corriere.it, 22 maggio 2026
Sarah Fahr racconta del rapporto con il suo corpo
«Da piccola faticavo ad accettarmi. Alle medie e al liceo ero sempre tanto più alta degli altri e non ero ancora in grado di gestire gli sguardi, i pensieri della gente quando passavo. Volevo quasi nascondermi da quegli occhi che mi sembrava mi fissassero. C’è stato anche un periodo in cui camminavo un po’ gobba, quasi volessi nascondermi, era il mio modo per rendermi un po’ più piccolina». Racconta così, di getto, il rapporto non sempre semplice con il suo corpo Sarah Fahr, 192 centimetri di altezza, centrale della Nazionale italiana di pallavolo e della Imoco Conegliano, vincitrice di 6 scudetti, 6 coppe Italia, 5 Supercoppe italiane, un Mondiale per club, 3 Champions League, un oro Europeo, uno Mondiale e uno ai Giochi olimpici di Parigi 2024. Tutto a soli 24 anni.
Quando la situazione è migliorata?
«Tra la quarta e la quinta liceo ho iniziato ad essere più sicura di me stessa e a vivere con la squadra al cento per cento: uscire la sera con le compagne creava uno scudo, non ero più l’unica osservata e di cui commentavano l’altezza. Piano piano ho acquistato consapevolezza e serenità».
Fino a quando non sono iniziati i problemi di disturbi alimentari.
«Un’altra fase difficile. Ho impiegato tre anni per uscire da quella situazione. Mi ha aiutata uno psicologo e ora sto decisamente meglio. So che devo mangiare bene, devo sentirmi in forze per il mio lavoro, senza avere un’attenzione maniacale a ogni singola cosa che metto nel piatto. Per il tipo di sport che faccio e per la quantità di impegni che ho, ora so come gestirmi: cibi salutari, niente cose pre-confezionate. Sulle quantità, diciamo che vado a sentimento».
Sorride con la serenità di chi ha trovato un punto equilibrio. Come quello che inseguiva da bambina quando – prima della pallavolo – i suoi pomeriggi erano scanditi dagli allenamenti di ginnastica artistica. Ma a trave e parallele ha dovuto rinunciare.
«Mi piaceva molto la ginnastica, mi allenavo tanto. Ma quando ho iniziato a crescere e il mio fisico è “esploso”, l’insegnante ha cominciato a coinvolgermi meno nelle gare, scegliendo ragazze che avevano un futuro. Io non l’ho capito subito, mia mamma sì ed è stata bravissima: mi ha suggerito di provare anche altri sport, di non prendere quelle “esclusioni” come qualcosa di negativo. Così mi sono avvicinata alla pallavolo».
Che all’inizio non le piaceva.
«Diciamo che non è stato subito amore. Ho seguito un’amica, sono entrata nella squadra. E passo dopo passo è diventato il mio lavoro e la mia vita».
Quanta attenzione presta alla tua beauty routine?
«Mi prendo cura in particolare del viso, sul resto del corpo non sono così attenta. Per un periodo avevo anche esagerato con creme costose che mettevo più volte al giorno. Oggi ho trovato i miei marchi di riferimento e mi fermo davanti allo specchio dieci minuti, al mattino e alla sera: tonico, siero, crema e – se devo uscire – crema solare come ultimo strato».
Torniamo al campo: ha terminato la stagione con la vittoria del suo sesto scudetto e il terzo posto in Champions con la maglia della Imoco Conegliano, prossimi obiettivi?
«Prima un po’ di vacanza. A inizio estate sarò impegnata con la Nazionale nella Vnl, dove difenderemo il titolo conquistato nel 2024 e nel 2025. Non ci saranno più alcuni punti fermi, come Moki De Gennaro, e toccherà a me questa volta essere nella quota “non giovane”: una bella sfida».
Poi, a fine agosto, l’Europeo.
«L’ho giocato e vinto nel 2021. Tre anni fa ero infortunata e non sono riuscita a partecipare. Certo, intanto ho conquistato Olimpiade e Mondiale, ma tornare a giocarmi l’Europeo è il grande obiettivo dei prossimi mesi per mettere una ciliegina su una torta di cui non posso lamentarmi».