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 2026  maggio 22 Venerdì calendario

Francia, Attal si candida alle presidenziali del 2027

Gabriel Attal scende in campo per l’Eliseo. L’ex premier francese, già capo del governo della maggioranza presidenziale e oggi segretario generale di Renaissance, il partito centrista fondato da Emmanuel Macron, ufficializza la sua candidatura alla presidenziale del 2027. L’annuncio è stato organizzato nella pittoresca piazza di un villaggio nel Sud della Francia, lontano dai palazzi del potere della capitale che pure Attal frequenta da qualche anno e in cui ha costruito una rapida ascesa fino a diventare premier due anni fa, a soli 34 anni, il più giovane della Quinta Repubblica. «Amo profondamente la Francia e amo profondamente i francesi» ha detto l’ex premier in un discorso breve di appena cinque minuti.
La scelta di Attal crea ora una competizione interna al blocco centrale, dove c’è l’altro grande pretendente è Édouard Philippe. Ex primo ministro, presidente del partito Horizons, Philippe ha dichiarato la propria candidatura già nel settembre 2024 ed è tuttora in testa nei sondaggi, ma con una tendenza in discesa nelle ultime settimane. Qualche giorno fa Philippe ha anche scoperto di essere indagato per corruzione nell’ambito del suo mandato da sindaco di Le Havre. I due ex premier si contenderanno quindi il voto moderato nella continuità di Emmanuel Macron che, eletto per due mandati consecutivi nel 2017 e nel 2022, non può ripresentarsi.
Spesso descritto come il «baby-Macron», o come il “clone” politico del capo dello Stato, Attal ha ormai preso le distanze dal suo ex mentore. La rottura era avvenuta nel luglio 2024 quando Macron aveva deciso a sorpresa di sciogliere l’Assemblée Nationale dopo la sconfitta alle europee. Il blocco centrale aveva così perso la maggioranza, Attal era stato costretto alle dimissioni dopo appena dieci mesi. In coppia con l’attuale commissario europeo Stephane Séjourné, il leader di Renaissance si è rinforzato nel partito, provocando qualche scontento, anche in vista della sua candidatura rivale di Philippe. Qualche giorno fa, l’ex premier Elisabeth Borne ha deciso di lasciare Renaissance in polemica proprio con Attal.
A un anno dal voto, la corsa presidenziale resta ancora molto aperta. Un altro ex premier, Dominique de Villepin, potrebbe annunciare la sua candidatura nelle prossime settimane. A destra, il Rassemblement National non ha ancora sciolto il nodo del suo candidato. Marine Le Pen, tre volte candidata all’Eliseo, attende la decisione della giustizia nel processo sugli assistenti parlamentari europei, prevista il 7 luglio. In caso di impedimento, sarà il presidente del partito, Jordan Bardella, a essere candidato all’Eliseo.
Anche a sinistra il quadro appare frammentato. Jean-Luc Mélenchon, leader della France Insoumise, ha già lanciato la sua quarta candidatura presidenziale. Ma la sinistra moderata continua a mostrarsi divisa, con possibili candidature che potrebbero emergere a breve, tra l’ex presidente François Hollande che medita un ritorno, l’intellettuale Raphaël Glucksmann forte del successo alle europee e l’ex premier Bernard Cazeneuve che ha buoni rapporti con la destra.