Parlamentare per la semplificazione e presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Cassa Depositi e Prestiti S.p.a. per la XV Legislatura • Alle elezioni provinciali del 2009 viene eletto consigliere provinciale di Piacenza per il PdL nel collegio Piacenza I, dove ottiene il 37,68% dei voti. Nella stessa tornata elettorale è eletto anche consigliere di Pianello Val Tidone per una lista civica • Nel 2011 si dimette da consigliere provinciale per candidarsi di nuovo al consiglio comunale di Piacenza, dove viene eletto alle elezioni comunali del 2012 nelle liste del Popolo della Libertà, di cui fino al dicembre 2012 è coordinatore provinciale • Nel frattempo la destra è attraversata da grandi inquietudini e lacerazioni. Foti, che pure ha fama di moderato, non condivide il sostegno del PdL al governo Monti e a dicembre 2012 aderisce alla scissione del PdL guidata da Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Guido Crosetto che porta alla nascita di Fratelli d’Italia (Fdi) • Il nuovo partito erede del Msi lo ricandida alla Camera nella circoscrizione Emilia-Romagna alle elezioni politiche del 2013: tuttavia, a causa dei bassi risultati ottenuti dalla lista in Regione e della sconfitta a livello nazionale della coalizione di centro-destra, non viene rieletto deputato nonostante il sesto miglior risultato nazionale ottenuto a livello provinciale da Fdi sia stato proprio a Piacenza • Il momentaneo ripiego di Foti è a Bologna: alle regionali in Emilia-Romagna del novembre 2014 è capolista di Fratelli d’Italia per la provincia di Piacenza e viene eletto consigliere regionale, ottenendo il 5,42% dei voti validi (miglior risultato in assoluto a livello regionale della lista) • Il 18 dicembre 2014 viene ufficialmente proclamato consigliere regionale dell’Emilia-Romagna e in automatico il capogruppo di sé stesso in Consiglio regionale • Ma l’assenza dal Parlamento non dura molto. Alle elezioni politiche del 2018 viene ricandidato alla Camera nel collegio uninominale Emilia-Romagna - 14 (Piacenza), sostenuto dalla coalizione di centro-destra in quota Fdi, risultando eletto deputato con il 47,39% dei voti e superando i candidati del Movimento 5 Stelle Filippo Ghigini (23,22%) e del centro-sinistra Patrizia Calza (21,24%) • Di conseguenza si dimette dal Consiglio Regionale il 17 aprile 2018, a causa dell’incompatibilità tra l’incarico di consigliere regionale e quello di deputato • Non è un peone, vista l’esperienza, ma nemmeno una star di Montecitorio e, per di più, durante la pandemia è costretto a un periodo di assenza: il 21 febbraio ‘22 viene è ricoverato in ospedale per un principio di polmonite interstiziale dovuta al Covid. Foti ha 61 anni: vaccinato con tre dosi, fa sapere di essere tranquillo: «Mi sento ben curato» • Alle politiche anticipate del 2022 viene ricandidato alla Camera sia nel collegio uninominale Emilia-Romagna - 01 (Piacenza), sostenuto dalla coalizione di centro-destra, oltreché come capolista di Fratelli d’Italia nei collegi plurinominali Emilia-Romagna - 01 ed Emilia-Romagna - 03, venendo rieletto nell’uninominale con il 52,53% dei voti • Nella XIX legislatura un altro passo avanti, anzi due: diventa vicepresidente vicario del gruppo alla Camera e, dal 9 novembre 2022 ricopre la carica di presidente del gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia alla Camera, in sostituzione di Francesco Lollobrigida diventato ministro dell’Agricoltura nel governo Meloni • «La presidente del Consiglio non ha dubbi quando deve scegliere il successore di Lollobrigida: “Tommaso, adesso tocca a te”. Da presidente dei deputati gioca a fare il pompiere senza perdere di vista la bussola del melonismo» [Falci, cit.] • Nella legislatura in corso cresce la sua visibilità. Nel dicembre 2022 è stato primo firmatario della proposta di modifica della legge 157/1992 diretta ad ampliare la possibilità di cacciare fauna selvatica, consentendo uccisioni e le catture di animali selvatici, anche nelle città e nelle aree protette • «Come si difende chi