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 2026  maggio 22 Venerdì calendario

Gaesa, il tesoro di Cuba che Trump vuole dai Castro.

Si scrive Gaesa, ma si traduce nel controllo assoluto dell’economia cubana da parte della famiglia Castro e delle Forze armate. In altre parole, il popolo della rivoluzione muore di fame, mentre una ristretta élite alla guida dell’isola si arricchisce usando questo strumento. Era una prassi abbastanza nota, di cui si vociferava spesso in strada, ma ora la compagnia è finita sotto la lente per le sanzioni con cui l’ha colpita l’amministrazione Trump allo scopo di far cadere il regime, e un’approfondita inchiesta del New York Times.
Dopo la caduta dell’Unione Sovietica, L’Avana si è trovata davanti alla peggior crisi della sua storia, perché aveva perso il primo benefattore e il primo mercato dei propri prodotti. La soluzione pensata da Raúl Castro, allora ministro della Difesa, era stata quella di affidare ai militari la gestione delle componenti più promettenti dell’economia nazionale, a partire dal turismo e non solo. Aveva convinto il fratello Fidel, che lo aveva incaricato di gestire la trasformazione. A questo scopo era stata creata Gaesa, una compagnia completamente fuori dal controllo del governo, che non vede neppure i suoi bilanci. Aveva iniziato gestendo il turismo, costruendo alberghi, agenzie, persino i centri per le immersioni subacquee. Quando poi Raúl aveva preso il posto di Fidel alla guida del Paese, si era allargata ancora di più e attraverso la controllata Cimex si era dedicata anche ai supermercati, ai distributori di benzina, ai servizi via internet, al commercio con l’estero, al cambio della moneta e persino al credito, impossessandosi del Banco Financiero International. Aveva aperto filiali in giro per il mondo, dall’Angola a Panama, in parte per sfuggire alle sanzioni di Washington.
Dopo la visita del presidente Obama e il ristabilimento delle relazioni con gli Stati Uniti, aveva scommesso soprattutto sul turismo, aspettandosi l’arrivo di milioni di americani. Perciò aveva costruito 121 alberghi, aggiungendo 22.000 nuove stanze all’offerta complessiva. 
Il governo non sapeva neppure quanti soldi avesse in cassa Gaesa perché non poteva vedere i suoi bilanci, ma gli Usa pensano che le sue risorse siano tre volte più grandi di quelle dello Stato. Nel 2011 Raúl aveva messo alla sua guida il generale Alberto Rodriguez Lopez Calleja, suo genero. Quando era morto, nel 2022, al suo posto aveva nominato Ania Guillermina Lastres Morera, che però aveva un forte rapporto personale con Raúl Guillermo Rodriguez Castro, nipote del fratello di Fidel. La gente lo conosce col soprannome di Cangrejo, ossia il granchio, ed è diventato uno dei principali interlocutori del segretario di Stato Marco Rubio nei recenti incontri per negoziare il futuro dell’isola, al punto che lui veniva considerato come la possibile versione cubana di Delcy Rodriguez, da mettere a capo dello Stato per ripetere il modello venezuelano e cambiare il regime rendendolo più obbediente a Washington. Uno potrebbe chiedersi come la prenderebbero i cubani americani della Florida, se l’isola cadesse dalla padella dell’attuale presidente Díaz-Canel alla brace del nipote di Raúl, ma questo è un altro discorso a cui avrebbe titolo di rispondere solo il presidente Trump. Secondo il New York Times un’altra persona che ha acquistato molto potere nella gerarchia è Oscar Pérez-Oliva Fraga, anche lui pronipote dei fratelli Castro, ora vice primo ministro e responsabile del Commercio e gli investimenti esteri.
L’elezione di Donad Trump nel 2016, e poi il suo ritorno nel 2024, hanno rovinato i piani di Gaesa paralizzando il turismo, mentre lo Stato aveva trascurato i pilastri storici della sua economia come la coltivazione dello zucchero. In più i profitti sono finiti solo nelle tasche dell’élite militare, senza finanziare scuole, ospedali, infrastrutture pubbliche, agricoltura, come ha denunciato Rubio quando ha annunciato le nuove sanzioni contro la compagnia. Lo scopo dell’Executive Order 14404 del primo maggio scorso, che ha consentito di imporre le nuove misure una settimana dopo, è soffocare la principale risorsa economica dell’élite, provocando la reazione del popolo escluso. Un passo chiave per favorire il cambio di regime.
Ma intanto gli Stati Uniti hanno arrestato Adys Lastres Morera, sorella del presidente esecutivo di Gaesa, come ha annunciato il segretario di Stato Marco Rubio. Morera, entrata negli Stati Uniti come residente permanente legale nel 2023, è ora sotto la custodia dell’Ice in attesa del procedimento di espulsione, secondo una dichiarazione separata dell’Ice.