la Repubblica, 22 maggio 2026
Cortina, la cabinovia incompiuta: inchiesta sull’appalto olimpico da 35 milioni
Se fosse un film potrebbe intitolarsi “la grande beffa della cabinovia”. Solo che adesso il film ha preso una brutta piega: dalla neve delle Olimpiadi si è passati alla valanga giudiziaria. Al centro della vicenda su cui la Procura di Belluno ha aperto un’inchiesta c’è lei, la grande incompiuta. La cabinovia Apollonio-Socrepes, un impianto a fune da 35 milioni di euro e da 50 cabine che, nei piani degli organizzatori dei Giochi invernali, avrebbe dovuto collegare le piste della “perla delle Dolomiti”. Ma che, secondo gli investigatori della Squadra Mobile di Belluno e dello Sco, difficilmente sarebbe mai stato pronto in tempo. E infatti. L’ipotesi reato formulata dagli inquirenti è turbativa d’asta.
Ieri sono scattate le perquisizioni in due società: la Simico (Società infrastrutture Milano Cortina partecipata al 70% da Mef e Mit, al 20% dalle Regioni Lombardia e Veneto e al 10% dalle province di Trento e Bolzano) e la Graffer srl di Brescia. La prima è la stazione appaltante; la seconda si è aggiudicata i lavori. Qui – o anche qui – sta il punto. La “turbata libertà degli incanti” – ipotizzano gli inquirenti – avrebbe favorito tramite “accordi collusivi o modalità fraudolente” la Graffer nell’assegnazione dell’appalto tagliando fuori altre aziende. Un’esclusione aggravata dal fatto, per di più, che la scelta è caduta sulla ditta bresciana “con la consapevolezza che i tempi non sarebbero stati compatibili con la messa in funzione dell’impianto entro l’inizio dei Giochi Olimpici”. Insomma, rovesciando: oltre la beffa, il danno.
Per capire lo snodo e l’entità della vicenda vanno sottolineate due cose. La prima. Graffer si prende il mega appalto su affidamento diretto dopo che a febbraio 2025 una prima procedura era stata azzerata da Simico dopo le indiscrezioni sull’interessamento dei due principali colossi europei del settore: l’italiana Leitner e l’austriaca Doppelmayr. Non partecipano. Motivazione tecnica: sei mesi non sono sufficienti per costruire una cabinovia, soprattutto su un pendio classificato come altamente franoso come quello che dal centro di Cortina porta a Socrepes.
Il commissario straordinario Fabio Massimo Salvini decide di andare dunque sulla Graffer. Che fa bingo. Pensate: un’azienda che fattura 8 milioni di euro e che si aggiudica un’opera da 35 milioni. Di più. Graffer è già stata coinvolta in un’inchiesta e ha in corso un processo per turbativa d’asta a Verona. E, dulcis in fundo, mai aveva realizzato una cabinovia ex novo essendo specializzata “solo” in revisioni e manutenzioni.
La scelta della ditta di Brescia venne rivendicata politicamente (in un’intervista il ministro dello Sport Abodi parlò della necessità di “superare il duopolio” del settore, ndr). Seconda cosa interessante. L’inchiesta coordinata dal procuratore di Belluno Massimo De Bortoli – tirando i fili di una vicenda che inizia di fatto con la tardiva pubblicazione del bando per la cabinovia (22 milioni di euro, poi passati a 35) pubblicato il 27 maggio 2025 (l’impianto doveva essere in funzione entro l’inizio delle Olimpiadi) – accerta che per poter partecipare alla gara Graffer srl ottiene le garanzie tecniche ed economiche dalla turca Anadolu Teleferik.
Azienda che avrebbe avuto difficoltà a ottenere le certificazioni CE di tutta la componentistica anche per via di alcuni problemi avuti in Turchia. Sulla base di cosa Simico decide di procedere con la Graffer di Sergio Lima? A maggior ragione con il rischio concreto che l’opera non venisse ultimata in tempo, come è stato? La verità potrebbe emergere dai documenti cartacei, pc, telefoni sequestrato nelle sedi societarie e anche nelle abitazioni degli indagati. Gli investigatori sperano di fare match con il “soldo compendio probatorio” raccolto.
Se la slavina giudiziaria venisse giù sarebbe il vero scandalo del pasticcio delle Olimpiadi Milano Cortina, tra ritardi, polemiche, corse contro il tempo e procedure accelerate. Dal Mit guidato dal vicepremier Matteo Salvini assicurano: “Per garantire il successo delle Olimpiadi sono state rispettate tutte le regole”.