ha proposto questa misura? “Nessuno - spiega Foti - prevede la caccia libera. Parliamo di abbattimenti, operazioni controllate, diverse dall’attività venatoria. E poi si tratta di una facoltà, non di un obbligo, saranno le regioni a decidere se procedere oppure no”» [Dagospia 16-12-22] • «Adesso ogni sera nei tg compare lui: Tommaso Foti. Il volto bonario del melonismo. In genere ci dice che grazie alla nostra premier l’Italia è tornata a farsi rispettare nel mondo. Foti, 62 anni, un vecchio romualdiano di Piacenza, è in Parlamento da ventisei anni, ma mai era stato rincorso dalle telecamere come gli accade ogni santo giorno da capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera» [Concetto Vecchio, Rep 30-01-23] • «È notizia di ieri che alla Camera dei deputati è stata depositata una proposta di legge di Fratelli d’Italia, a prima firma del capogruppo meloniano Tommaso Foti, che prevede la creazione di un nuovo reato per punire le occupazioni abusive. Questo perché, si legge nella premessa del testo, le pene attualmente previste “non fungono da effetto deterrente”» [Antonucci, Foglio 31-03-23] • «Fratelli d’Italia vuole mettere fuori legge le moschee create in capannoni, immobili privati, garage, negozi. Il disegno di legge presentato dal capogruppo alla Camera Tommaso Foti chiede di escludere la normativa di favore riservata alle proprietà di enti del terzo settore, che permette un più facile cambio di destinazione d’uso, ma la stretta vale solo per le confessioni religiose “i cui rapporti con lo Stato non sono regolati sulla base di intese”. Inevitabile le polemiche dal momento che, guarda caso, tra le principali religioni presenti in Italia solo quella musulmana non può contare appunto su una intesa con lo Stato italiano» [Dago 11-06-23] • «Via libera della Camera alla legge di bilancio, la seconda del governo Meloni, […] con citazioni nostalgiche accolte con applausi da stadio. Durante il dibattito in aula […] il capogruppo di Fratelli d’Italia Tommaso Foti declama con l’enfasi necessaria: “Ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!” Sono le parole che chiudono il Manifesto del Futurismo scritto da Filippo Tommaso Marinetti, che fu tra i fondatori dei Fasci da combattimento. Incoraggiato dagli applausi Foti ricorda anche che “Il domani appartiene a noi” uno dei brani più famosi e identitari della Compagnia dell’Anello, un gruppo musicale molto caro ai gruppi politici dell’estrema destra neofascista» [Amabile, Sta 31-12-23] • «La giornata a nervi tesi tra meloniani e salviniani inizia con il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Tommaso Foti, che boccia la proposta della Lega sul terzo mandato ai governatori: proposta che nasce dal caso Veneto, con Luca Zaia che vorrebbe ricandidarsi per l’ennesima volta e Salvini che lo asseconda perché in caso contrario si troverebbe un concorrente per la leadership nel partito e perderebbe la roccaforte del Veneto con FdI che reclama la Regione» [Fraschilla, Rep 12-08-24] • Foti entra in una delle poche vicende che hanno accostato maggioranza e opposizione, le regole sull’edilizia a Milano: «Obiettivo: riconoscere la corretta interpretazione delle norme fatte in questi anni dal comune di Milano e incoraggiare il comune a non smantellare un modello di efficienza burocratica che ha permesso di attirare investitori nel nostro paese. Il relatore della norma non è un passante ma è il capogruppo di Fratelli d’Italia, Tommaso Foti, e il dato interessante è che al momento a muoversi in sintonia con la maggioranza di governo, e con il sindaco di Milano, è il Partito democratico guidato da Elly Schlein, talmente disposto a votare insieme alla maggioranza, su questo punto, da aver fatto saltare i nervi al Movimento 5 stelle». [Cerasa, Foglio 08-11-24] • Il Foti nazionale non dimentica mai le radici: alle comunali in Emilia-Romagna del 2024 si candida al consiglio comunale di Castel San Giovanni (Piacenza), nella lista civica di centro-destra Castellani con Valentina Stragliati sindaco (a cui aderisce Fratelli d’Italia) a sostegno del candidato sindaco Valentina Stragliati, risultando eletto consigliere comunale • Il gradino più alto della carriera Foti lo raggiunge con la nomina a ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e il Pnrr il 2 dicembre 2024: sostituisce Raffaele Fitto (nominato vicepresidente nella commissione europea von der Leyen II • «Foti, proprio per il suo modo di fare, avrebbe così convinto quanti hanno espresso perplessità sull’opportunità di affidare le deleghe del Sud a un emiliano, visto che negli ultimi anni quel ministero è sempre stato affidato a persone del Mezzogiorno oppure del Centro. Meloni lo stima e se fosse stato per lei lo avrebbe promosso ministro già nel 2022, ma all’epoca un’indagine per corruzione nel piacentino, poi archiviata, ne fermò la promozione al governo. A lui l’arduo compito di guidare il super ministero che unisce Affari europei, Sud, Coesione e soprattutto la gestione del Pnrr. Sarà lui che tratterà con l’Europa servendosi soprattutto di quell’Ars Dc che sembra aver appreso alla scuola di Arnaldo Forlani» [Falci, cit.] • In questi mesi come tutto il governo è stato investito la terremoto Trump: «La premier farà “tutto ciò che può servire per chiarire i rapporti, evitare la loro estremizzazione e soprattutto evitare che ci si parli molto in interviste e agenzie e poco di persona, è sempre cosa buona e giusta”, ha assicurato il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti a chi domandava se Meloni riuscirà a fare da ponte tra Usa e Ue in vista della pace tra Russia e Ucraina» [Fatto 01-03-25] • Non solo sulla guerra ma anche sui dazi, che dividono gli europei Foti si fa sentire: «Il primo (a polemizzare, ndr) è il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, di Fratelli d’Italia: “Vorrei rivolgere una domanda agli amici francesi, così preoccupati per l’incontro Meloni-Trump: come mai quando il presidente Macron si reca» a Washington tutto sembra andare bene, mentre quando è la Meloni ad andare, invece no? Rispetto e reciprocità, cari amici francesi. Non ci sono nazioni di serie A e nazioni di serie B”, attacca» • Foti ostenta atteggiamenti misuratissimi, difficile coglierlo in fallo. Eppure c’è qualche eccezione: «… un aneddoto sul ministro degli Affari europei Tommaso Foti, raccolto dentro Fdi, che risale ai mesi in cui era capogruppo. Si discuteva delle dichiarazioni del governatore della Banca d’Italia Panetta sui migranti, complicate da assorbire per i meloniani: in una riunione, davanti a più testimoni, Foti apostrofò il governatore in modi coloriti: «Un ingrato di cui non ci dovevamo fidare» è la traduzione edulcorata [Lombardo Sta 07-11-25] • Da ministro accoglie con sollievo la notizia dell’archiviazione delle accuse di corruzione: «Il gip di Piacenza, 21 mesi dopo la richiesta della Procura, ha disposto l’archiviazione per Tommaso Foti, ministro per gli Affari Ue di Fdi, indagato per corruzione e traffico di influenze illecite in un’inchiesta sugli appalti che nel 2022 aveva portato ad alcune misure cautelari» [Tutti i giornali 13-12-25] • L’ultima querelle che lo ha coinvolto riguarda la legge elettorale • «“Irricevibile” per le opposizioni. “Equilibrata ma migliorabile” per il leader leghista Matteo Salvini. Emendabile per la stessa Fratelli d’Italia che annuncia di voler modificare la proposta che la maggioranza ha depositato nei due rami del Parlamento, ripristinando le preferenze. Al secondo giorno la nuova legge elettorale, appena formalizzata, è al centro di sospetti e contrapposizioni. “Se si votasse con l’attuale legge elettorale non ci sarebbe una maggioranza” difende la posizione Tommaso Foti, ministro meloniano: la nuova legge serve a garantire stabilità. [Lagroscino, Cds] • Tifoso dell’Inter.
Amori Una figlia: Alessandra di 34 anni. «Il 2 maggio 1992 è uno dei giorni più belli della mia vita, essendo nata mia figlia Alessandra».
Titoli di coda «Sono leale e credo nell’amicizia. Non ho particolari vizi, che non siano quelli propri di tutti gli umani».